La BANDIERA di MILANO non è quella di GENOVA!

Pochi milanesi conoscono il significato della nostra bandiera: la copia di quella di Genova? Non è così

ph. ebay

Pochi milanesi conoscono il significato della nostra bandiera. generalmente si ritiene che, come quella inglese, sia la copia di quella genovese. Invece non è così: ma qual è la sua storia?

Leggi anche: la bandiera di Milano è la copia di quella di Genova


La BANDIERA di MILANO non è quella di GENOVA!

Siamo poco affezionati alla nostra bandiera, perché crediamo essere copiata da quella di una città rivale. Cambierebbe qualcosa sapere che è originariamente pensata per sbandierare (letteralmente) l’ambizione di autonomia, ed è dedicata al nostro amatissimo patrono?

La bandiera di Milano, erroneamente chiamata Croce di S. Giorgio, è in realtà la bandiera di S. Ambrogio.
Come molte bandiere delle città dell’Alta Italia pre-unitaria, nasce in epoca medievale e giunge fino all’epoca moderna, conservando intatte quasi tutte le caratteristiche di un simbolo. L’aspetto identitario, ovvero l’orgoglio di riconoscersi in quel vessillo, è l’unico da ridefinire.

# La bandiera meneghina: un simbolo sconosciuto ai milanesi

credit: charitystars

Nella stagione calcistica 2006-2007, l’Inter ha usato nelle competizioni la maglia del centenario della fondazione della squadra: una casacca bianca con la croce rossa. Durante una partita di Champions League con il Fenerbache, un avvocato turco ebbe modo di sentirsi offeso, perché l’Inter ostentava simboli dei crociati
Furono in pochissimi a rispondergli, per altro pacatamente, che la squadra milanese intendeva onorare la bandiera meneghina, nel centesimo anniversario della propria fondazione sportiva.
Ho sempre trovato questo episodio molto emblematico, che rivela quanto poco attaccamento hanno i milanesi verso la propria bandiera ma, soprattutto, quanto poco conoscono quel simbolo e quei colori.



# Ciò che rimane della rivalità di Milano con il Sacro Romano Impero

ph. wikipedia

Eppure quella bandiera, ha origini antichissime e – come per molte città lombarde – si forma nell’XI° secolo

Il fatto che sia rimasta immutata per secoli, è segno che i milanesi prima di noi ci si sono identificati e riconosciuti con orgoglio, in quel simbolo.
A quel tempo Milano era fiera Città Stato, modello giurisdizionale atipico che cercava di sfuggire alla morsa dell’Imperatore. Come dimenticare la rivalità che portò Federico Barbarossa a sopprimere le velleità di Milano, o come Milano si riprese dalla distruzione perpetrata dall’Imperatore.
Erano tempi in cui i modi semplici erano un obbligo, la popolazione alfabetizzata era la minima parte. Quindi per i rivali dell’Imperatore che avevano la necessità di farsi riconoscere dai propri alleati, la soluzione era non tanto di usare un vessillo completamente diverso, quanto usare lo stesso del rivale, ma con colorazione opposta

Se l’Impero era identificato da un vessillo cruciforme, croce bianca in campo rosso, ai rivali – come Milano – è bastato adottare un emblema uguale ma con colorazione invertita.

# La bandiera di San Giorgio? No, di Sant’Ambrogio!

ph. Flickr

Fin qui nulla di nuovo. In fin dei conti, quella simbologia è propria di San Giorgio, santo militare per eccellenza e protettore dell’Inghilterra.
Nonostante le credenze che tale scelta assomigli alla bandiera dell’Inghilterra, che a sua volta era copiata (questa sì) dal vessillo di Genova, se andiamo a vedere le fonti ci accorgiamo che non è così.
Indagando i documenti storici, possiamo notare che non c’è la minima traccia che quello della Lega Lombarda fosse ispirato al vessillo di S. Giorgio.
Al contrario, nelle fonti medievali milanesi, la bandiera della città è chiamata espressamente Vexillum Sancti Ambrosii, la bandiera di S. Ambrogio.

Considerando l’importanza dedicata alla sfera religiosa nel medioevo, è normale che il vessillo fosse dedicato al Santo Patrono e – conoscendo l’attaccamento dei milanesi verso il proprio patrono – è naturale accettare che la cavalleria della città, abbia dedicato la bandiera a S. Ambrogio.

La questione è che si può parlare di bandiera di San Giorgio: il patrono della nazione, nel caso dell’Inghilterra. In tutti gli altri casi è bene consultare prima le fonti a disposizione.

# Lo stesso accadde in tante città lombarde

ph. ebay

Le città che, come Milano, hanno adottato il vessillo opposto a quello imperiale, sono tante. Molte di queste le troviamo coalizzate nella Lega Lombarda contro il Barbarossa e sono le città di tradizione guelfa: Varese, Lodi, Bologna, Mantova, Vercelli, Alessandria e Padova.
Anche per tutte queste città, non si dovrebbe parlare di Croce di San Giorgio, ma della bandiera collegata al loro patrono, in quanto la bandiera con una croce rossa in campo bianco è un vessillo comune a molti santi militari, che sono noti per essere stati dei grandi cavalieri, diventati poi patroni militari.

Un emblema che dal campo militare e dai successi conseguiti sul campo di battaglia è stato adottato in ambito civile, guardato con orgoglio dai cittadini e innalzato come esempio da seguire nel futuro.

Un motivo in più di orgoglio storico, è pensare a quando, nel Nord Italia è iniziata l’era dei Comuni. L’ambizione e la fame di autonomia di questi si è contrapposta in maniera feroce al feudalesimo vigente, portando i cittadini e i loro cavalieri ad ostentare con forza le proprie convinzioni, disposti a sacrificare quanto di più caro per ribadire le proprie idee.

Succede così che le bandiere si sono trasferite dall’ambito militare a quello del singolo territorio, adottando un ulteriore simbolo: la bandiera. Nel nostro caso, la bandiera di Sant’Ambrogio.

Mostrare attaccamento al vessillo meneghino, non è assolutamente una mancanza di rispetto nei confronti della bandiera nazionale. La bandiera di Milano ha ricevuto – prima assoluta in Italia la medaglia al valore per il Risorgimento, quello che ha portato all’adozione del tricolore verde-bianco-rosso.
Aggiunge identità al nostro territorio, unico nel suo genere.

Tutte le considerazioni sono tratte dal webinar “Bandiere di libertà” organizzato dall’Associazione Gilberto Oneto.

Leggi anche: I 15 PROVERBI più saggi del DIALETTO MILANESE

LAURA LIONTI

Se vuoi collaborare al progetto di Milano Città Stato, scrivici su info@milanocittastato.it (oggetto: ci sono anch’io)

ENTRA NEL CAMBIAMENTO: Ti invitiamo a iscriverti alle nuove newsletter di milanocittastato.it qui: https://www.milanocittastato.it/iscrizione-newsletter/
Ti manderemo anche notizie che non pubblichiamo sui social

Le città più internazionali e aperte al mondo sono delle città stato come #Amburgo #Madrid #Berlino #Ginevra #Basilea #SanPietroburgo #Bruxelles #Budapest #Amsterdam #Praga #Londra #Mosca #Vienna #Tokyo #Seoul #Manila #KualaLumpur #Washington #NuovaDelhi #HongKong #CittàDelMessico #BuenosAires #Singapore

Il nostro sogno per l’Italia? Un’Italia federale, con forte autonomia per le aree urbane e i territori omogenei. Un Paese che premi il fare rispetto al non fare, con una forte propensione all’innovazione, che valorizzi le sue eccellenze distintive e che miri a essere sempre migliore, mettendo al centro il cittadino libero e responsabile verso la comunità.


Articolo precedenteLe parole zombie
Articolo successivoStudio choc: 9 ITALIANI su 10 pronti a EMIGRARE all’ESTERO
Laura Lionti
Tecnico del suono milanese, nata da milanesi importati dalla Sicilia. Il mio quartier generale è sempre stato il Gallaratese con i suoi giardini e il verde, difeso a volte a spada tratta. Sogno che Milano si candidi a luogo ideale per creare un laboratorio a cielo aperto che ricerchi e trovi la soluzione per le Smart Cities, Città e comunità sostenibili: obiettivo 11 degli SDGs