La carta vincente dell’esilio

È evidente che molti in Italia in questo momento stanno pensando di cambiare aria

Puritani in fuga si dirigono in America

È evidente che molti in Italia in questo momento stanno pensando di cambiare aria.
Spesso sono persone che già stavamo pensando questo e in qualche modo il precipitare degli eventi li sta portando a prendere questa decisione.

In tanti stanno cercando delle vie di fuga. Ci sono quelli che hanno perso il lavoro o si sentono improvvisamente a rischio e stanno pensando a come riorganizzarsi. Chi sta in città ricerca soluzioni per andare in posti più vivibili e vicini alla natura. In molti infine stanno iniziando a ritenere insopportabile il clima di odio e di intolleranza sociale che si sta creando nei confronti di chi non si allinea al pensiero dominante cavalcato da media senza scrupoli.
Molti stanno immaginando la decisione più drastica: andarsene.


Forse i più radicalizzati saranno felici del fatto che chi le pensa diversamente lasci l’Italia. Perché pensano di poterne fare a meno e che siano troppo stupidi per rimanere nella società.
Ma quali saranno le conseguenze se chi la pensa diversamente dovesse abbandonare il Paese?

Storicamente l’esilio era considerato una pena per colpire chi si macchiava dei delitti considerati più efferati. La stessa scomunica era un modo per espellere l’eretico.
Però se si guarda il passato i luoghi da cui se ne sono andate persone perché perseguitate per le loro idee o perché non trovavano spazio per la loro libertà, sono tutti finiti in disgrazia.

Non è un mistero che dalla Germania nazista non solo se ne sono andati gli ebrei ma l’hanno lasciata anche molti che non si riconoscevano più nel regime autoritario. E le cose per la Germania di allora non sono certo finite bene.
Invece il luogo che ha saputo meglio accogliere la gran parte dei fuggiaschi, gli Stati Uniti, ha avuto un’accelerazione impressionante proprio grazie a questi apporti, diventando rapidamente la prima potenza al mondo.



Un governante lucido dovrebbe vedere come principale campanello d’allarme per il futuro del suo Paese proprio la tentazione dell’abbandono. Che normalmente nessuno vuole fare: se decide di abbandonare la sua terra significa che la situazione ha oltrepassato ogni livello di guardia.

Tra l’altro chi pensa che chi se ne va via porti via anche il suo pensiero si sbaglia di grosso: anche perché quasi sempre dall’esilio si sono organizzate le forze per affermare nel luogo di origine proprio le idee che si erano volute scacciare. 

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