Lo SCHERMO che INDIVIDUA il Covid in un istante

Grazie a questa tecnologia si potrebbe riaprire tutto in sicurezza. Ecco come funziona

Credits: mfn.it

Una innovazione che potrebbe consentire di riaprire svolgendo una doppia funzione di screening delle persone e di messa in sicurezza di ogni locale aperto al pubblico. Così il sistema sanitario potrebbe concentrarsi sulla cura dei malati e sulla somministrazione dei vaccini. Ecco come funziona.

Lo SCHERMO che INDIVIDUA il Covid in un istante

# La tecnologia è basata su sensori al grafene che consentono di rilevare infinitesime alterazioni nelle onde e nei campi elettromagnetici 

Credits: mfm.it

La tecnologia applicata per la produzione di AISKOM è basata su sensori al grafene di esclusiva produzione grazie ai quali vengono rilevati infinitesime alterazioni nelle onde e nei campi elettromagnetici coinvolte nel grande spettro di analisi senza nuove emissioni. Nello specifico il sensore è in grado di effettuare il controllo di: batteri, salubrità, sostanze pericolose, allergeni, contaminazioni di corpi estranei, analisi del sangue, analisi dei batteri, analisi del corpo umano, sulla base di parametri, urgenti, salvavita o rutinari. ”


# La presenza dei nucleotidi virali del Covid-19 viene riconosciuta all’istante. Con questo totem in ogni struttura pubblica o privata si potrebbe riaprire tutto in sicurezza

La presenza dei nucleotidi virali del Covid-19 viene riconosciuta all’istante grazie al grafene e potrà essere utile anche per riconoscere virus futuri senza la necessità di alcun contatto fisico e soprattutto pur in assenza di sintomi quali febbre. Con questo Totem messo all’ingresso di qualsiasi struttura pubblica o privata come ospedali, scuole e università, teatri, cinema, ristoranti, bar, aziende e negozi si potrebbe riaprire tutto in sicurezza senza le restrizioni a cui siamo abituati. Infatti oltre a controllare in modo costante l’ingresso delle persone per identificare quelle potenzialmente infette, consente di monitorare se durante la permanenza all’interno dei locali in alcune di esse sia in atto l’insorgenza del virus. Con il controllo del numero di accessi permette anche di verificare le presenze per garantire una gestione dell’affollamento.

# Presentato ad Aprile 2020 allo Spallanzani di Roma, i test effettuati con i sensori confermavano la loro totale attendibilità confrontati con le analisi di laboratorio

Questa tecnologia si sarebbe potuta utilizzare già all’inizio della pandemia, facilitando il tracciamento delle persone positive, vista la difficoltà di eseguire tamponi di massa, per poi isolarle e non costringendo al lockdown milioni di persone. Ad Aprile 2020 in una presentazione del Totem all’Ospedale Spallanzani di Roma veniva dimostrato come i test effettuati con i sensori Aiskom, confrontati con i risultati di tamponi ed analisi cliniche di laboratorio, confermassero la totale attendibilità e corrispondenza degli esiti nei risultati rispetto agli esami clinici, e spesso discordanti con i tamponi. Gli stessi risultati erano stati avvalorati da indagini e test clinici effettuati anche da alcuni noti ospedali e cliniche lombarde.

# Un sorvolo aereo a Marzo 2020 sopra Brescia aveva “mappato” la diffusione del virus

Sorvolo areo Brescia Marzo 2020

La tecnologia con sensori al grafene era stata sperimentata a Marzo 2020 in larga scala sorvolando i cieli di Brescia mostrando la diffusione del virus in città, come si vede dall’immagine dove ogni puntino rosso corrisponde ad un soggetto positivo con preciso indirizzo, e le aree ad alta concentrazione in corrispondenza delle strutture di ricovero e del cimitero. Con un controllo di questo genere su tutte le aree più a rischio si sarebbe potuto avere un’arma in più per fermare la propagazione del virus a tutta la penisola isolando le città più colpite, quali appunto Brescia e l’area di Bergamo.



In questo video un esempio di come funziona: Video Schermo Anti Covid

Fonte: Ufficio Stampa Mfn.it

FABIO MARCOMIN

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Fabio Marcomin
Laurea in Strategia e Comunicazione d’Impresa a Reggio Emilia, ICT & Marketing è il mio background. Curioso del futuro e delle tecnologie più innovative: Bitcoin, cryptovalute e blockchain sono le parole che mi guidano da alcuni anni. Dal 2012 a Milano, per metà milanese da parte di madre, amante della città e appassionato di trasporti e architettura: ho scelto Milano per vivere e lavorare perché la ritengo la mia città ideale.