Il borgo super COLORATO sulle sponde del PO a due ore da Milano

Nominato tra i “borghi più belli d’Italia”, è considerato il piccolo gioiello dei Gonzaga

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Quella di un piccolo borgo in provincia di Mantova è una storia che parte da tempi lontani, dal II secolo d.C, quando Galli ed Etruschi si stanziarono sulle zone padane, successivamente vi furono i Romani e infine passò sotto il dominio della famiglia Gonzaga fino al 1707. Qui la vita prosegue secondo il ritmo tranquillo, ma mai noioso, della campagna, mantenendo tutto il suo fascino storico.

Il borgo super COLORATO sulle sponde del Po

# Il gioiello dei Gonzaga

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Grazie alla sua bellezza e al suo passato ricco di storia, il piccolo borgo di Pomponesco affacciato sulla riva sinistra del fiume Po, si è aggiudicato un posto nella classifica dei “Borghi più belli d’Italia”. Passato di man in mano da Etruschi, Galli e romani, a forgiare questo borgo-gioiello però, sono stati i Gonzaga.


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Fu proprio Giulio Cesare Gonzaga a modificare Pomponesco nel 1579 per plasmarla in quella che per lui era la città ideale. Stravolse la quiete della cittadina, stabilendovi così la sua residenza e portando con sé la sua corte.

# Ha suggestionato perfino i grandi registi

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Il borgo, dunque, fu testimone di una serie di riordini urbanistici che lo portarono ad assumere la tipica architettura “gonzaghesca” con un castello esagonale in pieno centro da cui partivano due direttrici che suddivisero l’abitato in quattro aree distinte e simmetriche, le quali sono visibili tutt’oggi.



Il castello purtroppo fu demolito dai Francesi sul finire del Settecento e al suo posto vi è stata costruita la piazza XXIII Aprile, la più importante del borgo. La Piazza, “simmetrica e teatrale” tale da suggestionare perfino grandi registi come Zavattini, Bertolucci e Soldati, è circondata da portici e palazzi storici dove un tempo soggiornavano i cortigiani.

# Casette colorate e un’atmosfera bucolica

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Nonostante non sia tanto grande, il borgo di Pomponesco ha una sostanziosa offerta culturale. Nella piazza principale, svettano le torri campanarie del Palazzo Comunale e della Chiesa di Santa Felicita e dei Sette Fratelli Martiri, restaurata nell’Ottocento, e il Palazzo Cantoni.

La Piazza XXIII Aprile si apre, poi, in un’ulteriore piazzetta che porta al caratteristico porticciolo e all’argine del fiume. Vi si può trovare anche lo splendido Teatro 900, il tipico teatrino di paese che oggi rappresenta un gioiello da preservare. Ma quello che attira ancora di più l’attenzione, sono le numerose casette colorate e vivaci attorno al centro storico che sembrano uscire da un dipinto, creando un’atmosfera antica, quasi bucolica.

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SELENE MANGIAROTTI

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