Un ambrogino pop: 10 proposte per il PREMIO più ambito dai milanesi

L’anno scorso ci ha provato l’assessore Lipparini a rendere pop il premio più ambito dai milanesi. Risultato? L’iniziativa è stata sepolta da una sfilza di fischi. Forse Lipparini ha sbagliato solo i tempi, qualche mese e il diluvio populista avrebbe ribaltato il Paese. Forse è il momento di rilanciare per rendere l’ambrogino un premio popolare. 

Milano Città Stato è e sarà sempre al fianco del Comune su iniziative che coinvolgano i cittadini alla cosa pubblica e quindi proviamo anche noi a contribuire proponendo dieci suggerimenti simbolici per l’assegnazione dell’Ambrogino, indicando le nostre motivazioni.

Un ambrogino pop: 10 proposte simboliche per il Comune di Milano

#1 Ambrogino DOC
A personaggi attivi nel mondo del volontariato, come Federico Gallo Perozzi (Emergenza Freddo), Odile Robotti (Milano Altruista), Francesca Fedeli (Fight The Stroke), Ivan Nissoli (Volontari per un giorno), Salvatore Grillo o Fiorenzo Dalu (Pane Quotidiano).

#2 International Ambrogino
A stranieri che stanno facendo belle cose a Milano, come Ernst Knam, Wicky Pryan o Johnny Kai (l’aggiustatutto di via Giordano Bruno).

#3 Ambrogino scandalo
A Fabio Rovazzi che ha portato in tutta Italia l’epic sound della Milano che non si vergogna di niente. In alternativa, o in aggiunta, lo meriterebbero anche Dj Ax e soprattutto Fedez, icona della contraddizione dei nostri tempi, tra difesa dei black block e selfie nell’attico di City Life.

#4 Ambrogino Rock
Restando in tema, l’Ambrogino potrebbe valorizzare la wave milanese del mondo del pop e del rock, partendo da Manuel Agnelli, per arrivare alle Vibrazioni, Nina Zilli, Malika Ayane, Giusy Ferreri & C. Ancora più rock sarebbe premiare le nuove leve del trap. 

#5 Ambrogino business dal cuore d’oro
A personaggi del mondo della finanza che però non guardano solo al guadagno materiale, come Luciano Balbo, Diana Saraceni o Alessandra Perrazzelli.

#6 Ambrogino Cult
A persone attive nel mondo della cultura, come Lionello Cerri (Anteo), Rossana Ciocca (Cene in bianco), Duilio Forte (Atelier Forte), Daniela Cattaneo, Andree Ruth Shammah (Teatro Franco Parenti), Cristiana Capotondi, Maria Grazia Mattei, Silvia Robertazzi e Antonella Dedini (Milano Design Festival).

#7 Ambrogino scacciacrisi
Agli imprenditori di successo della nuova generazione, come Alessandro Fracassi e Marco Pescarmona (Mutui On Line), Pietro Martani (Copernico), Urbano Cairo (RCS), Davide Dattoli (TAG), Marco Ferrari (Turbo), Marco Corradino e Fabio Cannavale (Bravo Fly), Vito Lomele (Job Rapido), Federico Marchetti (Yoox) o Marco Porcaro (Cortilia).

#8 Ambrogino d’esportazione
Ai milanesi che si stanno facendo onore all’estero, come Andrea Rasca (Mercato Metropolitano a Londra), Rocco Princi (Londra), i ragazzi dell’Ostello Bello che hanno aperto in Myanmar o i ragazzi del birrificio Lambrate che hanno aperto a Berlino.

#9 Ambrogino doveroso
A Gina Gasparin e Luisa Riva che hanno dedicato la loro vita al Vivaio Riva, il cuore verde di Milano. Dopo la chiusura forzata del Vivaio, per il Comune sarebbe un doveroso gesto di riparazione. 

#10 Ambrogino post ideologico
Agli esponenti della scena politica che non appartengono alla coalizione che governa la città: Stefano Parisi, Corrado Passera, perfino Silvio Berlusconi o Matteo Salvini. Sarebbe un atto storico, un gesto grande civiltà e di superamento di una politica che divide in amici e nemici, per inaugurare una nuova stagione di lavoro congiunto per il bene di Milano.
Può sembrare qualcosa di assurdo, di troppo visionario, ma ricordiamoci che siamo la città dell’editto di Costantino, primo atto di tolleranza universale della storia del mondo.

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