Identitari o banali? La classifica degli STEMMI dei municipi dal più bello al più brutto

Milano è la città della diversità e ogni identità, via o quartiere, che aumenti la sua identità rafforza l'identità dell'intera città. Per questo fatichiamo a comprendere la scelta degli stemmi della maggior parte dei municipi

Bandiere Municipi
Bandiere Municipi

I nove municipi di Milano, nati nel 2016 in sostituzione alle “zone” di decentramento, sembrano avere tutte le carte in regole per diventare realtà sempre più autonome: Milano è la città della diversità e ogni identità, via o quartiere, che aumenti la sua identità rafforza l’identità dell’intera città.

Hanno un Presidente di Municipio, hanno un Consiglio amministrativo di 30 membri, hanno una sede dislocata nel territorio (il municipio 9 ha una sede meravigliosa), hanno un numero di abitanti che oscilla tra i 98.000 del municipio 1 e i 188.000 del municipio 8, come il terzo comune più popoloso della Lombardia.


Nonostante tutto, oltre al non avere un adeguato potere decisionale, non hanno nemmeno dei veri e propri stemmi. O meglio, hanno delle psuedo-bandiere scelte per lo più giocando in modo un po’ scontato sul numero del municipio, piuttosto che sui luoghi o simboli identitari. E, considerato che lo stemma del municipio dovrebbe rappresentare in maniera adeguata la specificità del territorio contribuendo ad identificarlo e a promuovere un senso di appartenenza presso la cittadinanza, il risultato lascia a desiderare tanto che alcuni municipi si sono già mossi per proporne una sostituzione. Vediamo nel dettaglio la classifica degli stemmi attualmente in uso, dal più bello al più brutto.

#1 Municipio 1

Bandiera Municipio 1
Bandiera Municipio 1

Lo stemma del municipio 1 è decisamente il più bello.  Rappresenta il Duomo stilizzato con tratti neri più o meno spessi. Trasmette l’idea di una Milano moderna, veloce, dinamica. Proprio quello che ci vuole.

#2 Municipio 5

Bandiera Municipio 5
Bandiera Municipio 5

Secondo posto per il municipio 5. È uno dei pochi stemmi con dei simboli identitari raffigurati in modo comprensibile. La  Ciribiciaccola, il Campanile di Chiaravalle, svetta su uno sfondo giallo sbiadito accompagnato, alla base, da un disegno con 5 code: sono le acque del naviglio pavese che scorre lungo la parte occidentale del municipio.



#3 Municipio 2

Bandiera Municipio 2
Bandiera Municipio 2

Lo stemma è composto da tre disegni, uno sopra l’altro che ricordano vecchie fotografie con filtro seppia. La prima raffigura l’iconica Stazione Centrale, la seconda la Chiesa di San Martino a Greco e la terza il naviglio della Martesana che, attraversando tutto il territorio del Municipio, è in effetti un elemento identitario. Il risultato complessivo, pur essendo abbastanza elegante, è forse un po’ troppo “old fashioned” per una città come Milano.

#4 Municipio 3

Bandiera Municipio 3
Bandiera Municipio 3

Si continua con il gioco dei numeri. Il municipio 3 ha, per l’appunto, tre simboli sullo stemma. Un leone bianco, simbolo di Porta Venezia, a destra delle onde bianche su sfondo verde, simbolo di Lambrate e in basso, su sfondo azzurro, la chiesa del Santissimo Redentore nei pressi di Corso Buenos Aires. Unica pecca: manca un po’ di fantasia.

#5 Municipio 4

Bandiera Municipio 4
Bandiera Municipio 4

Lo stemma di questo municipio raffigura tre ponti in primo piano e il Duomo sullo sfondo. I tre ponti rappresentano i tre ponti di Forlanini, che costituiscono l’accesso a est per chi arriva da Linate e riprendono la tradizione delle porte antiche. Esprimono anche il punto di frontiera, come in generale succede per i binari del treno, tra quartieri borghesi e quelli popolari o perfino agricoli. Sono il simbolo più rappresentativo di questo municipio che, a differenza di altri municipi, non ha un quartiere dominante o qualche elemento fortemente identitario, come un monumento, una piazza o un simbolo unificante. E’ uno dei municipi più eterogenei di Milano.

#6 Municipio 7

Bandiera Municipio 7
Bandiera Municipio 7

Il municipio 7 ha il primato di essere il municipio con più aree verdi di Milano, ma questa fortunata caratteristica, rappresentata nello stemma da una malinconica spiga di grano, passa in secondo piano rispetto agli altri elementi che a prima vista sembrano molto più significativi per il municipio. Lo stemma ha sfondo rosso e bianco per richiamare i colori di Porta Vercellina e in primo piano un capitello stilizzato di ordine corinzio. È il riferimento ad una colonna corinzia dell’antica Cascina Linterno presso la quale si presume soggiornò Francesco Petrarca. Sul capitello di tale colonna infatti furono incise le iniziale del poeta: FP.

#7 Municipio 8

Bandiera Municipio 8
Bandiera Municipio 8

Insieme al municipio 6, il municipio 8 ha uno degli stemmi più difficili da comprendere. Al centro un numero 8 bianco dal quale si diramano quattro ovali blu, come ali di farfalla. Esteticamente non è bruttissimo, ma cosa vorrà mai dire?

#8 Municipio 6

Bandiera Municipio 6
Bandiera Municipio 6

Questo stemma è sicuramente tra i peggiori. Un volto blu stilizzato, forse una maschera, raffigurato nella pancia del numero 6. A parte il colore che richiama le acque del Naviglio Grande, icona del Municipio, il significato di tutto il resto rimane ancora un mistero. Piccola curiosità: l’approvazione delle linee guida di un nuovo stemma municipale è stata deliberata dal consiglio del Municipio 6 in data 10 luglio ’17.  Rimaniamo in attesa dello stemma sostitutivo.

#9 Municipio 9

Bandiera Municipio 9
Bandiera Municipio 9

L’ultimo posto è assegnato allo stemma del municipio 9. Nove quadrati su sfondo bianco e rosso senza alcun riferimento ai grattacieli di Gae Aulenti o ad altri prodigi architettonici di uno dei Municipi più vivaci di Milano. Risultato: zero estetica e zero identità. Non si può guardare. Più intrigante e identitario invece lo stemma proposto per sostituirlo, decisamente più rappresentativo del municipio, con i grattacieli di Gae Aulenti che si slanciano sulle fondamenta di Villa Litta: 

Ipotesi nuova bandiera Municipio 9
Ipotesi nuova bandiera Municipio 9

Continua la lettura con: L’assurdità dei municipi di Milano

LETIZIA DEHO’

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