🛑 La STRAORBITALE diventa realtà (anche se con altro nome): 70km di ciclabile attorno a Milano

Si realizza il progetto che riprende il percorso di ciclabile che circonda la città vincitore degli Expop 2012. Ecco il tracciato e l'idea originale

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Credits: bici.milano.it

Nasce Abbracciami, il progetto di percorso ciclabile che circonda la città e che riprende il celebre progetto di Straorbitale, che doveva percorrere il Parco Orbitale, “il più grande parco urbano del mondo”, ideato da Giacomo Biraghi. Progetto vincitore della manifestazione Expop 2012. Ecco il tracciato e l’idea originale.

La STRAORBITALE diventa realtà (anche se con altro nome): 70km di ciclabile attorno a Milano

# Nasce la Straorbitale vincitore di Expop 2012, anche se con un nome diverso

Credits: umap.openstreetmap.it

E’ stato presentato “AbbracciaMi” un itinerario in bici, che circonda Milano, i suoi quartieri principali, le strade secondarie e i parchi cittadini, messo a punto da alcune istituzioni e associazioni locali. Consiste in un percorso ciclabile che tocca tutti i quartieri di Milano e tutti i parchi che circondano la città come il Parco Gino Cassinis, quello del Trapezio, il Parco dell’Acqua, il Bosco in città, Parco della Vettabbia, con l’obiettivo di mettere in comunicazione centro e periferia.

Non essendo presenti strade sterrate, ma piste ciclabili e viabilità ordinaria, è consigliato l’utilizzo di un modello di bicicletta cittadino. Il tempo di percorrenza è stimato tra le 4 h 30 e le 6 ore e il percorso è libero pur non mancando un itinerario base con partenza dal centro di Milano e arrivo a Crescenzago. Il progetto di Abbracciami però non è completamente nuovo: a molti ricorda quello della “Straorbitale” vincitore dell’edizione di Expop 2012. Vediamo come era stato pensato il progetto originale e chi lo ha fatto concepito. 

# L’idea originale del Parco Orbitale e della Straorbitale

L’idea di Abbracciami riprende molti aspetti di un progetto ancora più ambizioso: il Parco Orbitale, ideato da Giacomo Biraghi, vincitore di diversi premi, tra cui la prima edizione di Expop organizzata dall’Associazione Vivaio nel 2012, la versione pop di Expo. In quell’occasione erano stati i milanesi a votare in massa per questo progetto visionario.

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Il progetto “Parco orbitale” consisteva nel denominare con un unico nome le aree verdi che si trovano nella cintura di Milano, tra la circonvallazione esterna e la tangenziale. Rappresenta una “federazione della cintura verde” dei parchi attorno a Milano, come Parco Agricolo, Parco Nord, Parco Lambro, Forlanini, Trenno e altri, per formare così uno spazio unitario che rappresenterebbe per dimensioni il più grande parco urbano del mondo, con circa 72 chilometri di conferenza. 

Tra le iniziative per far nascere il parco la prima era appunto la “Straorbitale”, una corsa in bicicletta lungo tutto la circonferenza del parco, di cui era stata organizzata anche un’edizione con molti partecipanti durante Expop 2012 per promuovere il progetto.

Ma il Parco Orbitale non consisteva solo in una ciclabile attorno a Milano: si ipotizzava la produzione di mappe della città che recassero la dicitura di Parco Orbitale per tutte le aree verdi che cingono Milano e la realizzazione di infrastrutture ad hoc di collegamento e di accoglienza per renderlo un luogo di attrazione. Abbracciami riesce quindi a portare alla luce alcuni elementi del progetto di Biraghi, in particolare dei tratti di ciclabile e alcuni cartelli segnaletici. Peccato per il nome: Straorbitale sarebbe stato molto più evocativo e spendibile a livello di marketing in tutto il mondo. Oltre che un riconoscimento per chi ha concepito un progetto molto apprezzato dai milanesi. 

Continua la lettura con: A Milano il più grande PARCO URBANO del mondo

FABIO MARCOMIN

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Fabio Marcomin
Giornalista pubblicista. Laurea in Strategia e Comunicazione d’Impresa a Reggio Emilia. Il mio background: informatica, marketing e comunicazione. Curioso delle nuove tecnologie dalle criptovalute all'AI. Dal 2012 a Milano, per metà milanese da parte di madre, amante della città e appassionato di trasporti e architettura: ho scelto Milano per vivere e lavorare perché la ritengo la mia città ideale.