L’assenza di denaro è il motore della storia

Senza più denaro il potere è destinato prima o dopo a perdere ogni autorità

bambini tedeschi giocano con mazzette di banconote ai tempi dell'iperinflazione nel 1923

Nel 476 d.C. l’Impero Romano cadde con Romolo Augustolo. L’impero crollò perché non c’era più nessuno in grado di raccogliere le tasse, quindi di pagare l’esercito e quindi di mantenere il territorio. Questi passaggi erano interconnessi, non a caso Giulio Cesare era l’uomo più ricco del suo tempo e disponeva di oltre una decina di legioni di sua proprietà.

Lo stesso accadde in altri momenti cruciali della storia. La Rivoluzione Francese si sviluppò su una crisi finanziaria in cui la Francia versava da quasi un secolo. Quando divenne insostenibile si scatenò la rivolta popolare senza più gli argini dell’autorità politica. Anche perché il denaro è da sempre la principale forma per acquistare il consenso popolare. Senza più denaro il potere è destinato prima o dopo a perdere ogni autorità.


Di solito, nei momenti in cui inizia a configurarsi una crisi finanziaria di sistema si cerca di concentrare il potere nelle mani di un’autorità, nella speranza che questa ponga le basi per una nuova crescita. Di solito, questa autorità cerca di trovare dei modi per alimentare il consenso attraverso una nuova ricchezza fittizia, incrementando il debito dello Stato o scatenando l’inflazione come, ad esempio, avvenuto nei regimi sudamericani o nei paesi africani dagli anni Settanta.

Di solito, affidarsi completamente a un’autorità onnipotente si rivela solo un fuoco di paglia che brucia con grande intensità ma solo per pochi anni, per poi degenerare inevitabilmente in un crollo di sistema che apre una nuova stagione, in una serie di cicli che si succedono nella storia.

Forse la via di uscita dall’epoca buia in cui il mondo sta precipitando non sarà un nuovo boom economico ma la mancanza di denaro.



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