L’alba di una nuova umanità?

Questo processo che sta accelerando nelle nostre società sta generando anche una reazione contraria

Michelangelo Buonarroti, Creazione di Adamo, Cappella Sistina

In un cartone animato di Bruno Bozzetto una fabbrica stampava le persone a cui, attraverso un razzetto rosso, veniva impiantato un cervello programmato sull’obbedienza e sul lavoro indefesso.

Secondo molti scienziati l’evoluzione in natura e nelle società avviene a salti, non seguendo un percorso uniforme.
Esistono dei momenti in cui l’umanità ha fatto un salto epocale, come è avvenuto con il Rinascimento, la Rivoluzione francese o anche con la fine della seconda guerra mondiale. Di solito questi salti si sono verificati dopo un periodo particolarmente buio dell’umanità.


Così sta accadendo adesso. Mentre i teorici dell’allevamento degli animali stanno puntando verso forme più naturali e integrate nella natura, al contrario gli esseri umani stanno perdendo sempre più lo stato di natura per essere confinati all’interno di logiche da allevamento intensivo, in cui la salute fisica e mentale vengono determinati da paradigmi imposti dall’alto. Riducendo qualunque possibilità di libera scelta o di azioni in contraddizione con le regole del sistema.

Se questa tendenza avrà seguito ci troveremo in futuro nel paradosso di avere allevamenti naturali per gli animali e l’essere umano inquadrato in batteria per una produzione rapida, sicura ed efficiente.

Questo processo che sta accelerando nelle nostre società però sta generando anche una reazione contraria: la formazione di una coscienza condivisa che mira innanzitutto a ripristinare delle componenti di vita fondamentale dell’epoca preindustriale. L’esigenza di avere contatti fisici invece che virtuali, un atteggiamento di armonia nei confronti della natura, la condivisione di valori comuni fondati sul rispetto della libertà individuale.



Forse stiamo vivendo una trasformazione ancora più radicale: potremmo essere di fronte a uno dei salti evolutivi della storia, dove il ripristino di valori perduti diverrà concime per nuove forme di cooperazione e di sviluppo tra gli esseri umani. In cui si avrà una maggiore coscienza individuale e collettiva e un maggior senso di unione e comunicazione anche con altre forme viventi.

Come il Rinascimento ha fatto nascere l’era moderna attraverso il recupero della grande cultura classica del passato, così potremmo avere davanti a noi una nuova era fondata su valori e tradizioni preindustriali.

Un processo questo non solo già in atto, ma forse inevitabile.

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