I 3 VANDALISMI CELEBRI contro le OPERE D’ARTE discusse di Milano

Milano è stata negli anni banco di prova per molti artisti, emergenti e non, che con le loro installazioni bizzarre hanno suscitato scalpore e disgusto, diventando spesso oggetto di vandalismo. Ricordiamo gli episodi più eclatanti

Credits: paperblog.com - Montagna di sale danneggiata dai tifosi del Milan

Milano è stata negli anni banco di prova per molti artisti, emergenti e non, che, con le loro installazioni bizzarre hanno fatto discutere i cittadini meneghini. Si potrebbero citare molti esempi in proposito: la scultura Ago e filo in piazza Cadorna, la Torre Branca nel parco Sempione e, più recentemente, l’albero della vita realizzato in occasione dell’Expo del 2015.

I dibattiti su queste particolari opere sono stati innumerevoli e, purtroppo, spesso esse sono state oggetto di vandalismo. Milano ha molti primati di cui andare fiera, ma il primato sul numero di vandalismi verso opere d’arte, verde e oggetti pubblici offusca la fama di una Milano civile. In questi giorni l’opinione pubblica si è schierata sulla “questione Montanelli”: la statua del celebre giornalista è infatti stata oggetto di vandalismo in seguito al riemergere di alcune zone d’ombra nella vita di Montanelli. Non possiamo quindi non ricordare tre vandalismi celebri che hanno interessato opere d’arte discusse a Milano.


I 3 VANDALISMI CELEBRI contro le OPERE D’ARTE discusse di Milano

# I “bambini impiccati” di Cattelan

Credits: disc.pellegrina.blogspot.com – I “bambini impiccati” di Cattelan

Nel 2004 La Fondazione Trussardi contattò Cattelan, celebre artista famoso per le sue opere-scandalo, al fine di commissionargli una installazione da porre in Piazza XXIV Maggio in occasione dell’anniversario della morte di Napoleone. Cattelan realizzò tre manichini raffiguranti bambini a piedi nudi, con gli occhi aperti e il cappio al collo, impiccati ad una quercia. L’opera suscitò un grande clamore e molti furono i contestatori che ritenevano che essa fosse contro la morale ed etica. L’artista spiegò che, come tutte le sue opere, anche essa era stata pensata come una violenta provocazione per le coscienze umane. Il mondo moderno, con i suoi orrori, ci pone davanti a innumerevoli scene violente e impressionanti tutti i giorni tramite i media. Questi bambini, con i loro occhi aperti ci invitano a riflettere e ad interrogarci.

Tale installazione avrebbe dovuto rimanere esposta per un mese ma, dopo solo un giorno, nella tarda serata, un uomo prese una scala e un seghetto, salì sulla quercia e staccò due dei tre manichini. Mentre stava staccando il terzo perse l’equilibrio e cadde procurandosi ferite e un trauma cranico. L’uomo, Franco De Benedetto, 46 anni, abitante di una vicina casa popolare affermò che non riusciva più a sopportare tale vista dalla finestra e pensò quindi di liberarsene. I vigili del fuoco, in seguito a tale evento, rimossero anche il terzo manichino.

# Le palme di Piazza Duomo 

Credits: ilportaledeitreni.it – Palme in Piazza del Duomo

Nel 2017 il comune di Milano lanciò un bando pubblico di sponsorizzazione per le aiuole presenti in piazza Duomo, precedentemente curate da Konica Minolta Business solutions. Tale bando fu vinto da Starbucks che decise di affidare il progetto all’architetto paesaggista Marco Bay. Egli volle piantumare delle palme, naturalmente con il benestare della Soprintendenza. Tale decisione scatenò sin dal suo annuncio una grande contestazione: molti milanesi infatti ritenevano che tale scelta fosse contrastante con l’identità meneghina e con i giardini già presenti a Milano. Tale fu la contestazione che il comune dovette fare un comunicato in cui faceva presente che la scelta del colosso del caffè era stata approvata dal comune e che nella tradizione ottocentesca della piazza erano già presenti dei filari di palme. Tali piante provenivano inoltre da vivai italiani.



Tanto accesa proseguì la critica da scatenare un atto vandalico nel febbraio del 2017: fu dato fuoco alle palme e una risultò gravemente danneggiata. Tale evento non fermò però il progetto: dopo pochi giorni furono piantumate anche piante di banano e degli arbusti di ortensie, hibiscus e bergenia.

Palma incendiata nel 2017

Il contratto di sponsorizzazione con Starbucks in scadenza a fine 2019, è stato rinnovato fino al 2022, con l’assetto dell’aiuole che rimarrà pressoché identico. La novità riguarderà le piantumazioni di banani, che saranno diradate, perché godendo di ottima salute negli anni gli alberi si sono moltiplicati e uno sfoltimento anche delle specie Miscanthus sinesis, anch’essa divenuta molto rigogliosa. Resteranno le altre specie vegetali presenti che garantiscono fioriture colorate: trachycarpus fortunei, musa ensete, malvoni, hibiscus, ortensie paniculate, spighe del miscanthus, con l’eccezione della Bergenia ibryda Bach, sostituita nel progetto con la Felce Dryopteris erythrosora, che offrirà un maggior risultato estetico e compositivo nella bordura delle strisce verdi a confine con la parte grigia della ghiaia nero ebano.

# La Montagna di sale di Mimmo Paladino per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia

Credits: airtribune.it – Montagna di sale

Nel 2011, in occasione dell’anniversario dei 150 anni dell’Unità d’Italia, fu installato in piazza Duomo un vulcano bianco, la celebre Montagna del Sale, realizzata da Mimmo Paladino. Tale artista aveva precedentemente realizzato tale opera a Napoli, nel 1995 ed essa era diventata un oggetto di culto collettivo. Questa architettura maestosa, con un diametro di 30 metri e un’altezza di 20 era ricoperta da uno spesso strato di sale da cui fuoriuscivano trenta sculture tra cavalli e frammenti di bronzo. Essa era stata fortemente voluta da Letizia Moratti che la volle collocare tra la statua di Vittorio Emanuele II e il Duomo, all’altezza dell’ingresso della Galleria.

L’installazione era ricca di significati: la distesa bianca rappresentava il silenzio, la sospensione silenziosa nel paesaggio della città. In questo contesto i frammenti che emergevano erano come tessere di un mosaico difficile da ricomporre: il nostro mondo caotico. Purtroppo anche tale opera fu oggetto di vandalismo, ad opera dei tifosi del Milan. Essi infatti, per festeggiare il diciottesimo scudetto della squadra salirono in massa sulla struttura facendo innumerevoli danni all’opera. Nelle ore successive allo scempio, al danno si unì la beffa, infatti molti frammenti di statue furono rubati da persone probabilmente convinte di poter realizzare un affare.

Credits: paperblog.com – Montagna di sale danneggiata dai tifosi del Milan

L’artista prese tale affronto con molta calma e non richiese nessun risarcimento personale, ma solo il pagamento per il ripristino dell’opera che ammontò a circa 150.000 euro, prontamente sborsati dall’allora amministratore delegato del Milan, Adriano Galliani, per conto della società rossonera.

GIULIA PICCININI

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Pubblicato da Milano Città Stato su Martedì 2 giugno 2020

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