3 POSTI come UNA VOLTA a Milano

Ricordi della propria giovinezza legati ad un luogo ben preciso

Credits: cibovagare.it Latteria

C’era una volta e oggi non c’è più. Quanti di noi hanno ricordi della propria giovinezza legati non necessariamente a degli episodi, ma ad un luogo ben preciso? Io, ad esempio, ho un ricordo molto ben definito della drogheria sotto casa di mia nonna, dove andavo a comprare caramelle e patatine. Se chiudo gli occhi, ha ancora nelle narici il profumo dolciastro, un misto di sale e zucchero mischiati in una sola fragranza. Insomma ci sono tanti luoghi che hanno riempito le nostre giovani giornate e quando hanno chiuso, un pezzettino del nostro cuore è rimasto lì appeso solo a dei ricordi. Infine ci sono luoghi che, ancora oggi, nonostante il passare degli anni, delle mode e del lifestyle, hanno saputo rinnovarsi (non sempre) per continuare a sopravvivere, per non essere condannati all’oblio. Questi sono i tre luoghi che a Milano esistono ancora e che ancora oggi ci fanno ricordare che la nostra città è sempre stata un po’ romantica e nostalgica allo stesso tempo.

3 POSTI come UNA VOLTA a Milano

# La Latteria di via San Marco

Credits: cibovagare.it
Latteria

È la regina della cucina domestica, è il luogo dove il tempo sembra essersi fermato, è il posto dove l’insegna è rimasta la stessa per cinquantatré anni, è il regno di Maria e Arturo. È la latteria di via San Marco. Sin dalla sua nascita si è contraddistinta per la sua cucina casalinga, infatti, decidere di andare in questo luogo storico di Milano era un’esperienza unica nel suo genere: Maria e Arturo non erano i semplici proprietari, non erano semplici ristoratori, erano i padroni di casa e i clienti non erano tali nel senso stretto del termine, ma veri e propri amici e ospiti in casa loro.


Credits: Narong Othavorn(FB)
Latteria

Il suo arredamento spiccava per originalità e gusto al limite del buongusto e del kitsch, ma ai clienti (ospiti) poco importava dei numerosi quadri di rose appesi ovunque, delle mattonelle che ricordavano luoghi malfamati della penisola iberica, degli sticker adesivi, dei ritratti ironici, delle sedie di plastica intrecciata, “andiamo a mangiare in latteria” era un imperativo a cui nessuno riusciva a rinunciare. Un’altra regola aurea della latteria era quello di cambiare il menù ogni giorno e in questo ci dovevano sempre essere ricette semplici, ma uniche nel suo genere. Sono passati alla storia piatti come la Crodaiola (una pappa di verdure tritate a crudo), il Tarassaco o cicoria con acciughe, le zucchine trombetta e le uova al tegamino con bottarga. Oggi l’insegna storica non c’è più, sostituita con una più moderna e al passo coi tempi. Purtroppo tutto cambia, si spostano i palazzi, le persone, gli oggetti, ma la emozioni e le sensazioni del passato no, quelle non si possono spostare.

# La Balera dell’Ortica

Credits: @alberto_cartasegna
La Balera dell’Ortica

Personalmente ho un ricordo molto preciso di questo luogo. Durante un carnevale organizzato dai ferrovieri, avevo partecipato e ballato con una bambina della mia età e alla fine avevo anche vinto un premio. Ho impiegato anni per collegare questo ricordo alla balera dell’Ortica, un luogo, a dire il vero, un po’ nascosto e che lo raggiungi solo se conosci bene la zona. L’ingresso, a mio parere, non è tra i più invitanti, ma una volta entrati è facile essere coinvolti dall’anima e dal cuore con i quali la famiglia Di Furia (mamma e cuoca Rita, papà e colonna portante Antonio, le gemelle Veronica e Marina e infine Giuseppe) da anni, gestisce la loro attività storica. Nonostante il nome possa ricordare solo attività danzerecce, la Balera dell’Ortica è anche una trattoria, una bocciofila e una sala da ballo (ovviamente), ma anche un Garage Market che, negli ultimi anni, è diventato un po’ il fiore all’occhiello della Balera. Una sorta di piccola sagra, dove a ritmo di rock’n’roll e swing, con gustosi street food, ci immergiamo in un vero proprio mercato dell’usato, dell’hand made e del vintage.



# La Ratera

Credits: @rosablublu
La Ratera

Infine ci spostiamo dalle parti del Parco Trenno (o Parco Aniasi) e più precisamente in via Ratti 22, dove si trova una delle birrerie più celebri che, col tempo, ha aperto un vero e proprio ristorante. Entrando, sembra di trovarsi in uno dei film di Celentano o di Pozzetto. Un luogo magico e che ha fatto del gusto un obiettivo e un vanto. Ancora oggi i suoi piatti, le degustazioni di vino e di birra la rendono un posto amichevole dove trascorrere una serata in compagnia dei più cari amici. In estate, durante le serate roventi milanesi, aprono anche il giardinetto nel retro che è davvero suggestivo. Magari è un po’ fuori mano dalle mete tipiche milanesi, ma vi basta dare un’occhiata al suo sito web per rendervi conto che i giudizi e i commenti di chi c’è stato è sempre positivo. Insomma restarne delusi è praticamente impossibile. Forse il punto debole è la velocità del servizio, ma tra amici non è il tempo che conta, ma la qualità del restare insieme.

Continua la lettura con: Il BAR BASSO: il locale iconico che inventò il Negroni sbagliato

MICHELE LAROTONDA

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Michele Larotonda nasce a Potenza nel 1977, ma vive e lavora a Milano. Da sempre appassionato al mondo della scrittura partecipa a un corso di scrittura creativa che lo fa avvicinare al mondo del cinema scrivendo sceneggiature per alcuni cortometraggi che hanno avuto visibilità in rassegne specializzate a Milano e a Roma. Scrive e conduce il programma radiofonico I 2 della Stangata andato in onda su Radio 2.0. Nel 2018 esordisce con il romanzo IL SOGNOSCURO (Link edizioni) e il 2020 è la volta di DA UN’ALTRA PARTE (PAV edizioni). Collabora con i portali Sul Romanzo e RockShock.