Prove generali di Apocalisse

Ieri abbiamo avuto il sentore di quello che può accadere


Ieri abbiamo avuto il sentore di quello che può accadere in un mondo interconnesso e digitale. Basta un server in panne e si fermano i tre principali servizi social del mondo, innescando a cascata montagne di problemi, mandando in tilt banche e servizi alternativi.
Ma per una vera apocalisse non basta questo.

Ci vorrebbe anche che il Canada producesse metà del grano del solito o che la Russia ci fornisse metà del gas che ci fornisce normalmente. E visto che il gas serve anche per produrre fertilizzanti le conseguenze si ripercuoterebbero nel settore agricolo, riducendo drasticamente la produzione e facendo salire i prezzi alle stelle dei prodotti alimentari.


Tutte le materie prime, compreso il petrolio, dovrebbero triplicare o quadruplicare il prezzo rispetto a un anno prima. E le fonti alternative come l’uranio dovrebbero aumentare di prezzo fino a quaranta volte.

Occorrerebbe poi che le aziende che producono microchip e semilavorati non fossero in grado di soddisfare la domanda del mercato e i materiali da costruzioni, dal legno, rame, ferro o alluminio, raggiungessero quotazioni stellari rendendo quasi insostenibile la realizzazione di nuovi manufatti.

Contemporaneamente a questo sarebbe necessario un divieto al 20% di lavoratori di entrare nelle aziende, una bella riforma del catasto, una nuova tassa sulla spazzatura, lo sblocco delle cartelle esattoriali e forti vincoli all’organizzazione di eventi, fiere e alla libera circolazione dei turisti. E oltre a questo che lo Stato si facesse carico di ogni attività facendo esplodere il suo debito oltre il 160% del PIL.



Tutto questo dovrebbe avvenire con salari e stipendi che si riducono come valore reale tornando ai livelli del 1990 e che il Presidente della più grande potenza mondiale dichiarasse che è in arrivo un meteorite sull’economia del Paese.

Questi sarebbero gli ingredienti perfetti per un’apocalisse. La cosa interessante è che sono tutti in atto.

Ps. I nostri nonni raccontano che l’estinzione dei dinosauri è stata meno eclatante.

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