Milano vista dalla VALTELLINA

Come si vedono i milanesi dalle cime delle montagne

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Due anni fa mi sono trasferita a Milano da Talamona, paese di 5.000 abitanti a pochi chilometri da Morbegno. Nata e cresciuta in Valtellina avevo molti preconcetti sui milanesi che ho scoperto in parte essere veri.

I milanesi in Valtellina

Per i valtellinesi la targa MI vuol dire solo una cosa: CODA.

Un classico. Domenica, ore 18:30, SS38 bloccata dai Suv milanesi che rientrano dal weekend sulla neve. Vedendoli così incolonnati ci fanno pensare che non abbiano nessuna fretta di ritornare in città. Noi li capiamo bene: belli ghiotti di pizzoccheri e fieri delle loro discese a spazzaneve, come si può essere felici di rientrare nello smog cittadino?

Discese a spazzaneve? Vero, esagero, però tra di noi si scherza molto vedendo i milanesi atteggiarsi sule piste come dei fenomeni, quando ci basta un’occhiata per distinguerli dai nostri che anzi, l’unica vera paura che hanno quando si lanciano sulle nere e sui fuoripista è di scontrarsi con uno sciatore di pianura nelle sue maldestre traiettorie.

Comunque, malgrado le prese in giro, noi valtellinesi siamo comunque attratti da Milano.  La frequentiamo spesso per lavorare, per studiare o semplicemente per fare shopping. E per chi la frequenta solo mordi e fuggi, l’immagine peggiora pure: decidi di raggiungere la città in treno ma scopri che nel prezzo sono compresi anche i ritardi, allora vai in macchina, ma “che stress il traffico milanese!”, capisci quindi che l’opzione più conveniente è forse l’aereo.

Ecco, ci siamo, ma una volta arrivati rimpiangi la fresca aria valtellinese quando le porte della metropolitana si chiudono e ti ritrovi a sudare tra uomini in giacca e cravatta che ti guardano male perchè indossi il golf di lana cucito dalla nonna.

Questo accadeva a me, come a molti valtellinesi e non, che non vivono Milano ma la assaggiano. Trasferendomi per motivi di studio in città ho così scoperto che una delle caratteristiche di Milano è proprio quella di non lasciarsi assaggiare. La vera Milano la si scopre come degli esploratori andando al di là delle apparenze. Anche se prima di parlare di tutte le mie scoperte in un prossimo articolo, devo confessare che alcuni degli stereotipi sopra rimangono ancora nella mia mente anche dopo che vi ho conosciuti meglio:

Tendete molto a muovervi in massa, quasi con compiacimento del ritrovarvi tra di voi, date la sensazione di prendere spesso le cose in modo un po’ pesanti risultando un po’ frenati a godervi il bello della vita e, soprattutto, sugli sci non c’è gara.

ALESSIA TARABINI

 

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