Che FINE ha fatto la PALAZZINA LIBERTY?

Abbandonata da nove mesi, sembra aprirsi uno spiraglio sul suo futuro

Credits Urbanfile/Andrea Jarach - Palazzina Liberty tag

Abbandonata da nove mesi, sembra aprirsi uno spiraglio sul suo futuro. Vediamo cosa ne è stato e che ne sarà del futuro di questo gioiellino della cultura milanese. 

Credits foto copertina: Urbanfile/Andrea Jarach 

Che FINE ha fatto la PALAZZINA LIBERTY?

# La denuncia e la petizione del Municipio 4 per risollevare dal degrado la Palazzina Liberty 

Credits soave_antonella IG – Dettaglio Palazzina Liberty

Abbandonata da nove mesi, sembra che qualcosa si stia per muovere per salvare un autentico gioiello della cultura milanesi. Il Municipio 4, sul numero di dicembre 2022 di Quattro, periodico di informazione dell’omonimo municipio, ha denunciato la situazione di degrado in cui versa la Palazzina Liberty nel Parco Largo Marinai d’Italia chiedendo delle risposte al Comune di Milano e lanciando una petizione: “Da mesi stiamo aspettando che si faccia finalmente chiarezza sul futuro della Palazzina Liberty […] ma non ci sono segnali in questa direzione e siamo quindi molto preoccupati del fatto che sia chiusa da ormai 9 mesi, che ci siano segnali di degrado, che sia peggiorata la sicurezza dell’area”.

L’obbiettivo dell’appello co-firmato dalla presidente del Consiglio Municipale, Stefania Aleni, dai presidenti di Milano Classica, del Conservatorio e dalla direttrice artistica del Franco Parenti, rispettivamente Claudia Brancaccio, Raffaello Vignali e Andrée Ruth Shammah, e altre personalità della cultura milanese è che venga scelta “la strada migliore e più veloce per restituire la Palazzina alla sua funzione musicale e culturale a servizio non solo del nostro municipio ma di tutta la città”.

# Nove mesi di silenzio e i cantieri mai partiti

Credits Urbanfile/Andrea Jarach – Palazzina Liberty tag

Nell’ottobre 2021 un avviso pubblico aveva previsto l’affido “a un soggetto terzo” della gestione della Palazzinatramite una convenzione che avrà durata ventennale, in modo da consentire al concessionario la sostenibilità del progetto nel suo complesso”, ma anche la “valorizzazione dell’immobile attraverso lavori di manutenzione e di completamento dell’adeguamento alle normative in materia di sicurezza per un totale minimo di 1,2 milioni di euro”. 

I lavori non sono però mai partiti e pertanto dal 24 febbraio 2022, a seguito di un’ispezione della Commissione di Vigilanza che ha richiesto una serie di documentazioni mancanti, la Palazzina Liberty “Dario Fo e Franca Rame” ha chiuso i battenti per procedere alle opere di ristrutturazione e adeguamento alle norme di sicurezza. La stagione concertistica di Milano Classica e delle altre realtà musicali è stata bruscamente interrotta. 

Finalmente, dopo nove mesi di silenzio, arriva una risposta positiva da parte dell’amministrazione comunale.

# Nel 2023 al via i lavori di recupero e riqualificazione per un investimento di 5 milioni di euro

Credits Urbanfile/Andrea Jarach – Palazzina Liberty

L’assessore alla Cultura Tommaso Sacchi ha risposto all’appello del Municipio 4 comunicando che i lavori per la ristrutturazione e successiva apertura della Palazzina Liberty saranno avviati nel 2023. Nel primo documento tecnico è previsto un intervento complessivo di recupero sia strutturale sia impiantistico, per un investimento che è passato da 1,2 a circa 5 milioni di euro e già inserito nel Piano esecutivo di gestione, che comprende lavori di consolidamento della struttura, messa a punto degli impianti e sostituzione degli infissi.

Il Comune di Milano provvederà quindi direttamente alla ristrutturazione della Palazzina Liberty perché si tratta di un “luogo di cultura e un bene prezioso e fortemente identitario per la città ed è dovere della nostra Amministrazione manutenerlo e renderlo agibile e accogliente”.

L’intervento dei privati arriverà pertanto solo a lavori finiti e sempre per un periodo di circa vent’anni, “nulla escluderà in un secondo momento la possibilità di affidare giornate o periodi più prolungati a soggetti culturali che dimostreranno qualità progettuali e rispetto e valorizzazione di un bene culturale così importante e identitario per nostra comunità”, i quali si dovranno impegnare a offrire “spettacoli musicali di qualità a prezzi accessibili saldando le relazioni con il tessuto sociale e le associazioni del territorio”.

 

Fonte: Urbanfile

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FABIO MARCOMIN

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