Francesca COLOMBO: “la mia Milano avrà più CULTURA DIFFUSA e CONTEMPORANEA”

"Sogno una Milano sempre più verde e più culturale, con maggior spirito “civil servant” dei cittadini e di give back delle aziende, con comunità partecipi alla vita della città"

Francesca Colombo

Laureata in Ingegneria Gestionale al Politecnico di Milano e diplomata in Pianoforte al Conservatorio di Musica G. Verdi, Francesca Colombo ha sempre lavorato come manager culturale. Ha ricoperto il ruolo di Direttore Generale della Fondazione MAST (Bologna), co-fondatore e Segretario Generale di MITO, Direttore Artistico del Festival Stradivari (Cremona), Sovrintendete del Teatro dell’Opera di Firenze, responsabile del programma cultura di Milano Expo 2015, Responsabile delle coproduzioni artistiche del Teatro alla Scala. È stata nominata Young Global Leader ed Expert in Arts&Culture del World Economic Forum. Siede nel CdA di prestigiose istituzioni culturali-sociali-educative (Pinacoteca di Brera, Fondazione Milano per la Scala, Comitato fundraising San Patrignano, Palazzo Reale di Genova, advisory board degli Young global leader del World Economic Forum…) e tiene lezioni in numerose università italiane. Dal 2018 è Direttore Generale Culturale del parco pubblico BAM-Biblioteca degli Alberi Milano.

Francesca COLOMBO: “la mia Milano avrà più CULTURA DIFFUSA e CONTEMPORANEA”

Francesca Colombo

La cosa che ami di più di Milano?

I suoi teatri e i suoi cortili, la Scala e il Piccolo Teatro Studio.


Quella che invece ti piace di meno?

La poca valorizzazione dei Navigli.

Credits Andrea Cherchi – Vicolo dei Lavandai, Navigli

Il tuo locale preferito?

Il vecchio Marchesi di corso Magenta.

Il tuo passatempo preferito a Milano?

Correre con il cane al parco Monte Stella.



luciano perciaccante (c)
luciano perciaccante (c)

La canzone su Milano a cui sei più legata?

Luci a San Siro nella versione di Roberto Vecchioni con Mina e la bellezza della parte musicale.

Il luogo dei dintorni di Milano che ami di più?

In bici lungo la Martesana per arrivare al “mio” lago di Lecco, il Lario.

Credits: @nonseifigo
Naviglio Martesana

La cosa più bella che ti è capitata a Milano?

Una cena indimenticabile con Giorgio Strehler dopo il Faust di Goethe al Teatro Studio quando ero un’adolescente.

La fermata della metro a cui sei più affezionata (e perché)?

San Babila: quando studiavo al Conservatorio, arrivando da Lecco, san Babila era per me la fermata terminale. Da lì un beve cammino, uno sguardo veloce alle vetrine di Fiorucci e ai paninari del Burghy, poi una deviazione verso via Vivaio per salutare i fenicotteri rosa e poi di corsa in aula al Conservatorio.

Credits: www.pinterest.it

La cosa più curiosa che hai visto a Milano?

I pennelli giganti all’Ansaldo per dipingere le tele delle scenografie della Scala.

Il quartiere che ami di più?

Sono i quartieri legati alle tappe della mia vita a Milano: prima il quartiere attorno al Conservatorio e alla Chiesa della Passione, via Donizzetti…oggi Pagano, piazza Tommaseo in primavera, le giganti ombre notturne della statua di Giuseppe Verdi in piazza Buonarroti.

Credits: @genedieve
Piazza Tommaseo

Caro Sala ti scrivo… (cosa chiederesti al sindaco per rendere Milano ancora migliore)

Aiutare a sostenere, valorizzare e far emergere le tante piccole realtà culturali della città oltre ai giganti più istituzionali. Più cultura diffusa e contemporanea.

Milano città stato: sei a favore oppure no a che Milano abbia un’autonomia simile a una regione o a una provincia autonoma, come l’hanno le principali città d’Europa?

Non sono ben informata, ma l’idea mi piace e poi penso che guardare le best practices internazionali possa sempre aiutare.

Se dovessi lasciare Milano in quale città ti piacerebbe vivere?

Nella natura…non so ancora se tra i monti o tra gli ulivi.

Credits : jacques perler- Olivi in Ticino

Se avessi due miliardi per Milano che cosa faresti?

Li spenderei per l’educazione musicale e artistica di tutti i bambini milanesi, con professori ed educatori capaci di accendere la fiamma che è in ciascuno di noi e che alimenta la ricerca costante del bello e dell’armonia.

Un sogno per Milano: qual è il tuo più grande auspicio per il futuro di Milano?

Una Milano sempre più verde e più culturale, con maggior spirito “civil servant” dei cittadini e di give back delle aziende, con comunità partecipi alla vita della città.

Francesca Colombo

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