L’ISOLA delle ROSE: la favola della libertà che incantò l’ITALIA

E se il futuro del mondo fosse nelle mininazioni? Ripercorriamo la favola della repubblica delle Rose, di quando la bandiera della libertà sventolava di fronte alla coste dell'Adriatico

@peppattanasio

Nella storia sono stati molti i tentativi di liberazione dalle regole e dal dominio degli Stati: guerre, rivoluzioni, manifestazioni. La libertà però a volte si può ottenere con gesti meno violenti ed eclatanti. È il caso dell’Isola delle Rose che più di 50 anni fa ha provato a realizzare il sogno dell’indipendenza e della libertà di una micronazione nata dal nulla.

L’ISOLA delle ROSE: la favola della libertà che incantò l’ITALIA

# Giorgio Rosa: il libertino per eccellenza che pensò in grande per difendere la sua libertà

@meteoriminiofficial

Giorgio Rosa era un ingegnere, ex soldato di Salò, con una sfrenata passione per la libertà. Il suo obiettivo principale era distaccarsi dalla cultura collettivista dell’epoca: Rosa era contrario al paternalismo della Chiesa e alle sue regole morali, alla Democrazia Cristiana e all’anticapitalismo comunista. Era un uomo che non credeva nelle istituzioni, insomma si sentiva un pesce fuor d’acqua. Cosa fare allora in un periodo come quello del ’68, in uno Stato completamente contrario alle tue idee? Cambiare Stato era un’opzione valida ma Rosa si rese subito conto che anche all’estero si sarebbe sentito soffocare dalle istituzioni presenti. Così maturò l’idea di costruire uno “Stato su misura”.

# L’isola delle Rose: l’annuncio dell’indipendenza

@david_vecchi

L’idea dell’ingegner Rosa era quella di costruire una piattaforma a 11 chilometri e mezzo dalle coste riminesi, fuori dalle acque territoriali. Dopo numerosi tentativi, vanificati dalle mareggiate ci riuscì. L’obiettivo di sostenibilità economica iniziale era sfruttare la curiosità delle persone e quindi il turismo: vendere benzina senza le accise, aprire un bar e un ufficio postale e infine emettere francobolli. Rosa aveva studiato bene, sapeva che lì la giurisdizione dello Stato Italiano non avrebbe avuto effetto e quindi poteva realizzare il suo progetto ambizioso, sulle orme dello Stato di San Marino. Nel ’67 l’isola è pronta, nessuno aveva fatto caso al suo progetto fino a quel momento. Tuttavia, quando viene aperta la pubblico richiama subito l’attenzione delle istituzioni e delle forze dell’ordine. Giorgio Rosa capisce allora che è il momento di arrivare a un gesto forte: dichiarare l’indipendenza della sua isola.

# Primo maggio 1968: nasce la Repubblica delle Rose 

L’Isola delle Rose diventa Stato il primo maggio del 1968, in un anno che già di per sé viene ricordato per la sua vivacità. Così nasce la Repubblica Esperantista dell’Isola delle Rose, perché il suo fondatore decide di usare come lingua ufficiale l’Esperanto. Da subito quella piattaforma di 400 metri diventa un’attrazione turistica e anche le navi sull’Adriatico cambiano rotta per avvicinarsi a questo curioso microstato.
Rosa aveva in mente cose più grandi però: voleva allungare la piattaforma e creare un mini aeroporto sul mare e costruire altri piani per negozi di souvenir.

# Dopo due mesi la Repubblica delle Rose finisce la sua avventura 

Allo Stato italiano però quest’idea non piace affatto: un mini Stato in mezzo al mare Adriatico che si basava sulla libertà era troppo per un periodo in cui il mondo era diviso in due blocchi. Dopo solo 55 giorni, a fine giugno, il governo invia una task force di carabinieri che circonda l’isola e la occupa. Serviranno più di 1000 kg di esplosivo e una burrasca a distruggere il sogno di Giorgio Rosa che capii definitivamente che in Italia un progetto del genere era irrealizzabile.

# Isola delle Rose oggi è un film prodotto da Netflix

@vargeon

Questa incredibile vicenda ha fatto nascere l’idea della produzione di un film che è uscito il 9 dicembre sulla piattaforma di Netflix. Il protagonista è Elio Germano nei panni di Giorgio Rosa e Matilda De Angelis nei panni della moglie Gabriella.

# Ma il progetto di Rosa è rinato un po’ più a Est: il caso di Liberland

 

La Libera repubblica di Liberland è una micronazione di circa 7 chilometri quadrati, che si trova tra Croazia e Serbia. Una terra che stranamente non è stata rivendicata da nessuno e che è diventata la mini Repubblica di Liberland, fondata nel 2015 da Vít Jedliãka e un suo gruppo di amici. La reazione di Serbia e Croazia non è stata delle più felici e hanno ritenuto illegale entrare in questo Stato non riconosciuto. Dopo vari arresti però Jedliãka gestisce ancora questa mininazione e le richieste di cittadinanza sono moltissime. Liberland è diventata un piccolo paradiso fiscale con tasse solo su base volontaria. Durante la pandemia, Liberland, tramite il Liberland Response Center, ha distribuito 600 visiere protettive come aiuti umanitari in Croazia e 600.000 respiratori per gli Stati Uniti. Questa è la prova che libertà non vuol dire egoismo, anzi, questo Stato ha dimostrato di essere veramente solidale.

# Milano Città Stato: il laboratorio perfetto per riprodurre gli elementi cardine di questo progetto

Milano Città Stato ha più volte dato prova di voler creare un progetto per acquisire maggior autonomia e libertà per la città di Milano, in modo da essere un modello per l’intero Paese. Una libertà che significhi consapevolezza e ancora più responsabilità personale, per costruire un’autonomia che metta al centro il singolo cittadino e il suo contributo naturale alla comunità di cui fa parte. Chissà che da una storia tra utopia e favola della Repubblica delle Rose non possa trovare forma proprio a Milano un nuovo e più evoluto rapporto tra cittadini e governanti?

Fonte: ilfoglio

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ANDRA STEFANIA GATU

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