Allarme: i GIOVANI italiani non fanno più gli IMPRENDITORI

L'imprenditore non è (più) un mestiere per giovani.

Credits: corriere.it - Variazioni tassi imprese per età

L’imprenditore non è (più) un mestiere per giovani. L’indagine condotta da Unioncamere e Infocamere mostra dei dati preoccupanti per il futuro del nostro Paese: quasi il 70% dei piccoli imprenditori sono over 50, mentre gli under 30 sono in forte calo. 

Allarme: i GIOVANI italiani non fanno più gli IMPRENDITORI

# In 10 anni perse 230.000 attività, i piccoli imprenditori over 50 passati dal 55% al 67%

Credits: corriere.it – Variazioni tassi imprese per età

Una delle azioni da mettere in campo per far ripartire l’Italia è stimolare l’apertura di nuove imprese, soprattutto innovative per gli under 35. Anche perché la situazione nel nostro Paese è davvero sconfortante: in molti settori la percentuale di imprenditori under 35 è inferiore al 10%. In dieci anni tra il marzo 2010 e il marzo 2020 la quota degli over 50 tra i piccoli imprenditori italiani è passata dal 54,8% al 66,4%. In termini assoluti sono aumentati di 200.000 unità da 1,7 milioni a 1,9 milioni, tenendo conto però che il numero complessivo delle imprese individuali è sceso nel frattempo di 230 mila unità, a 3,1 milioni.


# I risultati dell’indagine di Unioncamere-InfoCamere: il baricentro dell’impresa tra i 50 e 69 anni

L’indagine condotta grazie alla collaborazione di Unioncamere-InfoCamere che, sulla base del Registro delle imprese, ha classificato i 3 milioni di ditte individuali secondo quattro classi di età (18-29 anni, 30-49, 50-69 e da 70 in su) è arrivata alla conclusione che il baricentro dell’impresa italiana ormai sta nella classe tra i 50 e i 69 anni. Infatti gli imprenditori tra i 30 e i 49 anni in 10 anni sono diminuiti di 400 mila unità, mentre quelli tra 50 e 69 sono cresciuti «controvento» di 195 mila.

# Nell’agricoltura il 72,3% degli over 50. Sul totale dei settori -45.000 imprenditori under 30

Analizzando i singoli settori possiamo vedere come gli over 50 nell’agricoltura siano il 72,3% e nella manifattura il 60,3% (nel 2010 i Piccoli sopra i 50 anni erano il 44,3% delle imprese manifatturiere individuali). Anche nelle costruzioni, dove grazie all’apporto degli immigrati-imprenditori l’età media era nel 2010 più bassa degli altri settori, la tendenza è diventata la stessa, sono spariti 117 mila capi-azienda tra i 30 e i 49 anni. Se prendiamo poi i soli giovani imprenditori under30 in questi 10 anni il bilancio è altrettanto negativo: sono diminuiti di ben 45 mila unità.

Fonte articolo: Il Corriere



# La soluzione per la ripartenza dell’Italia: incentivi, defiscalizzazione, riduzione delle imposte

I dati dell’indagine pongono alla luce un fattore da non sottovalutare: solo chi ha una solidità finanziaria e quindi sopra una certa soglia d’età riesce a fare impresa. Di questo passo le nuove generazioni avranno meno posti di lavoro e creeranno sempre meno imprese, portando un drastico peggioramento dell’economia italiana nei prossimi decenni oltre ai danni già prodotti dalle conseguenze del Covid.

La soluzione del governo non deve quindi essere quelle di accrescere il debito pubblico, che andrà a carico appunto dei giovani di oggi e del futuro, per bonus e interventi spot assistenzialistici, ma agire in maniera strutturale per favorire le imprese. In particolar modo quelle degli under 35 con incentivi per fare investimenti, defiscalizzazioni e azzeramento delle imposte e dei contributi per i primi anni di attività. Tutte le manovre finora approvate hanno promesso liquidità solo in parte giunta a destinazione, per questo sarebbe più facile decidere di intervenire a livello fiscale per dare nuovo impulso all’economia e non condannare a morte l’Italia.

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Publiée par Milano Città Stato sur Mardi 2 juin 2020

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