Piromane di notte, pompiere di giorno

Spesso chi propone le soluzioni è colui che ha creato il problema


Un film svedese, Kops, racconta la storia di una centrale di polizia di un piccolo paese in cui non succede mai nulla. Per scongiurare il rischio di venire trasferiti dove ci sia più bisogno, i poliziotti iniziano a provocare dei crimini in modo da poter essere loro poi a doverli risolvere. In questo modo salvano il loro lavoro e si ergono a eroi della piccola comunità locale.

Spesso chi propone le soluzioni è colui che ha creato il problema. Problema e soluzione sono due facce della stessa medaglia: apparentemente in contrasto fanno parte della stessa strategia di condizionamento sociale.

Vi ricordate gli scandali di quando Microsoft venne accusata di diffondere dei virus informatici per vendere gli antivirus?
Colpisce la similitudine con quello che stiamo vivendo adesso. La pandemia generata da un virus su cui ci sono ombre sulla sua possibile origine artificiale che poi ha condizionato la vita del pianeta per oltre un anno finché sono arrivati i salvatori con un vaccino realizzato a tempo di record.

È di ieri la notizia che i social network del gruppo Facebook sono stati resi inutilizzabili per il periodo più lungo da quando sono stati creati. Cosi è diffusa la paura sul collasso dei sistemi di comunicazione e di accesso ai servizi bancari che il perdurare di questa situazione avrebbe creato. Così, a piccoli passi, una nuova paura si instilla nella percezione umana: nello stesso tempo il sistema invoca a gran voce soluzioni che comportano una sempre maggiore dipendenza dal sistema.

La gestione del potere attuale è un modello di condizionamento di massa che si basa sul principio hegeliano di tesi, antitesi e sintesi come motore del mutamento storico.
Un processo in cui le stesse mani sono artefici della tesi, dell’antitesi e della conseguente sintesi.

“Non dobbiamo sorprenderci che l’Europa abbia bisogno di crisi, e di gravi crisi, per fare passi avanti. I passi avanti dell’Europa sono per definizione cessioni di parti delle sovranità nazionali a un livello comunitario. È chiaro che il potere politico, ma anche il senso di appartenenza dei cittadini a una collettività nazionale, possono essere pronti a queste cessioni solo quando il costo politico e psicologico del non farle diventa superiore al costo del farle perché c’è una crisi in atto, visibile, conclamata (Mario Monti) 

LA FENICE

Continua la lettura con: Aggravare la situazione fingendo di risolverla

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