L’iconica CASA TRAPEZIO al bivio di PORTA VENEZIA

Di proprietà della stessa famiglia da almeno due secoli, a fine '800 ospitava un'osteria. Ecco la sua storia e il perché della sua forma particolare

Credits: wikipedia.org

Di proprietà della stessa famiglia da almeno due secoli, a fine ‘800 ospitava un’osteria. Ecco la sua storia e il perché della sua forma particolare.

L’iconica CASA TRAPEZIO al bivio di PORTA VENEZIA

# L’edificio al bivio tra Corso Buenos Aires e via Spallanzani ha quasi 2 secoli di storia

Credits: Laura Sartori

Difficile per i milanesi non essersi mai imbattuti nell’edificio al bivio tra corso Buenos Aires e via Spallanzani, poco dopo i caselli daziari di Porta Venezia. Ha quasi due secoli di storia e da inizio del ‘900 ospita la farmacia Formaggia, ma il suo favoloso arredo di inizio anni ’20 è stato non c’è più da qualche anno.


Credits: Yari Davoglio – Bivio anni ’60

Negli anni ’60-70 la facciata era tappezzata di insegne di medicinali, molto prima che gli edifici di piazza del Duomo venissero ricoperti dalle pubblicità luminose negli anni della “Milano da bere”

# Da sempre di proprietà della famiglia Formaggia, dal ‘900 ha acquisito la sua particolare forma a trapezio

Credits: vecchiaroggia.wordpress.com – Casa di Carlo Formaggia

L’attuale edificio in Corso Buenos Aires già nel 1800 apparteneva alla famiglia Formaggia, con Carlo, speziale e farmacista dal 1847, primo proprietario. Al tempo ospitava un’osteria e probabilmente la farmacia operava altrove. Inizialmente il palazzo era composto solo di tre piani ed era più tozzo, in seguito fu sopraelevato di un piano e prolungato trasformandolo nella attuale forma a trapezio, le pareti originali invece erano sottili e realizzate in tavolette di argilla.

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FABIO MARCOMIN



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Fabio Marcomin
Laurea in Strategia e Comunicazione d’Impresa a Reggio Emilia, ICT & Marketing è il mio background. Curioso del futuro e delle tecnologie più innovative: Bitcoin, cryptovalute e blockchain sono le parole che mi guidano da alcuni anni. Dal 2012 a Milano, per metà milanese da parte di madre, amante della città e appassionato di trasporti e architettura: ho scelto Milano per vivere e lavorare perché la ritengo la mia città ideale.