“Fare il GIRO delle SETTE CHIESE”: da dove nasce questo modo di dire

Come nasce l’espressione e come si interpreta in chiave moderna

Credits: lefreaks.it Giro delle sette chiese in bici

L’espressione fare il giro delle 7 chiese viene utilizzata per descrivere un percorso fatto lentamente e con molte soste, oppure una sorta di pellegrinaggio alla ricerca di qualcuno che ci ascolti. Ma da dove deriva?

“Fare il GIRO delle SETTE CHIESE”: da dove nasce questo modo di dire 

# Da pellegrinaggio a percorso di trekking

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Basilica di San Pietro

L’espressione fare il giro delle 7 chiese, viene utilizzato per descrivere un percorso fatto lentamente e con molte soste, oppure una sorta di pellegrinaggio alla ricerca di qualcuno che ci ascolti.
È un modo di dire che nasce da una tradizione cristiana della Roma medievale e che riguarda il giro delle sette principali basiliche e santuari della città. Viene proposto anche come itinerario turistico lento, per unire turismo e cultura


Nel corso dei secoli le modalità del pellegrinaggio, hanno subito molte modifiche. Per i fedeli è un appuntamento da onorare in maggio, oppure in solitaria durante il triduo pasquale con inizio la sera di Giovedì Santo. È una penitenza composta da preghiere al cospetto del Santissimo Sacramento. Tassativa la partenza da San Pietro in Vaticano, per poi lasciare la visita delle altre 6 basiliche il giorno successivo.

In un solco moderno, il Giro delle Sette Chiese riesce a rivivere anche in periodi meno canonici di quelli indicati dall’odierno calendario liturgico, trasformandosi in un vero e proprio percorso di trekking urbano.

# Il percorso

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percorso oggi

Per comodità viene consigliato di reinterpretarlo, percorrendo l’intera Via delle Sette Chiese per circa 3 km, facendo la prima tappa a San Paolo Fuori le Mura e ritrovandosi a San Sebastiano. Qui è consigliata una visita, anche veloce, per ammirare almeno una volta l’opera che il Bernini scolpì ormai 82enne, il busto del Salvator Mundi. Si prosegue poi verso San Giovanni in Laterano, Santa Croce in Gerusalemme, San Lorenzo, Santa Maria Maggiore e si conclude alla basilica San Pietro.



Un tragitto un po’ a ritroso sia nello spazio che nel tempo, che i camminatori più abili riescono a fare in un giorno solo, per un totale di 27 km. Per un percorso che coniuga cultura e sport, il Giro delle Sette Chiese si può affrontare anche in bicicletta.

# Le chicche e le curiosità del giro

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La scala santa

Il suggerimento di molti, assolutamente corretto, è di suddividerlo in almeno due giorni, per godere di un giro culturale imperdibile delle basiliche papali, senza perdere di vista curiosità e chicche sul tragitto. Lungo il Giro è possibile ammirare, su Via delle Sette Chiese, le catacombe di Domitilla e quelle di Callisto, lambendo la Garbatella e passando per Via Cristoforo Colombo. Sul retro di San Giovanni si trova un antico battistero e la leggenda narra che l’imperatore Costantino sia stato battezzato proprio qui. Di fronte invece si può ammirare la scala santa, che pare sia quella che salì Gesù per andare da Ponzio Pilato e che sia stata portata a Roma dalla madre di Costantino. Nei pressi della basilica di San Lorenzo, potrebbe essere una tappa quasi obbligata la visita al cimitero monumentale del Verano, un museo a cielo aperto con un patrimonio impressionante di opere d’arte.

# La nascita di un antichissimo rito

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stampe antiche 7 chiese

Le prime notizie reperibili circa la nascita del Culto delle Sette Chiese, si trovano su fonti medievali che raccontano la vita della badessa Begga, la capostipite della dinastia Carolingia. Di ritorno da un pellegrinaggio a Roma, compiuto prima di ritirarsi nel suo eremo, volle far costruire sette oratori, che diedero il nome al monastero di Sept-Eglises. L’usanza dei Papi dell’epoca, era quella di seguire un calendario liturgico che portava la Chiesa a celebrare 89 messe in 43 chiese di Roma, le cosiddette chiese stazionali. Il calendario è poi rimasto quasi immutato, ma il numero delle chiese è stato notevolmente ridotto alle 5 patriarcali con l’aggiunta di Santa Croce in Gerusalemme e San Sebastiano.

È con l’istituzione dei Giubilei da parte di Papa Bonifacio VIII, il 22 febbraio 1300, con il perfezionamento della ricerca dell’assoluzione e il perdono dai peccati, che vengono definitivamente indicate le Sette Chiese, nelle quali si poteva chiedere l’indulgenza plenaria: San Giovanni in Laterano, San Pietro in Vaticano, San Paolo Fuori le Mura, Santa Maria Maggiore, Santa Croce in Gerusalemme e San Sebastiano.

# San Filippo Neri rivitalizza il pellegrinaggio nelle basiliche

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percorso San Filippo

L’atmosfera del Medioevo impose ai Papi di allora di celebrare questo primo culto delle Sette Chiese, officiando alcuni riti sacri, possibilmente preceduti da un pellegrinaggio penitenziale notturno. Il calendario liturgico iniziò quindi a privilegiare i luoghi di sepoltura dei primi martiri o degli apostoli, che per i praticanti cristiani iniziavano ad assumere un’importanza fondamentale, onorandone la memoria e chiedendo intercessioni ai potenti Santi. Il Medioevo è stato altresì un periodo in cui la Chiesa cattolica non ha saputo rinnovarsi, pertanto la tradizione nata nel 1300 cadde in disuso.

Fu un giovane sacerdote fiorentino, Filippo Neri, a riprendere l’abitudine di recarsi in pellegrinaggio nei luoghi dell’originario culto devozionale ai primi Santi e Martiri, trasformandolo in “visite” che duravano per giorni e che prevedevano momenti di grande socialità, come picnic, per interessare la popolazione. L’iniziativa coinvolse sempre più fedeli, tanto che San Filippo Neri dovette stilare un prontuario a disposizione dei pellegrini, carico della matrice penitenziale e in linea con la controriforma cattolica dell’epoca.

# Un Rinascimento anche per il Giro delle Sette Chiese

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Santa Maria Maggiore

Il 25 febbraio del 1552 nasce quindi il Giro delle Sette Chiese come codificato e giunto fino ai tempi moderni. Si decise che doveva essere svolto giovedì grasso, per iniziare la penitenza dopo gli eccessi del carnevale, e venne anche scelta la durata di due giorni. Il pellegrinaggio rinascimentale prevede una partenza di sera da San Girolamo della Carità, con prima tappa in visita agli ammalati dell’ospedale di Santo Spirito in Sassia e, da qui, in San Pietro in Vaticano per passare la prima notte.

Il giorno seguente, di buon mattino, i fedeli si riunivano a San Paolo Fuori le Mura per concludere il giro a Santa Maria Maggiore, per intonare una lode alla Madonna. San Filippo Neri prescrisse che, durante il cammino, venissero recitati i salmi penitenziali per chiedere perdono dai vizi capitali e ricevere in cambio le virtù che potessero scacciarli. Ebbe così tanto successo tra i fedeli che Papa Sisto V riconobbe il Giro delle Sette Chiese nella bolla papale del 1586.

# Il Giro delle Sette Chiese in epoca moderna

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Giro delle Sette Chiese

Del giro istituito da San Filippo Neri è rimasto immutato lo spirito, ma è cambiato il percorso, così come il periodo del calendario liturgico. Oggi si può fare il Giro delle Sette Chiese la notte tra l’11 e il 12 maggio, partendo da San Pietro e concludendo in Santa Maria Maggiore. Nel Giubileo del 2000, Papa Woytila decise di sostituire la Basilica di San Sebastiano fuori le Mura con il Santuario della Madonna del Divino Amore.

Che si tratti di un cammino religioso, che viene intrapreso anche in solitaria, o di un itinerario turistico e culturale, il Giro delle Sette Chiese nel nuovo millennio rappresenta uno dei percorsi ad anello urbani più belli per scoprire Roma.

# Un modo per scoprire Roma e un’idea anche per altre città

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Giro delle sette chiese in bici

Percorrerlo a piedi, in bici o coi mezzi pubblici, è il modo per vivere lentamente la città in cui è nata la storia moderna del nostro continente, senza perdere le curiosità e le bellezze disseminate lungo il percorso. Inoltre è il sistema più efficace per beffare scherzosamente il modo di dire, concludendo qualcosa di importante nel giro più lungo, con più soste e con più richieste della tradizione cristiana. I più curiosi poi, potranno replicare il giro delle sette chiese anche in moltissime altre città, alla ricerca di altre tradizioni, diversi monumenti e curiosità di molti altri capoluoghi italiani. Compresa Milano.

Continua la lettura con: Le 7 espressioni ROMANE usate in tutta ITALIA con il loro SIGNIFICATO

LAURA LIONTI

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