Pandemia: che sarebbe successo con l’EMA A MILANO? Ho provato a immaginarlo

L’EMA al Pirellone non ci sarà, ma sarebbe stata un’occasione unica. Ecco i 7 vantaggi principali che avrebbe portato

credit: mantovauno.it

La avrebbe ospitata al Pirellone. Ma il sorteggio ha premiato Amsterdam che ora è diventata al centro delle cronache. Ma cosa sarebbe successo se fosse stata a Milano? Ecco i 7 vantaggi principali. 

Pandemia: che sarebbe successo con l’EMA A MILANO? Ho provato a immaginarlo

# Il sorteggio farlocco che ha portato l’EMA ad Amsterdam

Ricordiamo bene come sia andata la vicenda EMA (Agenzia europea per i medicinali), la scelta di una delle più prestigiose ed importanti istituzioni della Comunità Europea finita da Londra ad Amsterdam grazie ad un sorteggio, criterio di scelta già di per sé discutibile, ma reso ancor più ridicolo dalle modalità con le quali è stato eseguito, sistema che nemmeno per organizzare i gironi di pingpong al torneo dell’oratorio sarebbe stato accettato.


Certamente questo modus operandi, unito ai dossier fasulli presentati dagli olandesi, sui quali sono stati chiusi benevolmente gli occhi, non ha dato una bella immagine della UE né tanto meno ne ha giovato la sua credibilità. Visto e considerato inoltre che tutte le principali istituzioni europee hanno sede tra Belgio, Francia, Germania e Lussemburgo, l’EMA nella nostra città sarebbe stata una scelta più che legittima.

# I 7 vantaggi che avrebbe portato l’EMA a Milano

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Proviamo ad immaginare quali grandi occasioni soprattutto in questo momento di pandemia avrebbe portato la sede EMA sotto le guglie del Duomo:

#1 La visibilità: Milano al centro della pandemia, non solo come problema ma anche come soluzione

Milano avrebbe avuto una grandissima visibilità a livello planetario, l’EMA è protagonista di importantissime scelte in questo periodo di pandemia e non la si è mai sentita nominare così tanto. Nella sua sede ad Amsterdam, purtroppo. L’unica visibilità che Milano ha avuto pertanto è stata solo negativa: come primo luogo più colpito dalla pandemia in Europa. 



#2 Ritorno economico straordinario, oltre che di influenza nella politica internazionale

Il ritorno economico sarebbe stato notevole, si era calcolato, in tempi normali, qualcosa come due miliardi di euro all’anno! Figuriamoci ora che in conseguenza del covid istituzioni, governi ed enti saranno costretti a rivedere strategie e obiettivi riguardo la sanità che acquisterà sempre maggiore centralità anche nell’agenda politica comunitaria.

#3 Avrebbe messo le ali alle facoltà scientifiche e alle nuove imprese di Milano

Le facoltà scientifiche delle università Milanesi e lombarde ne avrebbero avuto un grande ritorno di prestigio, potendo portare avanti stage, studi, collaborazioni e progetti con questo importantissimo ente. Molti studenti italiani e non avrebbero scelto gli atenei milanesi, inoltre diverse aziende avrebbero scelto di insediarsi a Milano per stare vicino a questa importante istituzione ottenendo anche una maggiore rilevanza internazionale. 

#4 Un approccio medianico tra la cultura nordica e quella mediterranea

Ad Amsterdam la sensazione è che la posizione renda più vicina a dinamiche nordiche ed anglosassoni. Non è un mistero che i vaccini attuali siano prodotti in Europa da nazioni dell’Europa del nord, UK, Germania e Svezia. A Milano l’EMA avrebbe avuto sicuramente un approccio latino oltre che mitteleuropeo. L’EMA ambrosiana avrebbe ad esempio potuto forse essere più aperta a valutare l’efficacia in tempi molto brevi sia del vaccino russo che cinese o cubano.      

#5 Posizione più centrale e “urbana”

L’ EMA sarebbe in una sede bella, prestigiosa e centrale, collegata con tutto il mondo nel centro di Milano e non in un’anonima palazzina di periferia lungo i bordi di una tangenziale come quella olandese (quando sarà pronta).

#6 Un approccio più da “cuore in mano” e meno mercantile

Dopo l’esperienza di EXPO, l’attenzione che questa città storicamente altruista riserva ai paesi poveri è ancor più sentita. Inoltre, Milano ha una solida e antica tradizione di volontariato verso le persone maggiormente in difficoltà, per quanto nelle sue possibilità, e l’EMA a Milano avrebbe fatto pressioni sui governi per sensibilizzarli maggiormente verso una solidarietà internazionale. Sensibilità che una nazione più mercantile come l’Olanda avverte sicuramente di meno.

#7 Più vicina al primo luogo più colpito in Europa

Con l’EMA a Milano la pandemia sarebbe stata affrontata in maniera più tempestiva. Avendo sede nel capoluogo della regione colpita per prima ci sarebbe stata sicuramente una valutazione immediata del problema, risparmiandoci mesi di privazione della libertà e il protagonismo di innumerevoli esperti.

Consapevoli che oramai la sede non arriverà al Pirellone, concentriamoci su quale potrebbe essere la prossima emergenza e cosa potrebbe fare Milano per prevenirla e gestirla al meglio e a quale sede di importante ente od organizzazione possiamo e dobbiamo ambire ad ospitare.

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ANDREA URBANO

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