7+1 CURIOSITÀ che forse non sai su PIAZZA DI SPAGNA

Storie antiche, curiosità e informazioni inaspettate su una delle piazze più famose d'Italia

Credit: stpeterhome.com

Parliamo di una delle passeggiate più famose al mondo, un luogo pieno di storia, tradizione, il punto di ritrovo più ricco in assoluto.
Come se non bastassero la fontana della Barcaccia, la scalinata di Trinità dei Monti o la Via dei Condotti, Piazza di Spagna è custode di tante curiosità.

È il momento di scoprirle insieme.


7+1 CURIOSITÀ che forse non sai su PIAZZA DI SPAGNA

#1 La piazza ha perso la Francia

Credit: turismo.it

Verso la metà del 1600, la piazza aveva due nomi, che poi erano quelli legati alle nazioni che avevano stabilito nel quartiere le loro delegazioni, diventate zone di influenza.

La parte nord della piazza ospitava l’Ambasciata francese, portando il nome di Piazza di Francia. La parte meridionale, invece, era l’indirizzo dell’Ambasciata di Spagna presso lo Stato Pontificio, poi Santa Sede.
Per ironia della sorte, le due super potenze rivali hanno finito per occupare lo stesso spazio, fronteggiandosi simbolicamente anche nei lavori di abbellimento della piazza, un antagonismo che ci ha lasciato la vista da sogno di Piazza di Spagna.
L’Ambasciata iberica è rimasta al suo posto dal lontano 1647, quella francese si è spostata.

#2 Gli sberleffi dei geniali artisti 

Credit: ArcheoRoma

Quella tra le due potenze europee non è il solo dualismo cui la piazza ha fatto da palcoscenico nel ‘600.



Due illustri personalità dell’architettura barocca, che hanno contribuito a rendere Piazza di Spagna questo immenso capolavoro, erano Borromini e Bernini, in competizione tra loro.
Abitavano proprio in Piazza di Spagna, uno di fronte all’altro e se ne sono combinate di tutti i colori.

Borromini decorò le finestre che davano sulla casa del vicino con delle orecchie di asino, lasciando intendere che il rivale fosse un professionista di scarsa bravura. Un permaloso Bernini gli rispose mettendosi a scolpire un enorme fallo, direttamente sul ballatoio che affacciava nella piazza.
I frutti di queste provocazioni tra rivali sono state rimosse per non urtare la decenza e il decoro.

#3 Le liti per la scalinata

Credit: @pepsikolka23

Una delle super star di Piazza di Spagna non è merito spagnolo. La sua realizzazione si è resa necessaria per collegare il quartiere spagnolo con il territorio dell’Ambasciata, ma è stata realizzata interamente per volontà francese, in quanto la lo stato transalpino possedeva i diritti di proprietà di Trinità dei Monti.

Se per una volta francesi e iberici erano in accordo sulla necessità di questa creazione, ci hanno pensato i due architetti responsabili della costruzione della scalinata a tenere alto lo spirito di competizione tra artisti, mettendo pepe nelle reciproche realizzazioni.

I due progettisti erano Alessandro Specchi e Francesco de Santis, faticarono molto a trovare un accordo comune e alla fine ne è scaturito un capolavoro barocco, con
gradini e terrazze nate per ospitare i cittadini, in perfetta armonia con l’urbanizzazione del monte.

#4 Una piazza a luci rosse

Credit: mondodelbelli.blogspot.com

È una storia poco conosciuta e raccontata, tramandata dal poeta romano Giuseppe Gioacchino Belli. Piazza di Spagna, uno dei punti più belli del cuore di Roma, ha ospitato un’intensa attività di prostituzione. Come mai proprio in quella zona?

Risale tutto al periodo dopo il 1527, dopo la caduta del sacco di Roma, in cui la città si stava lentamente riprendendo grazie all’aiuto delle potenze europee di tradizione cattolica. Piazza di Spagna era, ed è tutt’ora, un luogo di facile arrivo da nord, con entrata in città dalla Porta del Popolo.

Facile capire che è diventato il luogo ideale dove far prosperare tutte le attività di rimessaggio di carrozze e cavalli ed ospitalità per il riposo dei viaggiatori.

I più coraggiosi attraversatori delle Alpi erano giovani adulti maschi e questo ha fatto nascere il quartiere a luci rosse, che per alcuni periodi ha anche alimentato sé
stesso, attirando un certo tipo di “viaggio in Italia”.

#5 La casina rossa e la sala da tè

Credit: Sovrintendenza Capitolina

La Casina Rossa custodisce oggi un museo ed una biblioteca aperti al pubblico, di proprietà della Keats-Shelley Memorial House.

In passato è appartenuta alla signora Anna, che ha raccolto la tradizione di ospitalità legata a Piazza di Spagna, ed era solita affittarne le camere ai turisti.
Il poeta inglese Keats ha passato proprio lì gli ultimi istanti della propria vita.
La Casina Rossa si trova sul lato destro della scalinata di Trinità dei Monti mentre, sul lato opposto, si trova un palazzo gemello che ospita la sala da tè Babington’s.

Questa sala, nata su idea di due facoltose donne inglesi, è uno degli elementi più tradizionali di Piazza di Spagna. Il Babington’s ha fatto da cornice agli incontri per numerosi intellettuali, esponenti della politica e della cultura.

Vicino alla sala da tè è visibile una targa che recita integralmente una poesia di Cesare Pavese “Passerò da Piazza di Spagna”.

#6 Trinità del Monte

Credit: Uozzart

Un tempo la Chiesa della SS Trinità dei Monti era appunto denominata Trinità del Monte, in riferimento al Pincio su cui sorge.
Il Parco del Pincio, oggi, vive sui resti dei celeberrimi Horti Luculliani, mentre la villa romana forse più bella di sempre, quella di Lucullo, sorgeva esattamente dove ora c’è la chiesa.

Nel XVI secolo il possedimento è costituito da una vigna, che prospera su alcuni resti dell’antica Roma e viene acquistato dal re di Francia Carlo VIII, che decide di donare «une fabrique propre à loger commodément six religieux», ovvero una fabbrica adeguata per ospitare comodamente sei religiosi appartenenti all’Ordine dei Minimi di S. Francesco di Paola.

La pietra con cui è costruita Trinità dei Monti proviene dalla città francese di Narbonne.

Il quartiere ha mantenuto la sua internazionalità anche nella celebrazione della messa, che a Trinità dei Monti viene tuttora celebrata in francese dalla Comunità dell’Emanuele.

#7 La Colonna dell’Immacolata e il legame coi pompieri

Credit: liberta.it

Ci perdoneranno i Vigili del Fuoco l’uso del nome alter ego del corpo, tanto caro a molti italiani. Ci serve per dedicare a questi instancabili soccorritori un momento affettuoso. Piazza di Spagna, del resto, glielo dedica da moltissimo tempo.

Il 25 dicembre del 1856, un esercito di pompieri issò al centro di Piazza di Spagna, la Colonna dell’Immacolata Concezione.
Si tratta di una scultura imponente, composta da una base ornata di bassorilievi, che innalza una colonna di 11 metri.

L’intero monumento, realizzato in marmo cipollino, è alto 30 metri ed è situato davanti
all’Ambasciata di Spagna, omaggio al paese che più si è adoperato per portare l’adorazione all’Immacolata Concezione nel culto cattolico, introdotto pochi anni prima dell’innalzamento della colonna, nel 1854.
Ancora oggi, il giorno 8 dicembre di ogni anno, i Vigili del Fuoco salgono su una lunga scala per deporre in cima alla colonna una corona di fiori, in una solenne cerimonia alla presenza del Papa e di alcune tra le massime autorità comunali e statali.

# +1 Zona franca internazionale

Credit: romeartlover.it

Di tutte le curiosità di Piazza di Spagna, quella che certamente può dirsi un unicum inaspettato, è il fatto che dal passato ad oggi, si comporta come una vera e propria zona franca.
I secoli in cui la piazza ha fatto da terreno di battaglia diplomatica tra Francia e Spagna  hanno tracciato un carattere che fatica ad essere domato.

Si deve ad uno speciale gentlemen agreement tra Spagna e Stato Pontificio. Dopo il rinascimento l’intero quartiere – esteso da Via Condotti a Via Sistina – era sotto la giurisdizione e protezione della Spagna, che aveva facoltà di interdire allo Stato della Chiesa i compiti amministrativi e di polizia.

I vari Papi si guardarono bene dal giungere ad un protocollo, perché avrebbe significato la cessione di una parte della città alla potenza straniera. Dal canto suo la Spagna si è sempre limitata al controllo della sua legazione e della routine ordinaria, senza esagerare o creare problemi territoriali e amministrativi agli interessi dei potenti stati coinvolti nel luogo, soprattutto la dirimpettaia Francia.

Ancora oggi Piazza di Spagna conserva un po’ di questo carattere, ospitando il Palazzo di Propaganda Fide, che è un possedimento extraterritoriale della Santa Sede su suolo italiano, cosa che ovviamente non causa conflitti tra i due paesi.

Continua la lettura con: L’ETERNALE, il GRATTACIELO più ALTO del MONDO che si voleva costruire a ROMA

LAURA LIONTI

Riproduzione vietata al sito internet che commette sistematica violazione di copyright appropriandosi di contenuti e idee di altri senza citare la fonte

Se vuoi collaborare al progetto di Milano Città Stato, scrivici su info@milanocittastato.it (oggetto: ci sono anch’io)

ENTRA NEL CAMBIAMENTO: Ti invitiamo a iscriverti alle nuove newsletter di milanocittastato.it qui: https://www.milanocittastato.it/iscrizione-newsletter/
Ti manderemo anche notizie che non pubblichiamo sui social

Il nostro sogno per l’Italia? Un’Italia federale, con forte autonomia per le aree urbane e i territori omogenei. Un Paese che premi il fare rispetto al non fare, con una forte propensione all’innovazione, che valorizzi le sue eccellenze distintive e che miri a essere sempre migliore, mettendo al centro il cittadino libero e responsabile verso la comunità.