Presidente della Repubblica: il SETTEBELLO di NOMI per una Italia più libera e più umana

Per aprire una stagione nuova, ci vorrebbe un Presidente che possa essere un autentico difensore della Costituzione e dello spirito dello stato liberale


Si avvicina il momento dell’elezione del Presidente della Repubblica. A inizio 2022 le camere si riuniranno per eleggere il nuovo capo dello Stato. Forse mai nella storia della Repubblica si è arrivati alla sua elezione in un momento così critico e con i pilastri della società così traballanti. 

Per aprire una stagione nuova, di autentica rinascita civile e democratica per il nostro paese, ci vorrebbe un Presidente che possa essere un autentico difensore della Costituzione e dello spirito dello stato liberale. Questo il settebello di personaggi di valore che potrebbero incarnare questo ruolo al meglio. 


Presidente della Repubblica: il SETTEBELLO di NOMI per una Italia più libera e più umana

Il primo presidente della Repubblica eletto in uno stato di emergenza. Non solo. L’elezione avviene in una società sulle ginocchia, devastata da due anni di pandemia e di una girandola di restrizioni, frantumata da norme che per la prima volta nella storia hanno assegnato diritti diversi tra i cittadini. Per la prima volta si arriva all’elezione in un momento in cui governo e istituzioni sono addirittura sotto attacco di lesa Costituzione, ossia accusati di aver tradito principi e articoli costituzionali. Addirittura contro lo Stato italiano si sta presentando una mozione per violazione dei diritti umani al Parlamento Europeo. Altro fatto mai accaduto prima. 

Forse l’unico momento in cui l’elezione del Presidente è avvenuta in un clima sociale incandescente è stato nel 1992 quando Mani Pulite e gli attentati della Mafia contro Falcone Borsellino hanno scompaginato i piani dei partiti proiettando sul colle un outsider, Oscar Luigi Scalfaro. Forse l’unico punto in comune con quel precedente potrebbe essere che anche in questo caso il precipitare degli eventi potrebbe portare alla nomina di una figura al di fuori del recinto dei personaggi più in linea con i gusti dei partiti al potere. 

Nel caso in cui questo accadesse, questi sono i personaggi che potrebbero rappresentare una reale svolta nella politica italiana, spostando il baricentro del potere presidenziale da governo e partiti verso i diritti dei cittadini e dei valori fondanti della Repubblica. Vediamoli in ordine alfabetico.



# Giorgio Agamben

Grande avversario della biopolitica e del biopotere, Giorgio Agamben è uno dei filosofi viventi più autorevoli d’Europa. Formatosi in ambienti vicini al marxismo è diventato un alfiere dei diritti della persona contro l’abuso di potere dell’autorità. Per protesta contro i dispositivi di controllo imposti dal governo statunitense ai cittadini stranieri che si recavano negli Stati Uniti d’America, cioè lasciare le proprie impronte digitali ed essere schedati, ha rinunciato nel 2004 a tenere un corso all’Università di New York. In questo ultimo anno è stato tra gli intellettuali più critici contro lo stato di emergenza e le misure repressive attuate dal governo italiano per fronteggiare la pandemia. La sua nomina potrebbe dare grande spessore culturale all’istituzione presidenziale, oltre che siglare una riunificazione tra i cittadini così divisi tra loro dalle politiche del governo. 

# Massimo Cacciari 

 

Altro protagonista di questa stagione, anche accanto allo stesso Agamben, nella battaglia per i diritti dei cittadini a suo dire violati dalle decisioni del governo. Veneziano, ex sindaco di Venezia, incarna l’ideale platonico di governante filosofo. Rispetto ad Agamben, Cacciari incarna anche la dimensione politica insieme a quella intellettuale. Un trascinatore, un uomo libero che garantirebbe una posizione super partes e realmente inclusiva, forte della sua appartenenza al mondo della sinistra ma molto apprezzato anche negli ambienti del centro destra. Piace a socialisti e liberali, insomma, garantendo un profilo di indipendenza. Sarebbe la carta giusta per una stagione di unità e di radicale rinnovamento. 

# Ginevra Cerrina Ferroni

Vicepresidente del Garante per la Protezione dei dati personali (Privacy) è Professore Ordinario di Diritto Costituzionale Italiano e Comparato nel Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Università di Firenze. Ha ricoperto in passato anche ruoli all’interno di ministeri e incarichi direttivi nell’Associazione Italiana dei Costituzionalisti. Si intende pertanto di Costituzione, di politica ma soprattutto di diritti dei cittadini. E’ infatti balzata alle cronache negli ultimi mesi difendendo i diritti dei cittadini dalle ingerenze del governo. Forse nell’unico organo istituzionale che ha davvero svolto il suo ruolo di contropotere rispetto all’esecutivo. 

# Antonio Martino

Politico ultra navigato. E’ stato ministro degli esteri, tra i fondatori di Forza Italia, una vita da Parlamentare alle spalle con ben 24 anni di legislatura. Si definisce un “liberale autentico” di stampo anglosassone. E tutto il suo percorso lo testimonia. In un momento in cui per la prima volta nella storia del Paese in molti, dentro e fuori i confini, accusano l’Italia di deriva totalitaria, un liberale al Quirinale potrebbe essere una svolta epocale. 

# Ugo Mattei

Forse la scelta più punk. Altro personaggio balzato agli onori delle cronache per la sua ferma posizione durante questa emergenza. Giurista, docente universitario, per protesta contro le discriminazioni del Green Pass si è rifiutato di entrare nelle aule dell’Università di Torino dove insegna per tenere invece lezioni all’aperto. Invitato spesso in tv non lesina attacchi a politici e virologi. Come Agamben e Cacciari, proviene dal mondo della sinistra anche se negli ultimi tempi trova i più grandi ammiratori nella galassia trasversale dei no Green pass. Da esperto del Diritto potrebbe incarnare al meglio il ruolo di Garante della Costituzione, difendendola da derive autoritarie di partiti o governi. 

# Marcello Pera

Filosofo e politico ha ricoperto il ruolo di Presidente del Senato. Uno dei liberali più autentici d’Italia, da sempre si ispira alla “società aperta” di Popper e rivendica per la Scienza il beneficio del dubbio contro l’atteggiamento dogmatico, dominante negli ultimi tempi. Una figura di grandissima personalità e bandiera dell’autonomia di pensiero, stimata da tutti e capace di superare ogni steccato in nome dei valori fondanti del libero Stato. Celebre la sua spiegazione di pensiero liberale: “la libertà non la misuro nella mia libertà, ma nella libertà degli altri“. Il pensiero più rivoluzionario di questi tempi. 

# Pasquale Stanzione

Giurista e presidente dell’Autorità garante per la protezione dei dati personali che, come visto sopra, si sta affermando come unico organo costituzionale capace di esercitare una vera funzione di controllo sulle decisioni di Governo e Parlamento. Sempre dalla parte dei cittadini, ha di recente affermato che l’ordinamento giuridico italiano esclude ogni possibilità di lockdown differenziato tra i cittadini. Da Garante della Privacy a Garante della Costituzione sarebbe un salto naturale.

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ANDREA ZOPPOLATO

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1 COMMENTO

  1. Cacciari: intemperante e presupponente, stile Sgarbi
    Pera: una assoluta nullità
    Martino: quello che voleva liberalizzare la vendita delle armi da fuoco! Il padre Gaetano ha firmato la mia laurea, era si un vero liberale. Ricordo da studente che girava la voce che avesse un figlio insulso: Eccolo!

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