Il CANONE RAI: perché non si abolisce questa ASSURDA TASSA?

Perché continuiamo a pagare una tassa istituita durante il fascismo e che non ha più alcun senso d'esistere?


Perché continuiamo a pagare una tassa istituita durante il fascismo e che non ha più alcun senso d’esistere?

Il CANONE RAI: perché non si abolisce questa ASSURDA TASSA?

La levata di scudi della politica “romana” contro l’apertura di un centro di produzione televisiva a Milano è solo l’ultimo atto di chi intende la RAI come “cosa sua”, un privilegio di un sistema di potere di tipo feudale e un po’ mafioso. Un sistema che prospera sulla tassa più assurda e ingiusta che paghiamo in Italia. 


# La Rai offre davvero un servizio pubblico?

Credit: youtube.com

Perchè pagare ancora il canone? Dobbiamo sovvenzionare una tv statale romanocentrica che ci propina insulsi giochi a premi? O per le “fictions” raffazzonate? Per gli approfondimenti sul cadavere di Padre Pio e sulle allucinazioni dei pastorelli lusitani da Parte di Vespa?  Per subirci le tediose lezioncine sociopolitiche di Saviano? Oppure per ricoprire d’oro Fazio con le sue servili interviste, o per ascoltare telegiornali che sono solo uno strumento dei partiti

Molti obiettano alle critiche alla Rai che i compensi milionari siano gli sponsor a pagarli, e che la Rai offra un servizio pubblico. Alla prima obiezione viene facile ribattere che se già gli sponsor coprono ampiamente le spese, non ci sarebbe ragione più valida per abolire il canone. Come dimostrano i canali privati che a differenza della Rai riescono a chiudere i bilanci in attivo, senza l’obolo di Stato. 

Poi se quello proposto dalla Rai fosse veramente un servizio pubblico non dovrebbe continuamente inseguire le percentuali di ascolto ma cercare di puntare principalmente alla qualità della programmazione, invece che propinarci continuamente giochi a premi e imbarazzanti salotti dove il pettegolezzo regna sovrano mentre altre trasmissioni di ben altro spessore, vengono sospese per ascolti troppo bassi. 



# Un “carrozzone” al servizio del partito di turno

Credit: soldioggi.it

E’ un servizio pubblico sovvenzionato dai contribuenti ma ci riempie di pubblicità. Che pubblica utilità avrebbe trasmettere un programma dove si deve indovinare il grado di parentela tra sconosciuti o il contenuto di un pacchetto? Certo a qualcuno questi programmi piacciono e nulla da ridire ma perché pagare per un servizio che non si utilizza, tanto più adesso che le nuove generazioni nemmeno la guardano più la tv, orientati sulle piattaforme streaming

Certo si è liberi di cambiare canale (ci mancherebbe altro!), si dovrebbe essere però altrettanto liberi di non dover subire una imposta assolutamente assurda per una tv lottizzata. I programmi interessanti li trasmettono certo ma questo lo fanno anche altre emittenti, senza farsi pagare dalle tasse e senza bruciare i soldi dei contribuenti. 

E’ sorprendente che nessun partito porti avanti la proposta di abolire il canone RAI, nemmeno la Lega che molto tempo fa invitava spudoratamente ad evaderlo, una volta saliti al governo non ne hanno assolutamente più parlato, trovando la RAI probabilmente funzionale anche a loro stessi. Renzi ha poi superato ogni limite: ce lo ha addirittura messo nella bolletta della luce. Pagare le tasse è più che sacrosanto ma non per mantenere un carrozzone al servizio del partito di turno o del solito personaggio raccomandato.

Teoricamente il pagamento della regia imposta istituita durante l’Impero fascista, sarebbe per il possesso dell’apparecchio atto a ricevere il tanto agognato segnale,  in pratica è un balzello che finisce direttamente alla Rai. Che neppure con il doping di quel balzello non riesce neppure a mantenere i conti in ordine, dimostrando il vecchio detto: dare più soldi all’incapace produce solo più perdite

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ANDREA URBANO

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