Le panchine sommerse nella foresta pluviale di Milano: le immagini

Con la pioggia monsonica e la scelta di non tagliare l'erba dei parchi qualcosa sembra sfuggire di mano. Ad esempio, le panchine

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Alessandro Vidali - Erba alta parco zona Bonola

Ne avevamo già parlato nel 2023, quando era stata proprio l’Assessore al Verde Elena Grandi a confermare che il Comune di Milano aveva deciso intenzionalmente di ridurre gli sfalci per tutelare la biodiversità. Ma tra la pioggia monsonica e la scelta di non tagliare l’erba dei parchi, sembra che qualcosa stia sfuggendo di mano. Ad esempio, le panchine.

Le panchine sommerse nella foresta pluviale di Milano: le immagini

# La scelta del Comune: limiti a tagliare l’erba per tutelare la biodiversità

elengrandi_verdi_it IG

Una scelta voluta dal Comune di Milano quella di ridurre gli sfalci nei prati e nei giardini. A confermarlo era stata direttamente l’Assessore al Verde Elena Grandi sulla sua pagina facebook nel 2023. L’obiettivo è tutelare la biodiversità, questo un estratto del suo post: “Francoforte ha fatto una scelta precisa per tutelare ecosistemi e biodiversità. In molti parchi e giardini e aiuole della città l’erba è lasciata alta eppure i bambini giocano lo stesso e le persone si sdraiano nei prati. Stiamo provando a fare lo stesso a Milano, riducendo la frequenza degli sfalci.” 

Nello specifico lo sfalcio ridotto dell’ebra consente, come spiegato sul sito del Comune di Milano, alle piante di completare il loro ciclo vegetativo fino alla fioritura e alla produzione di seme, e oltre a salvaguardare la biodiversità, di risparmiare risorse e ridurre l’impronta ecologica, migliorare la qualità del suolo, migliorare la qualità dell’aria, rispondere ai cambiamenti climatici.

# Un totale di 1,3 milioni di mq distribuiti su 54 aree verdi

Sono state scelte 54 aree verdi in tutta la città, tra parchi estensivi e attrezzati ma anche lungo le carreggiate stradali, che coprono una superficie di 1,3 milioni di mq sui circa 19 milioni complessivi. Questa la suddivisione:

  • nel Municipio 1 è presente solo un’area attorno a un platano nei Giardini Indro Montanelli, poco meno di 5mila mq;
  • nel Municipio 2 le aree verdi interessate si trovano al Parco Martiri delle Libertà Iracheni Vittime del Terrorismo e al Parco Adriano (70.400 mq);
  • nel Municipio 3 ci sono 22 ettari al Parco Lambro;
  • nel Municipio 4 troviamo i parchi Monluè, Forlanini, Cassinis e la Via del Autosole, il  Cavalcavia Pontinia e Via Rogoredo (283.794 mq);
  • nel Municipio 5 le vie Ferrari – Lampedusa, dei Missaglia – De Ruggero, Lampedusa – Valla – Treccani degli Alfieri, Verro – Cuore Immacolato di Maria e i parchi della Vettabbia e del depuratore di Nosedo (174.408 mq);
  • nel Municipio 6 le vie De Nicola – San Vigilio – Di Rudinì, Lodovico il Moro – Santi, Cascina Bianca – De Pretis – Danusso – Finetti, San Paolino – San Vigilio, Gonin – Lorenteggio, S. Paolino – Danusso, Crivelli Balsamo, Buccinasco – Enna, dei Calchi Taeggi, San Paolino – via del Mare, Don Primo Mazzolari – De Pretis, del Cardellino, e i parchi dei Fontanili, della Vettabbia e il parco Andrea Campagna (229.650 mq);
  • nel Municipio 7 ci sono le vie Luraghi, Zurigo, Amantea, Lucca – Zurigo – Isola di Creta, Novara – San Romanello, Amantea – Budrio, Cusago, Muggiano, Anghileri, Cusago, Cusago – Stupinigi, Quinto Romano, Mosca – Pertini, Rasario, il quartiere Muggiano e Parco della Cava di Muggiano (189.433 mq);
  • nel Municipio 8 invece Viale De Gasperi – Papa Achille, le vie Quarenghi – Castellanza il Parco Monte Stella e il Parco Franco Verga (268.473 mq);
  • nel Municipio 9 infine le vie Zubiani – Crespi, Jorini – Cascina dei Prati e Senigallia – Girardengo (79.255 mq).

# Una situazione che sembra sfuggita di mano: le immagini delle panchine

 

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La situazione sembra essere sfuggita di mano, come testimoniano le foto scattate al Parco della Montagnetta e in un’area verde in zona Bonola. L’erba è talmente alta che passa attraverso le fessure tra le stecche che compongono la struttura delle panchine, rendendo difficile non solo camminare nei prati, con il rischio di trovare oggetti pericolosi e procurarsi danni agli arti inferiori, ma anche solo sedersi.

Non si sono fatte attendere le proteste dell’opposizione, che hanno denunciato come Milano sia diventata una giungla e consegnando al Sindaco Sala in Consiglio Comunale, alcuni giorni fa, dei mazzi di graminacee selvatiche raccolte nei prati della città. Queste graminacee, con i semi conosciuti come forasacchi e caratterizzati da spighe molto piccole, appuntite e rugose‚ sono un pericolo per i cani dato che possono intaccare le vie respiratorie, perforare i timpani delle orecchie o infilarsi negli occhi provocando infezioni anche gravi. Poco conta che lo sfalcio non riguardi aree cani dato che le spighe si spostano nell’aria con il vento. Dai banchi del centrodestra anche la constatazione del fatto che la grande maggioranza dell’aree verdi scelte per lo sfalcio tardivo si trovi in periferia, mentre in centro quasi nulla.

Fino a che punto è tollerabile la tutela della biodiversità se questa rischia di mettere a repentaglio la salute di animali e persone, oltre a ridurre la possibilità di fruire delle aree verdi disponibili in città?

Continua la lettura con: L’ERBA di MILANO è sempre più ALTA

FABIO MARCOMIN

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Fabio Marcomin
Giornalista pubblicista. Laurea in Strategia e Comunicazione d’Impresa a Reggio Emilia. Il mio background: informatica, marketing e comunicazione. Curioso delle nuove tecnologie dalle criptovalute all'AI. Dal 2012 a Milano, per metà milanese da parte di madre, amante della città e appassionato di trasporti e architettura: ho scelto Milano per vivere e lavorare perché la ritengo la mia città ideale.

2 COMMENTI

  1. L’Amministrazione ha atteso un anno particolarmente piovoso per diminuire (o con fare) gli sfalci. Questo dimostra la mancanza di duttilità dell’Amministrazione attuale. E poi il progetto sarebbe lasciare solo alcune aree incolte, non tutte. Quando vi si porrà rimedio?

  2. L’area dove è presente quella panchina in foto non c’entra nulla con il progetto di riduzione dello sfalcio in alcune zone (non è in una delle vie elencate).

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