Le 7 stazioni da incubo della metro di Milano

Dove l'attacco di panico è la regola

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Ph. @castoldigiorgio IG

In un sondaggio sulla fanpage di Milano Città Stato abbiamo chiesto: “Qual è la fermata della metro che detesti? E perché?“. Scopriamo quali sono le peggiori per i milanesi. Foto cover: @castoldigiorgio IG

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Le 7 stazioni da incubo della metro di Milano

#1 Amendola M1: quando piove è un disastro

Credits mainardielisabetta IG – Amendola M1

La stazione di Amendola M1, storica fermata che portava alla fiera campionaria, è tutelata architettonicamente dalla Soprintenza per la sua particolare struttura a vetrate che ricopre il mezzanino. Quando piove però è un disastro, andrebbe riservata una maggiore manutenzione a un bene ritenuto di tale interesse collettivo.

“Amendola, perché penso sia la più vecchia e vi piove sempre dentro: è molto trascurata!” – Cit. Fiorenza A.

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#2 Cadorna: la più affollata nelle ore di punta 

Credits laromisa IG – Cadorna M2

Nella stazione di Cadorna è meglio non capitare nelle ora di punta. Tra pendolari in arrivo dai treni regionali e utenti che interscambiano tra le due linee metropolitane, verde e rossa, ci si trova in piena bagarre. 

“Cadorna, una tempesta perfetta di affollamento.” – Cit. Allen M.

#3 Lotto M1-M5: un loop senza via d’uscita

Credits pallin86 IG – Corridoio da M1 a M5

Non si può dire certo che la connessione tra le linee M1 e M5 sia delle più lineari. Al contrario, il più delle volte si finisce in loop senza via di uscita. Per passare da una linea all’altra si deve infatti percorrere un lungo corridoio, fare diversi piani di scale mobili prestando attenzione a non prendere quella sul lato sbagliato per non ritrovarsi nel mezzanino o peggio ancora fuori dalla stazione.

“Quando arrivo a Lotto con la M1 devo praticamente fare 3km e scendere 7 piani per arrivare alla banchina della M5” – Cit. Mattia D.

#4 Centrale: un vero labirinto

Credits: @milano_south
Stazione Centrale

Tra tunnel, tapis roulant e scale mobili che si intersecano in modo perpendicolare e parallelo perdersi in Stazione Centrale è un attimo e arrivare in ritardo ai treni della linea M2 e M3 è quasi una certezza.

“La stazione centrale! Hanno fatto tutto un labirinto che fai prima a diventare vecchio che sei ancora lì a camminare.”Cit. Francesca D.

#5 A Loreto M1-M2 si rischia di perdere l’orientamento

Credits areccofrancesco IG – M2 Loreto

Le uscite della fermata di Loreto M1 si trovano in piazzale Loreto, quelle della M2 in piazza Argentina, non proprio così comode per un interscambio. Infatti passare dalla verde alla rossa non è così intuitivo e spesso uscendo dalla stazione si rischia di perdere l’orientamento.

“Loreto. Non capisco dove uscirò …Un disorientamento unico!” – Cit. Pina 

#6 Molino Dorino M1, estetica e sicurezza bocciate

Credits arts_books_wines IG – Molino Dorino M1

La stazione di Molino Dorino sulla M1 non è di certo tra quelle da ricordare. A livello estetico l’abbinamento del blu al rosso utilizzato per l’edificio del mezzanino è un pugno in un occhio. A livello di sicurezza è un po’ una terra di nessuno, sia per il fatto di essere vicino a una strada statale e ai terreni abbandonati dell’antico mulino, sia per il grande flusso di persone che arriva con le linee di autobus extraurbane o per lasciare l’auto nel parcheggio di interscambio. Negli spazi esterni sembra di trovarsi in una discarica abusiva. 

la peggiore molino dorino” – Cit. Stefano M.

#7 La futura stazione Sforza M4 senza interscambio

Credits: Urbanfile – Mappa interscambio M3-M4

La stazione di Sforza M4 ancora non è stata terminata, ma quando sarà aperta si sa già che sarà un incubo vista l’assenza di interscambio con la fermata di Missori M3. Infatti per cambiare linea bisognerà camminare all’aperto, magari carichi di valige e con la pioggia. Un disastro annunciato.

“Anche se non è ancora aperta… Sforza M4! Inqualificabile il mancato interscambio con la M3” – Cit. Fabio G.

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FABIO MARCOMIN

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Fabio Marcomin
Giornalista pubblicista. Laurea in Strategia e Comunicazione d’Impresa a Reggio Emilia. Il mio background: informatica, marketing e comunicazione. Curioso delle nuove tecnologie dalle criptovalute all'AI. Dal 2012 a Milano, per metà milanese da parte di madre, amante della città e appassionato di trasporti e architettura: ho scelto Milano per vivere e lavorare perché la ritengo la mia città ideale.