OPEN STAGE: il totem per suonare e cantare dal vivo in PERIFERIA a Milano

Un’occasione di visibilità per gli artisti di strada e che si sblocca con un'app

https://www.rockit.it/articolo/milano-open-stage-periferie-centro-citta

Per un mese, fino al 17 Ottobre, tutti i musicisti di Milano hanno a disposizione strutture attrezzate per la musica dal vivo. Un’occasione di visibilità per gli artisti di strada e che si sblocca con un’app.

OPEN STAGE: il totem per suonare e cantare dal vivo in PERIFERIA a Milano

# Gli artisti e la musica: l’intento è di ridare vita alle piazze lontane dal centro

#2 Open stage ph. rockit

Open Stage è un’iniziativa di Officine Buone, creata per portare in strada impianti sonori il più possibile professionali. gli artisti di strada, o i semplici appassionati, hanno così la possibilità di suonare, cantare o ballare, in 4 piazze di Milano, usufruendo di queste attrezzature. Non sono dei palchi, ma dei “totem” che basta sbloccare o prenotare con una APP .


Il primo totem è stato installato a Pioltello, con l’intento di ridare vita alle piazze lontane dal centro. L’operazione ha avuto successo e si è quindi pensato di replicarlo nelle periferie cittadine, sotto forma di tour itinerante. Saranno infatti altre 3 le piazze che ospiteranno Open Stage, a tappe alternate: si inizia Dergano, in via Imbonati 24, fino al 19 settembre. Prosegue in City Life fino al 3 ottobre, per concludersi in Barona, P.le Donne Partigiane fino al 17 ottobre. L’open stage è disponibile dalle 17:00 alle 21:00 tutti i giorni.

# «Innovazione semplice»: sarà sufficiente sbloccare lo stage con l’app

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Così la definisce Ugo Vivone, fondatore di Officine Buone. Innovazione semplicissima ed efficace. Da musicista o ballerino non hai bisogno di portarti l’impianto sonoro da casa. Il totem da l’opportunità di creare una performance di qualità in quanto, l’offerta tecnica di Open Stage, mette a disposizione tecnologie e prodotti di alto livello. Sarà sufficiente sbloccare lo stage con l’app, collegare il proprio strumento (strumento musicale, microfono o sorgente sonora per i ballerini e crew) e iniziare a farsi applaudire.

Questo Open Stage – Tour nei quartieri è un’opportunità per i giovani artisti: come segnala Rock.it l’edizione 2021 mette infatti a disposizione le attrezzature gratuitamente ed è – a tutti gli effetti – un vero e proprio palco all’aria aperta che fa rivivere le strade, le piazze e i parchi di Milano. Officine Buone lo ha pensato come alternativa innovativa, in un periodo in cui servono soluzioni per fare o ascoltare musica dal vivo. Come piccola ciliegina sulla torta, sono previsti inoltre speciali secret concerts, con special guest misteriose. Gli appuntamenti e i nomi delle star ospiti di Open Stage, verranno resi noti con una notifica, disponibile esclusivamente per chi ha scaricato la app sul dispositivo mobile.



# La periferia al centro

Credits rockit – Open Stage

Milano ha il pallino della cultura diffusa, l’opportunità offerta da Open Stage è una nuova proposta che si aggiunge alle altre, di grande valore, per la prima città al mondo che promuove la musica in stradaL’iniziativa attuale è patrocinata dal Comune all’interno del progetto di Yes Milano denominato Neighborhood by Neighborhood ed è finanziato in collaborazione con Fondazione Cariplo (sempre sensibile ai progetti culturali per la cittadinanza) e da Galbani per Milano, che propone un totem con la forma di un suo prodotto, molto amato a Milano.

Open Stage ha il grande merito di proporre un’alternativa per tutti gli artisti e per il pubblico, che da 18 mesi subiscono restrizioni e privazioni ed è, in concreto, un’ottima occasione per ritrovarsi all’aperto, cantare, ballare e battere le mani ai nostri artisti migliori, sfogando un po’ la mancanza di tutto questo.

In prospettiva di una città “policentrica” sarebbe bello vedere ogni quartiere o maxi-zona, caratterizzato dalla propria anima artistica. Musica, ballo, teatro o mostre interattive, a seconda che ci troviamo in Brera, a City Life o a Lambrate. E voi, come vi sentite? Diteci dove vivete e se l’anima del vostro quartiere è più “pop” o più “Brecht”!

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LAURA LIONTI

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