A New York il NUOVO PASSANTE FERROVIARIO: a Milano si farà il secondo passante?

Uno dei progetti più costosi al mondo per il trasporto pubblico. Milano saprà essere così ambiziosa?

Credits tunneltalk.com - East Side Access tracciato

La Metropolitan Transportation Authority di New York annuncia l’imminente apertura del passante, che potrebbe collegare il JFK con la Grand Central in 40 minuti. Milano è pronta per nuove idee?

A New York il NUOVO PASSANTE FERROVIARIO: a Milano si farà il secondo passante?

# Il passaggio a Est per la Grande Mela

Credits tunneltalk.com – East Side Access tracciato

Il fianco orientale della città di New York, ha sempre sofferto di una doppia personalità: grande interesse per l’area, con Long Island, l’aeroporto Kennedy e molti residenti. Di contro poche infrastrutture e la LIRR (Long Island Rail Road) sempre super affollata. Finalmente sembra essere arrivato il momento dell’inaugurazione del passante ferroviario, l’East Side Access, quello che ha richiesto anni per la realizzazione (passa sotto l’East River) e che avrà il compito di alleggerire il traffico pendolare dall’area dei 3 stati.


Credits mtalirr IG – Arrivo viaggio di prova nel Terminal sotto la Grand Station a NY

Aprirà ufficialmente nel 2022, ma alcune istituzioni sono già state invitate per un giro di prova. La Governatrice Kathy Hocul, ad esempio, che è scesa dal passante entusiasta definendo quest’opera una pietra miliare per New York City e per tutto lo stato. Il giro di prova, con i responsabili di MTA, è durato 27 minuti partendo da Jamaica, nel Queens, per giungere alla Grand Central Station. Normalmente in auto, per questo tratto, possono servire anche 60 minuti.

# Accorciare la città: dal JFK a Grand Central in soli 40 minuti

Credits mmmmk1 IG – Atrio terminal sotto la Grand Central Station NY

Ridurre i tempi di percorrenza dei newyorchesi significherà anche accorciare le dimensioni della Grande Mela, meno inquinamento e, soprattutto, più qualità di vita per i pendolari. La LIRR sarà in grado di accogliere e spostare a Manhattan un +45% di residenti dal Queens e oltre, alleggerendo anche Penn Station di quasi 160.000 viaggiatori, che troveranno valide alternative tra il nuovo passante e tutte le altre linee che questa infrastruttura è destinata a decongestionare.

Binari e gallerie di quest’opera faraonica, che si attesta come uno dei progetti più costosi al mondo per il trasporto pubblico (oltre 10 miliardi di euro), sono pronti. Mancano alcuni ritocchi e collaudi, ma l’anno prossimo apre in tutta la sua lunghezza dal JFK a Grand Central: un tratto che oggi all’ora di punta si completa in 90 minuti, si potrà coprire in 40 minuti netti, regalando ai suoi viaggiatori 50 minuti di tempo libero ogni giorno. Parte della realizzazione comprenderà un Terminal di oltre 3.200 mq.



# Si può paragonare Milano con NYC?

La domanda è provocatoria, perché le dimensioni non sono minimamente assimilabili. La vocazione e l’ambizione dei milanesi, però, sono da almeno mezzo secolo confrontabili con quelle dei residenti di New York City. Gli abitanti e gli utenti di Milano si spettano, quindi, che anche le istituzioni abbiano la stessa voglia di crescere che arriva “dal basso”. Ne abbiamo trovati alcuni, in veste di osservatori, sulla pagina Facebook “Cantiere Urban File”, leggiamo i loro commenti. Colpisce (in faccia) Gabriele B. che accusa tutti gli amministratori di non avere un’idea di città e che «nessuno vuole progetti che terminino al di fuori del proprio mandato». Gli fa eco Andros P. che incoraggia ad «essere un po’ più ambiziosi anche qua da noi». Fabrizio I. commenta con un po’ di rammarico i ritardi dell’Italia: «Aggiungiamo il Crossrail di Londra o le linee di Mosca e Monaco. Praticamente tra le nazioni industrializzate solo l’Italia è ferma al palo».

I commenti auspicano un secondo passante ferroviario, proprio mentre quello esistente resta un oggetto misterioso. Non si capisce se il passante, a Milano, è poco usato perché la frequenza delle corse non soddisfa i passeggeri, annunciata come simile a quelle della metropolitana con un treno circa ogni 6 minuti, oppure se le corse sono diradate perché pochi viaggiatori usano il passante. In questo giochino del cane che si morde la coda, quello che succede è che il primo passante ferroviario di Milano ha poche corse e pochi passeggeri. Quindi cosa fanno i milanesi? Sognano in grande: richiedono il secondo passante ferroviario, con la speranza che venga fuori meglio del primo?

Fonti: CBS NYC, Cantiere Urbanfile 

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LAURA LIONTI

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