La stupidità umana ci salverà dalla stupidità umana

Ci sono due forme di intelligenza: l’intelligenza della natura e la razionalità umana


Ci sono due forme di intelligenza: l’intelligenza della natura e la razionalità umana.

L’intelligenza della natura è esatta. La dimostrazione è davanti agli occhi: c’è una logica in costante evoluzione e in equilibrio di ogni sua componente.


Poi c’è la razionalità umana. La razionalità umana cerca di imitare qualunque cosa ma non è in grado di riprodurre nulla di vivente, perché creare cose viventi è una capacità che rientra nella dimensione superiore dell’intelligenza della natura. Non siamo capaci di creare in un laboratorio in modo artificiale neppure l’ecosistema più semplice.
Il massimo della scienza assomiglia più a Frankenstein che a qualunque processo naturale.

Anche nel momento storico che stiamo vivendo è evidente che ci sia una componente dominante di razionalità che cerca di contrastare le leggi della natura
La razionalità umana dimostra la sua stupidità ogni volta che prova a mettersi al di sopra delle leggi della natura con modalità arroganti, si vuole sostituire alla logica vivente una logica robotica. Cerca nella sua incapacità di comprendere la complessità della natura, semplifica le cose a tal punto da trasformare una logica vivente in una logica meccanica.

Ogni volta che si scopre una legge della natura si inizia ad applicarla in tutti i campi in modo meccanico con automatismi finché arriva un certo momento, tipico di ogni rivoluzione scientifica, in cui questa non funziona più perché la natura è più complessa, è fatta di creatività ed evoluzione continua. In quel momento crolla tutto perché si scopre che quello che pensavi prima era tutto sbagliato.



A inizio novecento i chimici pensavano con l’atomo di aver scoperto il primo principio alla base di tutto. Ma poi si è scoperto che l’atomo al suo interno ha un altro universo e si è aperto un vaso di Pandora a cui ancora gli scienziati non sono venuti a capo. Lo stesso con la quantistica o con il DNA.
Ogni volta che si fa una scoperta si aprono baratri di ignoranza. Tutte le volte che l’uomo si avvicina ai limiti della sua conoscenza si dimostra impotente di fronte all’intelligenza della natura.

Come l’asino con la carota, l’uomo non riesce mai a prendere questa carota. È un limite filosofico che bisogna accettare: accettare che la nostra intelligenza non sarà mai in grado di comprendere la natura. Così come l’intelligenza di una formica o di un coniglio non potrebbe mai comprendere quella dell’uomo.

E l’arroganza della razionalità umana si manifesta anche nei confronti di se stessa. Nella storia l’uomo ha sempre pensato di essere al massimo livello. Oggi riteniamo di essere milioni di volte più bravi che nel Medio Evo. In realtà anche il Medio Evo pensava di essere superiore rispetto all’epoca precedente. In realtà dovremmo prendere atto che la conoscenza che abbiamo è sempre insignificante.
Tra mille anni saremo considerati dei primitivi: in una dimensione storica siamo sempre dei primitivi rispetto a quello che si scoprirà in futuro.

Noi pensiamo di avere in mano le chiavi della vita e della natura in realtà non siamo in grado di riprodurre neppure la logica di un organismo monocellulare.
La razionalità umana quando si mette al di sopra della natura ha come effetto di portare alla distruzione, proprio perché è in contrapposizione con le leggi della natura che sono volte all’armonia e alla creazione.

La nostra fortuna è che la stupidità e i limiti della mente sono il miglior antidoto contro gli effetti della mente umana. Perché per quanto possa essere sofisticato un disegno di distruzione, la stupidità insita nella razionalità umana porterà all’autosabotaggio di ogni azione contraria alle leggi della natura. E quindi la stupidità dell’essere umano porterà inevitabilmente a salvarci dagli effetti della nostra stupidità.

Continua la lettura con: “Ma se lo fanno la Francia e la Germania allora è giusto”

MILANO CITTA’ STATO 


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