🛑 Studio tedesco: “MUSEI e TEATRI NON sono LUOGHI A RISCHIO”. Due invece i luoghi critici per i contagi

Calcolati i livelli di rischio degli spazi chiusi. Musei, cinema e teatri al minimo. Sono altri invece i luoghi più pericolosi

Credits: @camilla_petrocelli Facciamo luce sul teatro

Da un anno a questa parte, tra i luoghi pubblici, i musei, cinema e  teatri sono stati quelli a soffrire di più. Dopo mesi di chiusura nel primo lock-down di marzo 2020, hanno visto uno spiraglio di luce in estate, ma, non appena i contagi si sono rialzati, ecco che le restrizioni sono tornate e i luoghi di cultura si sono ritrovati a dover chiudere le loro porte.

Studio tedesco: “MUSEI e TEATRI NON sono LUOGHI A RISCHIO”. Due invece i luoghi critici per i contagi

# Un anno buio per i luoghi di cultura

Credits: @davide_mauri97
Museo del 900

Oserei dire un anno buio per tutti, ma musei, cinema e teatri sono stati colpiti in pieno. In molti paesi europei e non, i cittadini hanno smesso di poter ammirare dal vivo opere d’arte o assistere ad uno spettacolo. Se non fosse per Netflix o altri portali, neanche i più appassionati di film potrebbero godersi le nuove uscite, perché le belle poltrone davanti al grande schermo non sono occupate ormai da molto tempo. Anche se, in Italia, nell’ultimo periodo è “arrivata una gioia” per i musei: in zona gialla hanno potuto aprire durante la settimana. Ma, vedendo l’andamento dei contagi, quante regioni rimarranno effettivamente gialle? Lo stesso Draghi sembra aver mostrato un interesse per questi luoghi, tanto che si pensa che dal 27 marzo questi potranno respirare un po’ più di aria.


# La Tecnische Universität di Berlino sembra dire NO alle loro chiusure. Occhio a trasporti e supermercati

Credits: @amazon.it
aperto o chiuso

Secondo una studio della Tecnische Universität di Berlino condotto dall’Hermann-Rietschel-Instituts, andare nei teatri, cinema e musei non è più pericoloso del frequentare qualsiasi altro luogo pubblico, anzi. Analizzando alcuni fattori, quali la qualità dei flussi d’aria, il tipo di attività svolte e la quantità di particelle di aerosol nell’ambiente, è stato calcolato il valore di “R” (cioè quante persone un individuo affetto da Covid-19 può contagiare in media). E pensate un po’ i musei e teatri sono risultati essere i più sicuri. Se occupati al 30% e con tutti i visitatori che indossano la mascherina, infatti, in questi luoghi c’è un indice R di solo 0,5. Neanche i parrucchieri, per ora aperti anche nelle zone rosse, hanno un valore così basso (0,6). Se poi si pensa ai supermercati con il loro R pari a 1,1 , sembrano essere più sicuri i trasporti pubblici con l’R al 0,8.

Credits: @camilla_petrocelli
Facciamo luce sul teatro

# Politica delle chiusure da rivedere?

Ma allora mi chiedo, se un taglio di capelli è considerato di estrema necessità, acculturare gli italiani non è forse altrettanto importante? Nessuno dice di dover chiudere quei luoghi dove l’indice R è più alto di quello di musei, teatri e cinema, ma perché non aprire anche i luoghi di cultura? Musei e teatri hanno cercato di inventare qualsiasi stratagemma per portare, almeno virtualmente, un po’ di cultura nelle case degli italiani, ma si sa che vedere uno spettacolo a teatro o a casa non è la stessa cosa. E allora, visto che adesso anche i tedeschi hanno confermato che i luoghi di cultura non sono così pericolosi, caro Governo, perché non pensiamo a inserirli nei luoghi da aprire, e forse non solo in zona gialla o bianca?

Fonti: artribune.com



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BEATRICE BARAZZETTI

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