Carla TORRIANI: “la mia Milano deve ritrovare la sua IDENTITÀ”

"A Milano auspico di ritrovare la propria identità. Di non svendersi del tutto agli stranieri"


Carla Torriani. Giornalista per lavoro e per passione. Nata e cresciuta a Milano, ha saputo conciliare la sua passione per la scrittura e la comunicazione con quella per la critica musicale.

Carla TORRIANI: “la mia Milano deve ritrovare la sua IDENTITÀ”

La cosa che ami di più di Milano?

Milano è sempre stata la città dell’accoglienza. Prima con gli immigrati italiani, ora con gli stranieri. Questo amo di Milano. Credo che tra tutte le città italiane sia quella più internazionale.


Quella che invece ti piace di meno?

L’urbanistica. Questo crescere di grattacieli toglie identità a Milano. Le piste ciclabili e, spesso, il restringimento delle vie. Creano un caos stradale maggiore ed è anche pericoloso sia per le biciclette che per le auto.

Il tuo locale preferito?

Non frequento locali da tanto tempo, dopo le chiusure di locali storici come il Rolling Stone o la mancanza di piccoli locali dove fanno musica dal vivo. Penso ad esempio al “Magia Music Meeting” dove sono nati e cresciuti “Elio e le Storie Tese”,  ma dove hanno anche suonato artisti internazionali. Era un bellissimo punto di incontro per i musicisti milanesi.

Credtis: eventshunters.com – Rolling Stone

Il tuo passatempo preferito a Milano?

Passatempo preferito? Girare per negozi anche se, negli ultimi anni, è tutto omologato. Anche in questo caso Milano ha perso identità.



La canzone su Milano a cui sei più legato/a?

Ho alcune canzoni. Quelle di Giovanni D’Anza come “Nostalgia De Milan” o la classica “O mia bela Madunina”. Mio papà e mio nonno paterno erano milanesi DOC e le sentivo spesso. Io sono particolarmente legata invece a due canzoni di Alberto Fortis “Milano e Vincenzo” e la splendida “Il Duomo di notte”.

 

Il luogo dei dintorni di Milano che ami di più?

Attorno a Milano? La Brianza. Monza con il suo parco e la villa Reale.

Credits: @brianzafoto
Ciliegio Vergo Zoccorino

La cosa più bella che ti è capitata a Milano?

A Milano ci sono nata e cresciuta. É nato mio figlio. Ho lavorato nel passato a grandi eventi che si sono svolti a Milano. Tante cose belle.

La fermata della metro a cui sei più affezionato (e perché)?

San Babila. Storica. I paninari. E la fermata che porta alle principali vie della moda.

Fontana di Piazza San Babila

La cosa più curiosa che hai visto a Milano?

I flash mob sulla metropolitana.

Il quartiere che ami di più?

Corso Indipendenza/XXII Marzo.

Caro Sala ti scrivo… (cosa chiederesti al sindaco per rendere Milano ancora migliore)?

Sala dovrebbe lavorare di più sul decentramento e sul recupero di aree dismesse. Penso ad esempio all’area di Rubattino, sarebbe un ottimo posto per creare un grande centro sportivo dove poter ospitare eventi internazionali e di richiamo. Ma anche sulla viabilità che, come ho scritto sopra, spesso lascia a desiderare. E accelerare i lavori della metropolitana. E restaurare facciate dei palazzi. Ne abbiamo davvero di bellissimi ma piuttosto malridotti.

Credits: daniele rossi foto – “Palazzo di Cristallo” ex fabbrica Innocenti-Maserati al Rubattino

Milano città stato: sei a favore oppure no che Milano abbia un’autonomia simile a una regione o a una provincia autonoma, come l’hanno le principali città d’Europa?

Beh Milano è sempre stata una città a parte rispetto all’Italia. Si potrei essere favorevole se comprende anche però tutta la provincia sua e Monza Brianza.

Se dovessi lasciare Milano in quale città ti piacerebbe vivere?

Andrei sempre in una metropoli. Dubai è in cima alla lista.

Credits: @visit.dubai
Dubai

Se avessi due miliardi di euro per Milano che cosa faresti?

Due Miliardi di Euro? Centri sportivi. Ricostruire l’agognato palasport crollato con la nevicata del 1985. Era una struttura molto bella, capiente. Piuttosto che uno stadio nuovo. Il Meazza va solo rimodernato, va benissimo così. Ma in zona manca il Palasport.

Palasport di San Siro

Un sogno per Milano: qual è il tuo più grande auspicio per il futuro di Milano?

Le auspico di ritrovare la propria identità. Di non svendersi del tutto agli stranieri, ma, piuttosto, trovare collaborazione.

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