L’esondazione dello stato

Non è lo Stato a darci la vita e quindi lo Stato non può toglierla

Atlantide

Nelle campagne per i diritti civili, in particolare contro la pena di morte e le politiche di discriminazione, gli attivisti si appellavano al principio ontologico per cui non è lo Stato a darci la vita e quindi lo Stato non può toglierla.

La vita è su un piano diverso rispetto allo Stato. Lo Stato è organizzazione di una comunità, mentre la vita è proprietà esclusiva di un individuo. Tra le due cose non ci può essere una interferenza in quanto sono su due piani completamente diversi. Sarebbe come se lo Stato volesse autorizzare il tipo di frutti prodotti da un albero o regolamentare per legge i fenomeni atmosferici.


Quando una persona nasce sulla terra non richiede alcuna autorizzazione, è un fatto in sé anche se lo Stato si affretta a registrarlo all’interno delle sue strutture di controllo. Lo Stato può certificare alcuni aspetti della vita ma non può pretendere di autorizzarli.

Autorizzare libertà che sono per l’atto stesso di nascere di esclusiva pertinenza di ogni individuo significa compiere un furto e trasformare la vita in un oggetto.

Dopo l’esondazione dello Stato di questo ultimo anno e mezzo è fondamentale che esso ritorni nel suo alveo e che vengano alzati argini alti a sufficienza per prevenire una nuova esondazione.



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