🔴 ALLARME CONTI di Sala: servono 200 MILIONI o MILANO va in DEFAULT

Il buco è di 250 milioni. Il Sindaco: "senza almeno un paio di centinaia di milioni da parte del governo non riusciamo a chiudere il bilancio"

Ph. dimitrisvetsikas1969 (pixabay)

L’allarme del Sindaco Sala a margine della presentazione della 60esima edizione del Salone del Mobile. Senza un rapido intervento del governo il Comune di Milano non potrà approvare il bilancio preventivo.

ALLARME CONTI di Sala: servono 200 MILIONI o MILANO va in DEFAULT

# Mancano 250 milioni per chiudere il bilancio del comune

Credits beppesala IG – Beppe Sala

Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, a margine della presentazione della 60esima edizione del Salone del Mobile ha parlato delle difficoltà di approvare il bilancio preventivo del Comune entro il 31 maggio a causa di un buco di 250 milioni di euro: “noi senza almeno un paio di centinaia di milioni da parte del governo non riusciamo a chiudere” aggiungendo che “siamo appesi a una decisone del governo […] il bilancio del comune di Milano attualmente non si riesce a chiudere e parlo di quello preventivo. Abbiamo tempo fino al 31 maggio e io continuo a parlarne con il governo e con il presidente del Consiglio per manifestare le nostre difficoltà.”


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# I mancati ricavi da Sea e Atm

Credits: @atm_milano
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Per il terzo anno consecutivo il governo è chiamato a ripianare i conti delle amministrazioni comunali dovuti ai mancati ricavi conseguenti alla pandemia. Per le annualità 2020 e 2021 il comune di Milano ha ricevuto complessivamente circa 900 milioni di euro di ristori, ma ad oggi il governo non parla di interventi. “Nella pubblica amministrazione i costi sono quasi tutti fissi e in questo momento non si possono tagliare i servizi, sarebbe grave. I ricavi però non sono fissi perché in questo momento noi paghiamo le difficoltà perché non abbiamo i dividendi, in particolare da Sea, e perché nel trasporto pubblico c’è meno bigliettazione».

A questo si aggiunge il problema dell’aumento del costo delle materie prime e dell’energia a causa delle guerra, che potrebbe avere pesanti ricadute sulla prosecuzione e l’avvio dei cantieri in città, dalla manutenzione ordinaria fino agli interventi più complessi.



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FABIO MARCOMIN

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