TANGENZIALI 2, IL SEQUEL: altre 7 CURIOSITÀ che forse non sapete

L'uscita a sinistra, la barriera, i film: altre sette curiosità poco note sulle tangenziali di Milano

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Dopo il successo del primo articolo, pubblichiamo altre sette curiosità e aneddoti  poco conosciuti sulle tangenziali milanesi.

TANGENZIALI 2, IL SEQUEL: altre 7 CURIOSITÀ che forse non sapete

#1 La BARRIERA di Sesto San Giovanni sulla Tangenziale Nord doveva essere provvisoria

Credits: ilgiorno.it – Casello di Sesto San Giovanni

La Barriera di Sesto San Giovanni nelle previsioni originarie doveva rimanere in piedi solo per 10 anni. Invece è rimasta al suo posto, così come il pedaggio per transitarvi che dalle 1.200 lire di più di 20 anni fa oggi è arrivato a € 2,40. 

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#2 Alle tangenziali milanesi è stato dedicato un LIBRO

Gianni Biondillo e Michele Monina, il primo apprezzato scrittore di gialli, il secondo, milanese d’adozione, da sempre appassionato di psico-geografia, hanno compiuto una specie di pellegrinaggio lungo le tangenziali di Milano e poi ci hanno scritto un libro: “Tangenziali, due viandanti ai bordi della città”.

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#3 Negli anni ’60-’70 erano un set cinematografico per i FILM sulla mala milanese

 

Sulle tangenziali milanesi sono stati girati film come “Milano calibro 9”, “Il caso venere privata”, Storie di vita e malavita” e “Il giustiziere sfida la città”. Il set ideale per gli inseguimenti indimenticabili fra le Alfette dei rapinatori e le Giulette verdi della polizia. O per ambientare qualche sordido crimine nella periferia degradata della metropoli, che la presenza della tangenziale rendeva ancora più alienata e degradata. 

#4 Il TRACCIATO della tangenziale est rimase vicino al centro urbano a causa di Berlusconi

Il tracciato originario della Est doveva essere più esterno, rispetto all’attuale, più verso l’aeroporto, solo che un pochino più a nord avrebbe finito per passare sopra alcuni terreni dove Silvio Berlusconi aveva in progetto la realizzazione di Milano Due.

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#5 Lo spostamento del tracciato tagliò FUORI il borgo rurale di Monluè dalla città

 

Il tragitto venne così spostato più verso la città, dove però gli spazi a disposizione erano decisamente ridotti e il nuovo progetto dovette fare i conti col borgo rurale di Monlué, formato da una chiesa e una cascina agricola, fondato nel 1267 dagli Umiliati di Santa Maria in Brera, ancora oggi uno dei migliori esempi sopravvissuti di quel tipo di organizzazione. La tangenziale fu fatta letteralmente girare attorno alla chiesa, tagliando fuori il borgo dalla città e decretandone di fatto la fine.

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#6 Lo svincolo di Linate-Forlanini realizzato A SINISTRA per mancanza di tempo e soldi

I ricordi dello svincolo di Linate-Forlanini a sinistra ce l’hanno in molti, e ci vollero quasi 50 anni e la palma di strada maggiormente a rischio di tutto il paese, peggio della Salerno-Reggio Calabria, con una media di otto morti per chilometro, per rimediare. Ma perché fu realizzato in quel modo? Per colpa della variante necessaria a risolvere il problema del quartiere Monluè, ci fu un allungamento dei tempi e un inevitabile aumento dei costi. Si decise quindi di non indugiare oltre e di realizzare un svincolo sulla sinistra, più veloce e meno problematico per gli spazi da utilizzare già ridotti all’osso. 

#7 La tangenziale Est realizzata su parte del CANALE NAVIGABILE Milano-Cremona

Nell’area di Porto di Mare sarebbe dovuto sorgere il porto per il canale navigabile Milano-Cremona. Con lo stop al completamento del canale sull’area di “Porto di Mare”, nel 1986 iniziarono le opere di bonifica per futuri utilizzi. Sul tracciato del canale di ingresso in città venne invece costruita la Tangenziale Est di Milano.   

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FABIO MARCOMIN

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Fabio Marcomin
Giornalista pubblicista. Laurea in Strategia e Comunicazione d’Impresa a Reggio Emilia. Il mio background: informatica, marketing e comunicazione. Curioso delle nuove tecnologie dalle criptovalute all'AI. Dal 2012 a Milano, per metà milanese da parte di madre, amante della città e appassionato di trasporti e architettura: ho scelto Milano per vivere e lavorare perché la ritengo la mia città ideale.