DOVE si potrebbe realizzare oggi l’ISOLA DELLE ROSE? 5 possibili LUOGHI ideali

L'Isola delle Rose potrebbe essere ricostruita? Ecco 5 ipotetici posti dove potrebbe rinascere una nuova terra della libertà

“L’incredibile storia dell’Isola delle Rose” è il film del giovane regista salernitano Sydney Sibilia, che narra della controversa vicenda veramente accaduta del microstato creato dall’ingegnere Giorgio Rosa nel 1968 al largo della costa romagnola. La storia con protagonista Elio Germano ha portato alla ribalta moderna ricordi di ragazzi cresciuti nell’era del boom economico, scatenando fantasie dei giovani d’oggi e guadagnandosi a pieno titolo l’etichetta di film cult.

Credits: fuoriseries.com

Molti italiani, da sempre popolo di naviganti e sognatori, hanno sognato di realizzare ciò che l’inventore bolognese mise in pratica contro qualunque previsione, tanto che sia fra chi conosceva la storia, sia fra chi l’ha scoperta grazie al film, è da qualche mese che in molti stanno fantasticando dove sarebbe possibile, oggi, realizzare un simile progetto


DOVE si potrebbe realizzare oggi l’ISOLA DELLE ROSE? 5 possibili LUOGHI ideali

#1 Isola della Magna Grecia – Sicilia: la terra del libero pensiero

Credits: marcopolo.tv

A nord-est di Linosa, viaggiando in linea retta o quasi (al netto della navigazione marittima) sulla rotta che porta a Porto Empedocle, la distanza misura esattamente 175 km, ovvero 94 miglia nautiche. Dopo la convenzione di Montego Bay del 1982 il limite delle acque territoriali è stato stabilito essere di massimo 12 miglia nautiche, circa 22 km, quindi si sarebbe fuori dalle acque territoriali.

L’Isola della Magna Grecia, così nominata in onore della civiltà sviluppatasi nell’VIII sec a.C. nel sud della penisola, avrebbe come fondatori e abitanti una comune di letterati, filosofi, poeti e scrittori che passerebbero le proprie giornate fra letture, buon cibo naturalmente mediterraneo e meditazione. Senza pericolo di ricevere censure o ostracismo per il loro pensiero. 



#2 Isula Shardana – Sardegna: il micro test per una Sardegna indipendente

Credits: larivista.ch

Il Regno di Sardegna ha avuto, nei secoli, nomi e appellativi fra i più svariati, fra cui Shardana. La più antica menzione del popolo Shardana si trova infatti nelle lettere egizie di Amarna, famose corrispondenze tra il faraone Akhenaton e Rib-hadda, databili al 1350 a.c, che parlavano degli Shardana come pirati e mercenari disposti ad offrire servizi ai signori egiziani. Quest’isola potrebbe essere costruita in linea retta da Olbia in direzione est verso l’isola di Ponza, a circa 40 km dalla costa sarda, dove potrebbe essere tranquillamente approvvigionata di viveri e beni di prima necessità sia dalla Regione Lazio che dalla stessa Sardegna.

Fra le tante peculiarità di Shardana, siamo certi che, proprio come la terra d’origine, l’isola sarebbe popolata da robusti sardi, abili nella pesca, nella pastorizia, nella produzione di formaggio e di birra artigianale, così come nella navigazione. Potrebbe rappresentare un test per l’indipendenza della Sardegna. 

#3 L’Isola del Tricolore – Alto Tirreno: la terra della massima qualità della vita (libera)

Credits: radiomontecarlo.net

In direzione sud ovest da Livorno verso Bastia, a 50 km dalla Corsica e dall’Italia, diciamo a metà navigazione (nei pressi dell’isola di Capraia) potrebbe sorgere un terzo microstato italiano dal nome alquanto intuitivo.

Il battesimo nasce naturalmente dalla condivisione della bandiera a tre colori, che ci accomuna ai cugini transalpini, e l’Isola potrebbe diventare il luogo della diplomazia pacifica del sud dell’Europa, con un miniparlamento eletto dall’Europa stessa e composto da soli deputati francesi e italiani, pacificamente conviventi in una terra dove nessuna nazione prevalga sull’altra ma dove, siamo certi, non mancherebbero né le prelibatezze della cucina francese né tantomeno le squisitezze di quella italiana. Una terra libera tra i paesi simbolo della qualità della vita non potrebbe che rivelarsi il luogo dove si vive e si mangia meglio al mondo. 

#4 Regno Veneto Croato – Alto Adriatico: il sequel dell’Isola delle Rose

Credits: diventabiologoperungiorno.com/

Al largo del Parco Regionale del Delta del Po sarebbe bello realizzare un’altra piccola nazione che unisse le peculiarità del popolo veneto a quelle della Croazia, in un parallelo storico che ricorda fasti medioevali della Repubblica Marinara della Laguna con quelli più recenti del paese balcanico, e delle vicende che resero l’Istria indiscussa protagonista di lotte politiche fra la fine dell’800 e l’inizio del secondo conflitto mondiale.

Il Regno Veneto Croato sarebbe (precisiamo) uno staterello pacifico di gran lavoratori in svariati campi. Per la vicinanza potrebbe rappresentare un sequel più fortunato dell’isola delle Rose e rinverdire la gloriosa tradizione della Serenissima, per secoli massimo simbolo di libertà in Europa. 

#5 L’occhio dello Jonio – Mar Jonio: l’isola della libera cooperazione marina

Credits: greenme.it

Se arrotondassimo un po’ i confini del ferro di cavallo stretto fra Calabria, Basilicata e Puglia potremmo quasi disegnare un semicerchio, al centro del quale calzerebbe a pennello la pupilla di un occhio immaginario che ha come iride, appunto, le acque salate del mare stretto fra Tirreno e Adriatico.

Il regno Occhio dello Jonio sarebbe un mini stato centro della pesca di tutto il Mediterraneo del nord, che costituirebbe un consorzio cooperativo di pesca fra le tre regioni italiane sovra citate, contro qualunque criminalità organizzata e con il messaggio di una pesca che sia sempre più sostenibile, mirata a un approvvigionamento sensibile e rispettoso della fauna marina. Utopia pura? Probabile. Come del resto poteva esserlo l’idea dell’Isola delle Rose. Eppure, tutti sanno che realizzare l’impossibile è sempre stato una grande sfida che non ha mai sfiduciato gli essere umani. Soprattutto gli italiani.

E voi, dove costruireste e come chiamereste la vostra personalissima Isola delle Rose?

Continua la lettura con L’ISOLA delle ROSE: la favola della libertà che incantò l’ITALIA

CARLO CHIODO

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