INNAMORATI di MILANO, ma come sarà tra 100 anni?

Finché Milano vorrà esserci qualcuno ci sarà a cantarla

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Buongiorno a tutti, sono Antonio il torinese innamorato di Milano, che si sta ponendo un pensiero legittimo: come sarà il mio “Amore “ fra cent’anni?

INNAMORATI di MILANO, ma come sarà tra 100 anni?

# Da città d’acqua a città dei grattacieli

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Milano

Milano fra 100 anni… chissà cosa avrà pensato Leonardo quando stava progettando per Milano, o il Visconte costruendo il suo castello. Mentre cammino per Milano o viaggio sui vecchi tram color arancione, spigolando sul legno laccato dei suoi divanetti, duri quanto belli, offensivi quanto familiari, penso ai canali di acqua che un giorno avrei visto se solo fossi nato allora e come non avrei potuto immaginare di vederli coperti.


Come avrei potuto immaginare i grattacieli, le strade asfaltate e la periferia campagnola del Giambellino divenire, con la sua via Savona, l’epicentro delle recenti Maison della moda italiana, là dove pascolavano capre e pecore? Ma come avrei potuto immaginarlo!

# Milano: 6 lettere che suonano come una carezza

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Milano

E cosa dire dei nostri spettacolari ospedali intercontinentali. Centri di ricerca di assoluta avanguardia. Per poi non citare, e di nuovo, la nostra incredibile vera bellezza: la nostra internazionalità rappresentata dalla incomparabile ospitalità basata sul rispetto, l’intelligenza ed equità razziale. Milano, 6 lettere, che quando viaggio per l’Italia mi domando sempre come questo nome possieda una sua sorta di completezza. Un nome tondo, non aggressivo come “Roma” e non fiabesco come “Napoli”, ma invece semplice ed umile, composto, non corto, non lungo quasi come una carezza: Milano.

Che bello. E così quando dopo Piacenza appaiono i primi cartelli verdi dell’autostrada con il suo nome, così perfettamente riempiente lo spazio di scrittura, con quel catarifrangente verde che lo esalta, io mi sento onorato e un po’ felice.



# Milano ti abbraccia

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Milano è come se non avesse mai pretese da coloro che la abitano. È come se desse nei secoli sempre il benvenuto a degli abitanti il cui primo impiego è quello di curarla e nutrirla. E lei, la città, li coccola e li ricambia con la sua aurea, investendoli con il rango di milanese. E sì perché essere milanese, aimè per altri, non è come non esserlo. Ci sai vivere? Allora Lei ti abbraccia.

# E’ Milano a fare i cittadini o i cittadini a fare Milano?

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Fra 100 anni Milano sarà uguale? Certamente io non posso saperlo e devo dire che non mi permetto neanche di immaginarlo, perché mi rendo conto che la bellezza ha una sua volontà e che per anticiparla dovrei come minimo essere come Lei ed io non lo sono. Non lo sono io e non lo siete voi, perché Milano è l’insieme di così tante genti e di così tanta storia, che il quadro di insieme, nonché un minimo di coscienza di cosa sia, a noi singoli è proibita. È un po’ come se una nostra cellula potesse rendersi conto del tutto che la contiene. Ne ha una parvenza, ma non potrà avere piena coscienza, credo.

La città di Milano è una grande città. Lo dice la storia, lo dicono gli uomini e la qualità delle azioni di questi uomini. Ora la domanda è: sono stati gli uomini a fare Milano o Milano a forgiare la storia di questi uomini? Credo che quando i primi uomini hanno pensato di appoggiare qui una prima pietra sia stata questa pietra a voler essere poggiata qui. Viceversa, ferma la volontà di poggiarla l’avrebbero appoggiata da un’altra parte e invece era tempo che Milano nascesse.

# La forza di Milano è la ricerca della bellezza: quindi tra 100 anni sarà ancora più bella

Credits: @milano.dei.milanesi
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In una economia di massa come quella che stiamo vivendo, nella quale mischiarci sembra essere diventato un giochino imprescindibile, là dove se la natura ha colorato e strutturato pelle e fisici per meglio affrontare le varie zone del pianeta, noi invece pensiamo che un vichingo del nord starebbe comunque molto a suo agio a ridosso del Sahara, così come un nigeriano nei freddi ghiacciai della Norvegia, le cose sono due o ha sbagliato la natura o stiamo andando a 300 all’ora contro un muro. Ma per quanto vorremo mischiarci cancellando i connotati della storia, credo che Milano non lo vorrà mai fare e non lo farà. Possiamo cambiare l’arredamento di una casa, ma non per questo cancellarne le ragioni del suo esistere. Come apparirà? Bellissima, che domande! La più bella, la più aperta, la più di tutto.

Fra 100 anni io non ci sarò, ci sarà qualcun altro e certamente scriverà come io ho scritto, perché finché Milano vorrà esserci qualcuno ci sarà a cantarla. Quando uno è innamorato è innamorato!

Continua la lettura con: MILANO 2030: come sarà la città tra 10 anni

ANTONIO CHIMIENTI

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