Il BORGO laboratorio di PECCIOLI va a VENEZIA per stupire il MONDO

In Italia c’è un piccolo borgo che è un’esposizione d’arte a cielo aperto. Ci sono statue ovunque, e ci sono i robot. Ora si "trasferisce" a Venezia

Credits: @sillano30 (IG)

In Italia c’è un piccolo borgo che è un’esposizione d’arte a cielo aperto. Ci sono statue ovunque, e ci sono i robot. E gli affreschi. E una immensa discarica. E c’è una città, in Italia, che è il perfetto palcoscenico per far conoscere un simile borghetto. Dalla Toscana al Veneto, il “Laboratorio Peccioli” approda al Padiglione Italia della Biennale di Venezia 

Il BORGO laboratorio di PECCIOLI va a VENEZIA per stupire il MONDO

Venezia, che sia tempo di Covid e non, pullula di eventi. Nei miei anni studenteschi ogni giorno c’era qualcosa da fare. Non solo eventi mondani in cui—impunemente—riuscivo a imbucarmi senza dare troppo nell’occhio, ma anche, e sono la maggiore, eventi culturali, in cui arte, tecnica, creatività e ingenuo si fondono davanti a un panorama che non fa che migliorare ogni cosa. Così, negli anni, ho visitato mostre, musei, palazzi antichi rimessi a nuovo col solo scopo di ospitare mostre itineranti. Profumi antichi, metodi di tortura, abiti storici, strumenti medici antichi… Dispersi in 365 giorni, Venezia nasconde tesori inimmaginabili.


# La Biennale di Venezia e un piccolo borgo vicino a Pisa

Tra tutti, un evento, fisso dal 1895, attira turisti da ogni parte del mondo, curiosi o esperti, per godere di centinaia di metri di esposizione di opere artistiche e architettoniche da ogni parte del mondo. È la Biennale di Venezia, un’istituzione culturale che accompagna le estati della città lagunare da oltre 100 anni. E che, anche in questi anni di pandemia mondiale, non si ferma e continua a regalare lustro, spunti, e meraviglia. 

E ora vi parlo di un borgo in Toscana. No, non ho perso il filo del discorso, e non ho sbagliato articolo. In realtà, Venezia e Peccioli, un piccolo centro rurale in provincia di Pisa, sono collegati proprio dalla Biennale.  

Credits: @peccioliturismo (IG)

Ma torniamo a noi… Peccioli si trova tra Volterra e Pisa, ed è un piccolo calderone di arte, creatività e intelletto. Qui, infatti, progettisti, premi Nobel, architetti, e studiosi si sono riuniti per creare un vero e proprio laboratorio sociale, tecnologico, e artistico a cielo aperto. Non stupisce, quindi, che Peccioli faccia parte del Padiglione Italia della prossima Mostra Internazionale di Architettura alla Biennale di Venezia (maggio-novembre 2021) in uno spazio chiamato proprio “Laboratorio Peccioli”. 



Credits: archiportale.com

# Il modello di Peccioli

Nel villaggio pisano di Peccioli, le installazioni, le opere e gli splendidi monumenti d’autore sono immersi nella vita quotidiana. Qui, anche i primi esperimenti nel campo della robotica sociale sono stati condotti in ambienti reali: Passeggiando per i vicoli medievali del borghetto, si vedranno sfilare piccoli robot-spazzino, o che si offriranno di assisterti per tornare a casa o fare la spesa. C’è anche una casa demotica allestita dall’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e testata da cittadini, incubatori di imprese, società spin-off accademiche e centri di ricerca sull’innovazione.

Credits: @elenapellecchia58 (IG)
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Tutto si snoda intorno a una enorme discarica la cui gestione, affidata a una joint-venture pubblico-privata, lavora alacremente inghiottendo rifiuti e restituendo energia, ricchezza, servizi, strutture, infrastrutture, assistenza, bellezza, tutela ambientale e benessere in tutta l’Alta Valdera.

Credits: archiportale.com
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La discarica stessa è diventata teatro di progetti artistici e traino per tutto il palcoscenico culturale che è Peccioli. Affrescata da Sergio Staino e dai giganteschi murali del neoavanguardista David Tremlett, che arriva in Toscana dopo la Tate Gallery di Londra e il MoMA di New York. E così, da simbolo della fine delle cose, la discarica di Peccioli si trasforma in uno scenario perfetto per rassegne musicali, sfilate, e spettacoli. 

# Laboratorio Peccioli a Venezia

Ed ecco che la Biennale di Venezia celebra questo esempio di tecnica, arte, e sostenibilità. Il Padiglione Italia infatti, che proporrà una visione del nostro Paese attraverso l’ottica delle “Comunità Resilienti”—questo il titolo della mostra, curata da Alessandro Melis (Studio Heliopolis 21)—ha individuato proprio nell’esempio di Peccioli il fulcro di un fermento di idee, visioni, e progetti ecologici, sostenibili, e resilienti da portare ed esibire sulla ribalta veneziana.

Credits: @sillano30 (IG)

Peccioli rappresenta il punto di incontro tra le buone pratiche in materia ambientale e la necessità di un impatto positivo per le comunità locali”, afferma il curatore del Padiglione Italia, “altro aspetto cruciale è il fatto che i ricavi degli impianti non vengono utilizzati per alimentare un meccanismo economico fine a se stesso. Anzi, è chiara la direzione strategica che, comprendendo che in futuro, idealmente dovremmo essere in grado di ridurre, se non minimizzare il conferimento in discarica, come dimostrano gli investimenti in ricerche sulla sostenibilità e per il rafforzamento della resilienza delle comunità, in innovazione tecnologica, in arte e in formazione sui temi dell’ambiente”. 

Il Laboratorio Peccioli all’interno del Padiglione Italia è curato da Nico Panizzi, Ilaria Fruzzetti e Laura Luperi (dello studio Heliopolis 21 di Pisa).

Continua la lettura con: BIENNALE di Architettura 2021: Venezia riparte al CENTRO del MONDO

GIADA GRASSO 

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Giada Grasso
Classe 1987, nasco a Catania, vivo a Venezia, e parlo toscano. Per riscattare una parlantina alquanto solida, mi laureo in Comunicazione e mi specializzo in Scienze del Linguaggio. Mi piace viaggiare, anche e soprattutto con la mente, e spaziare tra i più disparati interessi: canto, continuo a studiare lingue che mi stimolino, programmo, leggo libri di neuroscienze e sociologia, medito nel tempo libero, fotografo quando trovo la luce colpire gli oggetti nel modo giusto, pettino una gatta che non vuole saperne di essere acconciata.