Più forti contro il coronavirus (e non solo): il ruolo chiave del SELENIO per rinforzare le difese immunitarie

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Nell’articolo Dobbiamo farcela da soli: cosa mangiare per rinforzare le difese immunitarie si è visto in che modo possiamo sostenere il nostro sistema immunitario consumando il più possibile cibi la cui efficacia antivirale è stata ampiamente documentata. Una dieta varia, ricca di frutta e verdura fresca, a basso indice glicemico è sempre raccomandata. Ma potrebbe non bastare.

Più forti contro il coronavirus (e non solo): il ruolo chiave del SELENIO per rinforzare le difese immunitarie 

Risale all’anno 2000 uno studio della North Carolina University in cui è emerso che avere deficit nutrizionali favorisce la mutazione dei classici virus stagionali circolanti. Cosa significa più nel dettaglio?
Significa che i virus influenzali attecchiscono meglio e si replicano maggiormente nei soggetti carenti di sali minerali, tra cui il selenio risulta avere un ruolo chiave.

Carenza di Selenio e maggiore vulnerabilità ai virus (compreso il COVID-19)

Il Selenio è un componente essenziale di alcuni enzimi antiossidanti fondamentali come il glutatione perossidasi e la tioredossina la cui carenza porta ad un aumento della patologia polmonare rispetto a chi non ha carenza.
Il fabbisogno giornaliero di selenio è di 50-55 microgrammi per gli adulti, aumenta nel caso di donne in gravidanza e durante l’allattamento è di 65-75 microgrammi
La sua carenza rende il virus umano dell’influenza suscettibile di mutazione (questo avviene per tutti i tipi di virus dal comune raffreddore al virus dell’AIDS o di Ebola).

Il problema non riguarda solo le persone che a causa di una dieta poco varia risultano essere più suscettibili alle malattie di natura virale, ma anche chi senza particolari deficit nutrizionali e in salute, si trova a fare i conti con i virus “trasmessi” dalle persone con cui entra in contatto.
Una motivazione che risulta coerente con il fatto che alcuni soggetti siano portatori sani e asintomatici del Coronavirus e perché la malattia sia più aggressiva nei confronti della popolazione anziana nota per avere maggiore carenze anche di natura nutrizionale. I livelli di Selenio decrescono con l’avanzare dell’età.

Ma non finisce qui. Questo ultimo aspetto ha una rilevanza di non poco conto anche in campo sociale e assistenziale. La dieta tipica delle popolazioni più povere del terzo mondo non raggiunge nemmeno i livelli minimi di assunzione raccomandata di Selenio, e secondo quanto è stato dimostrato negli studi (vedi in fondo all’articolo) favorirebbe lo sviluppo di serbatoi di virus trasmissibili a chi ha a disposizione cibi e si nutre in modo più vario, ma anche focolai di trasformazione di virus mutanti a cui il nostro sistema immunitario è del tutto impreparato.

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Potenziali fattori che agevolano la diffusione del coronavirus: inquinamento atmosferico e carenza di selenio e vitamina D

Potrebbe essere proprio questo un motivo per cui virus temibili del passato, che spesso nascono in luoghi poco sviluppati, e la cui genesi non è chiara possano aver subito mutazioni favorite proprio da carenze di natura nutrizionale. E ancora potrebbe non essere un caso fortuito il fatto che il COVID-19 si sia sviluppato proprio in un’area i cui terreni sono più poveri di Selenio. Concorrono poi gli elevati livelli di inquinamento di quelle aree che provocando uno stato di infiammazione permanente della mucosa respiratoria, rendono la popolazione più debole e un minor irraggiamento al suolo che durante i mesi invernali determinano minore produzione di vitamina D il cui ruolo di sostegno immunitario è indubbio.

Uno studio più recente pubblicato su Nutrients nel settembre dello scorso anno ha confermato che la presenza di livelli ottimali di Selenio sostenga l’attività di proteine che utilizzano questo minerale (selenoproteine) nel controllo della diffusione di molti virus riducendo al contempo l’infettività.

Dove trovare il Selenio

Per attuare una valida ed efficace strategia di potenziamento delle nostre difese, è fondamentale portare a tavola cibi ricchi di selenio: aglio e cipolle o le patate arricchite ne sono ricchi. Si può così alimentare l’organismo con questo straordinario sale minerale per renderci più forti noi e per bloccare le mutazioni virali nei soggetti più malnutriti o deboli.
Se oltre o in alternativa al cibo si desidera prendere degli integratori, tra i più ricchi di selenio biodisponibile ci sono:

#1 GENELASI D3

Apporto di Selenio pari a 45 microgrammi.
Vitamina D 3, e il complesso ALFD, molecola biologica con azione antivirale e antimicrobica in grado di potenziare la risposta immunitaria e che consente di ridurre il rischio di antibiotico-resistenza. Il complesso ALFD per la sua azione competitiva impedisce il trasferimento orizzontale del materiale genico plasmidico e/o cromosomico, interponendosi tra i vari batteri patogeni e non inibendo così la selezione, la moltiplicazione e la diffusione di ceppi resistenti.
La vitamina D 3 riveste un ruolo fondamentale sulle cellule T per contrastare le infezioni dell’organismo. Apporta anche Zinco che aiuta ad aumentare i linfociti T, riducendo la gravità delle infezioni.

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(nota: a questo link esiste la possibilità di ottenere uno sconto inserendo come codice sconto la dicitura SCONTO5)

#2 OXIMIX 1+ 

Apporto di Selenio pari a 16,5 microgrammi.
Oximix 1+ è efficace nelle forme infettive sia virali che batteriche, comprese quelle acute e febbrili. La sua formula unisce la funzione disinfiammante di minerali come Manganese, Zinco, Rame, con l’efficacia antiossidante e vitalizzante del Selenio e della Vitamina C. Oximix 1+ aiuta a risolvere in modo fisiologico un ampio spettro di situazioni infiammatorie e infettive, stimolando le difese e le risorse interne dell’organismo. Questo permette di riservare i farmaci più specifici solo ai casi strettamente necessari, evitando molte delle conseguenze e degli effetti secondari indesiderati. Per l’azione equilibrante e per la composizione naturale Oximix 1+ è un prodotto particolarmente adatto a bambini, anziani e persone plurimedicate come trattamento di prevenzione delle malattie invernali.

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#3 OXIMIX MV+

Apporto di Selenio pari a 55 microgrammi.
Oximix MV+ è un integratore multiminerale vitaminico formulato appositamente per fornire tutti i micronutrienti essenziali per la salute dell’organismo. Il Rame, il Selenio, lo Zinco, il Manganese e le Vitamine B2, C ed E contribuiscono alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo. Il Ferro, il Rame, il Selenio, lo Zinco, l’Acido Folico e le Vitamine B6, B12, C e D contribuiscono alla normale funzione del sistema immunitario. Perché minerali e vitamine siano efficaci devono poter entrare nella cellula, per questo non sono stati inseriti conservanti, edulcoranti o altri additivi che possano dare fastidio all’organismo. In questo modo diventa possibile assumere Oximix MV+ anche per lunghi periodi. Inoltre l’utilizzo di minerali in forma di sali oxiprolinati, o pidolati, permette una maggiore biodisponibilità di tutti i componenti, garantendone una maggiore efficacia.

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Leggi anche: Dobbiamo farcela da soli: cosa mangiare per rinforzare le difese immunitarie

DEBORA CANTARUTTI

Nutrizionista, esperta di Ciboterapia (effetti del cibo sull’organismo) e di Nutrigenomica, advisor scientifico di MadebyMilan, founder di Bon, Leggi anche: Corriere della SeraCibobuonochefabeneGSA

Contatto: debora.cantarutti@gmail.com

BIBLIOGRAFIA

Jaspers, I; Zhang, W; Brighton, L E et al. (2007) Selenium deficiency alters epithelial cell morphology and responses to influenza. Free Radic Biol Med 42:1826-37

Sheridan, Patricia A; Zhong, Nianxin; Carlson, Bradley A et al. (2007) Decreased selenoprotein expression alters the immune response during influenza virus infection in mice. J Nutr 137:1466-71

Styyyblo, Miroslav; Walton, Felecia S; Harmon, Anne W et al. (2007) Activation of superoxide dismutase in selenium-deficient mice infected with influenza virus. J Trace Elem Med Biol 21:52-62

Beck, Melinda A (2007) Selenium and vitamin E status: impact on viral pathogenicity. J Nutr 137:1338-40

Li, Wei; Beck, Melinda A (2007) Selenium deficiency induced an altered immune response and increased survival following influenza A/Puerto Rico/8/34 infection. Exp Biol Med (Maywood) 232:412-9

Guillin OM, Vindry C, Ohlmann T, Chavatte L (2019) Selenium, Selenoproteins and Viral Infection, 

 


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Debora Cantarutti
Mangio alcalino e mi diletto a sperimentare i 'super cibi' nei piatti che preparo. Ciò che ho più a cuore è diffondere Benessere attraverso l'alimentazione consapevole. Il mio sogno? Rendere Milano la capitale internazionale del cibo sano. Il mio motto? Cibo che fa bene per tutti!