Piccolo è meglio (lo stato): nella classifica della libertà l’Italia è 86ma

Nello stato piccolo c'è la libertà economica: la classifica di tutte le nazioni, l'Italia è 86ma
Nello stato piccolo c'è la libertà economica: la classifica di tutte le nazioni, l'Italia è 86ma

Lo dice Urbanpost.it che ironicamente titola “Libertà economica in Italia: meglio avercelo piccolo ma libero, lo stato”.

L’articolo si riferisce all’elenco degli stati  migliori dal punto di vista della libertà economica: “Cosa hanno in comune tra loro?” “Come si classifica l’Italia?”, si chiede l’autore.

La risposta? “Contrariamente alle illusioni in cui si cullano politici e giornalisti, più o meno disinteressati, la libertà economica è l’unica ricetta per stimolare davvero la crescita economica, ed il benessere diffuso, di uno stato. Più si sviluppano le comunicazioni, più si velocizzano i trasporti, più la gente ha facilità ad imparare nuove lingue, e più questo sarà vero, perché chi ha soldi da investire, o una qualifica da spendere sul mercato del lavoro, si sposterà nelle nazioni dove è più facile investire i propri soldi o le proprie competenze. E di conseguenza queste nazioni si svilupperanno e diventeranno più ricche, ospitando più aziende, e creando più posti di lavoro.” 

La classifica della libertà economica di tutte le nazioni del mondo in questione è una elenco annuale stilato dal centro studi Heritage Foundation in cui ciascuna nazione ha un punteggio secondo 10 parametri, divisi a loro volta in 4 settori:

  1. Legislazione (Tutela dei diritti di proprietà e Libertà dalla corruzione)
  2. Stato minimo (Libertà fiscale, spesa pubblica)
  3. Efficienza amministrativa (libertà imprenditoriale, libertà lavorativa, libertà monetaria)
  4. Mercati aperti (libertà di commercio, libertà d’investimento, libertà finanziaria)

LE PRIME 10 CITTÀ LIBERE DEL MONDO

Nel 2016 il primo posto è occupato da una città stato: Hong Kong.

Cui fa seguito un’altra città stato: Singapore.

Al terzo posto la Nuova Zelanda.

Medaglia di legno alla Svizzera (che migliora il suo punteggio), poi, Australia, quindi vengono Canada, Cile, Irlanda, Estonia e Regno Unito. ” Gli USA, durante gli anni di Obama, sono scivolati fuori dai primi 10, e si trovano all’11esimo posto. La Cina si trova al 144esimo posto e la Russia al 153esimo. L’Italia si trova al 86esimo posto, in peggioramento.”

COSA HANNO IN COMUNE I PRIMI 10 STATI LIBERI DEL MONDO?

1. Sono nazioni in forte sviluppo

      , “che attraggono investitori e lavoratori qualificati da tutto il mondo. L’

Estonia

      , la patria, tra le altre, di Skype, ha addirittura inventato la

residenza digitale

      , per permettere, a chi vuole investire nel paese, di aprirvi un conto in banca ed una sede sociale, senza bisogno di trasferirsi stabilmente in un posto freddo e buio per la maggior parte dell’anno.

L’importante è che arrivi denaro nell’economia locale

    .

In ogni caso la migliore dimostrazione che il benessere e lo sviluppo economico sono legati alla libertà economica. Non c’è altra via”;

2. Hanno in comune le piccole dimensioni

    , “o il fatto di essere divise in stati di piccole dimensioni, in termini di abitanti, come per Regno Unito, Canada ed Australia.

Uno stato di piccole dimensioni, con poche risorse naturali, non ha “rendite” su cui campare, e deve per forza essere aperto ai commerci con le altre nazioni, per accedere ai prodotti di cui ha bisogno”.

VERO O FALSO?

(Sempre secondo la nostra fonte) 

  1. Avere grandi risorse naturali è garanzia di benessere – FALSO.  Il Venezuela (176esima posizione) ha tra le maggiori riserve mondiali di petrolio, ma è talmente “non libero”, che nell’ultimo anno è stato addirittura costretto ad importare petrolio dagli odiati USA, avendo cacciato, o fatto scappare, i migliori tecnici petroliferi.
  2. Sono migliori le nazioni fortemente federaliste – VERO. Come Svizzera, Regno Unito, Canada, Australia e gli stessi USA, generano anche una concorrenza interna fra gli stati che le compongono, per attrarre lavoratori qualificati e imprese, cosa che aumenta il livello complessivo di libertà economica.
  3. Meno (il numero di abitanti) è meglio – VERO. Che siano della nazione, o dello stato (nel caso degli stati federali) abbassa anche la distanza tra il cittadino contribuente e l’amministratore, rendendo più facile individuare la responsabilità di cattiva amministrazione e/o malversazioni.
  4. meno denaro transita per le mani degli amministratori meglio è – VERO: meno ne hanno a disposizione, minore è la corruzione e le spese clientelari

L’ITALIA?

“Vengono apprezzati i tentativi di riforma del mercato del lavoro e del settore bancario. Il fatto che il mercato del lavoro rimanga fortemente ingessato, che la giustizia abbia tempi lunghi, la corruzione diffusa e l’elevatissima spesa pubblica, sono i fattori che determinano maggiormente la pessima posizione, sia a livello mondiale (86esima posizione), sia a livello europeo (36esima posizione). La Russia, che pure sta faticosamente uscendo da quasi un secolo di comunismo totale, ha già superato l’Italia in 4 parametri su 10 (Libertà del mercato del lavoro, Bassa spesa pubblica, Libertà fiscale e Libertà imprenditoriale).

LA CLASSIFICA COMPLETA

[fonte: http://www.heritage.org/index/ranking]

 

 

 

Special Thanks to Ivan Ortenzi
Fonte: http://urbanpost.it/liberta-economica-in-italia-meglio-avercelo-piccolo-ma-libero-lo-stato#r7K1V3wcpVpHjDTq.99