Il pianeta dei giganti

Un approdo naturale del gigantismo economico è il potere politico

La sala dei Giganti, Mantova

65 milioni di anni fa un meteorite caduto nello Yucatan ha provocato l’estinzione dei dinosauri. Sono sopravvissuti alla catastrofe solo animali di piccole dimensioni.
Nella storia si sono succeduti periodi in cui la natura ha avuto la tendenza a evolversi verso forme giganti. E lo stesso è accaduto per l’umanità.

Se pensiamo agli imperi che si sono affermati nel corso dei secoli, hanno cercato dimensioni sempre più grandi fino a crollare inesorabilmente sotto il proprio peso. A questo sono seguiti periodi in cui il mondo si è parcellizzato in piccole realtà, molto più adatte a sopravvivere in periodi di difficoltà. Esemplare nel mondo occidentale il caso dell’impero romano che dopo aver raggiunto la sua massima estensione è involuto rapidamente fino a portare l’Europa nell’alto Medio Evo delle città stato e dei piccoli territori.


Il gigantismo funziona bene in alcuni periodi perché tende a moltiplicare il fattore di scala rendendo più efficienti sistemi molto grandi. Risponde poi all’esigenza di governare la realtà e in qualche modo cristallizzandola, mentre invece le grandi dimensioni risultano poco capaci di rispondere a rapidi e radicali cambiamenti.

Anche in questa fase storica stiamo assistendo alla riorganizzazione del pianeta in colossi politici e finanziari. Stati come la Cina e l’India sono diventate potenze mondiali proprio grazie al loro gigantismo economico e la stessa Europa sta cercando di trasformarsi in un organismo unitario. Mentre dal punto di vista economico la possibilità di accedere ai mercati mondiali sta creando realtà che un tempo erano confinate all’interno di uno stato, o di pochi stati, in aziende globali con capacità tentacolari su tutto il pianeta.

Una delle caratteristiche del gigantismo è quello di cannibalizzare i piccoli che hanno meno capacità di economie di scala e quindi vengono schiacciati sotto l’ingigantimento dei grandi. La scomparsa dei piccoli porta a un impoverimento culturale e di innovazione del sistema che tende a sclerotizzarsi sui modelli vincenti. Non solo. Porta anche a una distribuzione della ricchezza e del potere sempre più concentrata in poche mani, con il deterioramento della condizione della generalità delle persone.



Il gigantismo di per sé non ha limiti e quando arriva ai confini di un mercato sconfina anche in altri ambiti. Un approdo naturale del gigantismo economico è il potere politico. Tutti i giganti globali prima o poi arrivano a conquistare anche il potere politico, soprattutto in quegli stati dove è maggiore la debolezza finanziaria ed economica.

Il gigantismo si riflette anche a livello individuale e non è un caso che la nostra sia la società dell’obesità, che è essa stessa riflesso di un atteggiamento bulimico verso l’esistenza che porta molti a essere indotti ad acquisire molte più cose del necessario e soprattutto cose che spesso non sono necessarie.

Quale potrebbe essere il meteorite destinato ad estinguere i giganti di oggi?

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