I TIPI da METRO: i personaggi ci fanno COMPAGNIA in metropolitana

Anzi: tutti noi troveremo qualcuno in cui identificarci

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La metropolitana è un colorato scenario di personaggi che spesso attirano la nostra attenzione. Senz’altro ci siamo tutti quanti imbattuti in uno di questi “tipi da metro”.

Anzi: tutti noi troveremo qualcuno in cui identificarci. 

I TIPI da METRO: i personaggi ci fanno compagnia in metropolitana

# “Eppur si muove”: lo stazionario

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stazionario

Fiumi di persone che attendono nella banchina l’arrivo del mezzo, chi incazzato, chi impaziente per la fretta e ad un certo punto ti imbatti in lui: lo stazionario. Lui che blocca l’ingresso della porta piazzandosi davanti ad essa e non permettendo l’accesso degli altri o il defluire del “traffico”, indifferente a sguardi fulminanti e spintoni per poter passare.

Il mondo si muove attorno, ma lui no, fermo come un monolite.  

E così per tutte le fermate successive, perché non scende mai a quella prossima, ma affronta il viaggio come una statua di marmo o come un elemento decorativo della metropolitana. 

# “Sto come una bomba”: l’impanicato

Ph. Studio-Dee

Se per caso qualche mattina ti capiterà di scendere da casa con uno stato d’animo già abbastanza provato, ad accrescere le tue ansie ci penserà lui: l’impanicato.

Ha una fretta incontenibile, si mostra impaziente, va avanti e indietro sulla banchina, guardando ogni quattro secondi il display. Quando sale sul mezzo e si siede, il suo piedino inizia a tremare a tal punto da generare un movimento sussultorio che avverti pure se ti trovi due vagoni più in là.

Dà il meglio di sé sulla scala mobile, rinomatamente costruita per trasportare comodamente i suoi passeggeri, mentre la percorre correndoci sopra e saltando i gradini, come in fuga da un cecchino. Si salverà mai?

# “Questa è casa mia”: l’occupante

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Occupante

La metro è un luogo abbastanza affollato, soprattutto in certe fasce orarie e i posti a sedere sono insufficienti per ospitare tutti i passeggeri, ma non solo quelli. Ti accorgi che anche lo spazio minimo per rimanere in piedi ti sta per essere sottratto, quando arriva lui: l’occupante.

Sale con il suo zaino extralarge, valigie, buste della spesa e quindi capisci che forse diventa più facile “appendersi” ai pali che rimanere in piedi. Non solo. Se per sbaglio lo sfiori accidentalmente, o urti la sua valigia, ti lancia delle occhiate di fuoco. Più che un biglietto dovrebbe pagare un affitto. 

# “Il pericolo è il mio mestiere”: lo schizzinoso

È inutile, è più forte di lui, piuttosto perde l’equilibrio, rischiando di cadere, ma non tocca nulla. Non si appoggia né alle impugnature, né ai “pali”. E se malauguratamente si trovasse costretto a farlo, certamente glielo vedremmo fare con dei guanti in lattice, da cestinare sul momento, alla prima occasione utile. Nemmeno il cartello di ATM che recita:  “questo treno potrebbe fermarsi bruscamente, reggetevi ai sostegni” lo scoraggia dalla sua ardua impresa. Sa che ogni contatto potrebbe essergli fatale. 

# “Tu, solamente tu”: l’isolato

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autoisolato

Sale sul mezzo con aria completamente stralunata, assente. Forse si è solo accorto della direzione della metro che deve prendere ma giusto per arrivare a destinazione, per il resto il perimetro attorno a sé è il vuoto. Lui si isola con le sue cuffie o col suo libro e anche se la metro si dovesse fermare in mezzo al nulla o si dovessero sentire urla provenienti dalla coppia che sta litigando proprio nei sedili accanto, nemmeno se ne accorgerebbe. Piccolo suggerimento: ogni tanto ritorna sulla terraferma, così, solo per accertarti di scendere alla fermata giusta ed evitare di ritrovarti al capolinea…

# “in questo mondo di ladri”: il diffidente

Lo osservi dimenarsi in strane movenze, attento a controllare che tutti gli oggetti in suo possesso, siano lì. Controlla che il cellulare, gelosamente custodito nella tasca interna della giacca non gli sia stato sottratto, che lo zaino che tiene sulle spalle non sia stato aperto e che il portafogli che ha messo nei jeans sia sempre lì. Si “tocca”, cercando di fare l’indifferente e sperando che nessuno si accorga delle sue verifiche ispettive. Prima di scendere dalla metro, controlla anche il pavimento. 

# “You’re so beautiful”: il narciso

Ph. geralt

Tu arrivi in tuta, completamente struccata, con gli occhi gonfi e poi c’è lui: il narciso. L’intera tratta la percorre fissando i finestrini che riflettono il suo volto e inizia il restyling aggiustandosi il ciuffo, dopo di che controlla che il doppio petto sia impeccabile e infine ruota la faccia a destra e a sinistra per accertarsi quale dei due sia il profilo migliore. Terminata con successo la prima parte, inizia a fissarsi nel finestrino, si osserva senza fare alcun movimento o gesto, per concludere, mettendo le labbra a “culo di gallina”. 

# “My name is Bond”: lo spione

Credits: ilmessaggero.it
spione

La metro non è di certo il luogo in cui si possono fare conversazioni private o scrivere lunghi messaggi, senza correre il rischio di essere ascoltati o “letti”. A partecipare alle vostre discussioni o alle vostre dediche virtuali, arriva lui: lo “spione”. Anche se cerchi di parlare con un filo di voce, lui cerca di captare ogni singola parola pronunciata. Se stai spulciando il tuo profilo social, lui, in sordina, lo fa insieme a te. Se si trova alle tue spalle e tu stai chattando con qualcuno, lui legge, appassionato, la conversazione. Non serve spostarsi o fargli capire che ti sta infastidendo. Infatti, se gli lanci l’occhiata, i primi 20 secondi finge di fare altro, ma poi ritorna indisturbato a farsi gli affari tuoi. Ama il Vodka Martini. Agitato, non mescolato.

Continua la lettura con: 7 SITUAZIONI di vita quotidiana per capire che vi siete MILANESIZZATI

FABIANA CRIVELLO

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