🛑 “Dati sbagliati fin da maggio”: il LOCKDOWN di novembre si poteva EVITARE? Forse sì

I dati in mano al Ministero della Salute sarebbero sbagliati sin dal mese di Maggio. Ecco perché la Lombardia sarebbe potuta rimanere sempre aperta

Tassi di incremento dei contagi (media mobile) in relazione alle misure di contenimento (Lombardia)

Mentre continua la guerra tra regione Lombardia e governo centrale + Istituto Superiore di Sanità, arriva la notizia che i dati in mano al Ministero della Salute sarebbero sbagliati sin dal mese di Maggio. Ecco perché la Lombardia sarebbe potuta rimanere sempre aperta. 

“Dati sbagliati fin da maggio”: il LOCKDOWN di novembre si poteva EVITARE? Forse sì

# Da fine ottobre segnalavamo come la situazione epidemica in Lombardia fosse in miglioramento

Credits: corriere.it

Già alla fine del mese di Ottobre i dati principali che mostravano l’evoluzione dell’emergenza sanitaria indicavano un trend in miglioramento a livello regionale. L’indice l’RT era sceso al 2,01 e nell’area metropolitana di Milano fino a 1,77 e pochi giorni dopo sotto l’1,5, con una crescita dei contagi giornaliera poco superiore al 3% e l’occupazione ospedaliera attorno al 30%. Numeri più alti rispetto alla situazione attuale ma che testimoniavano un abbassamento costante della curva epidemica. Purtroppo non sono stati sufficienti a evitare il lockdown in Lombardia.


Ma in base alle ultime informazioni disponibili, nelle querelle tra Lombardia, Ministero della Salute e Istituto Superiore di Sanità sull’errata istituzione delle zona rossa nel terza settimana di gennaio 2021, emerge una versione che i dati sui positivi fossero sbagliati in eccesso già da maggio. Questo avrebbe influenzato negativamente l’indice Rt che ha portato la Lombardia a un lockdown con le conseguenze che tutti conosciamo. La colpa è quindi da attribuire alla giunta Fontana?

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# Secondo l’Iss i dati sbagliati sono colpa della Regione Lombardia: “Da maggio 54 segnalazioni di errore” rimaste inascoltate

Credits: ilfattoquotidiano.it – Brusaferro Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità

Il continuo scambio di accuse prosegue, dopo la prova dell’email inviata dalla Regione Lombardia in cui chiedeva il ricalcolo dell’indice Rt in base con i dati aggiornati, tra Regione Lombardia, Ministero della Salute e Istituto Superiore di Sanità. Quest’ultimo infatti per la seconda volta in pochi giorni ha pubblicato un documento ufficiale con il quale elenca tutti gli errori fatti dalla Lombardia.



Dal documento emergono 54 segnalazioni ignorati dai tecnici lombardi: “Dal mese di maggio 2020 l’Iss ha inviato 54 segnalazioni di errori, incompletezze e/o incongruenze alla Regione Lombardia, l’ultima delle quali in data 7 gennaio 2021tra i quali il 50% di “casi incompleti per la sintomatologia” contro il 2,5% del resto d’Italia. 

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# Fontana insiste sul sentimento anti-lombardo dell’ISS: “L’Istituto sposta il tiro, è una parte politica“. E aggiunge: “L’errore è da imputare all’algoritmo

Credits: ilgiorno.it – Attilio Fontana

Il presidente Fontana non intende cedere di un millimetro e anzi è convinto che l’Istituto Superiore di Sanità sia spinto da un sentimento anti-lombardo “continua a spostare il tiro da quello che è il vero tema, ovvero il mal funzionamento dell’algoritmo per il calcolo dell’Rtcon uscite che avrebbero l’unico obiettivo di attaccare la Lombardia: “Non solo dal governo, ma ora anche da quello che dovrebbe essere un organo terzo come l’Istituto Superiore di Sanità e che invece veste sempre più i panni di una parte politica“. Rimando inoltre fiducioso che i giudici diano ragione all’operato dei tecnici lombardi: “Aspettiamo fiduciosi il giudizio del Tar del Lazio per dimostrare che abbiamo ragione noi

# La vice presidente e assessore al Welfare lombardo Moratti: “Le modalità con le quali i ministri Speranza e Boccia continuano a ribaltare su di noi errori che non abbiamo commesso dimostrano l’esistenza di un pregiudizio


La vicepresidente lombarda Moratti ci tiene a ribadire i meriti della Lombardia nell’uscita dalla zona rossa: “se siamo usciti dalla zona rossa è perché abbiamo chiesto di rivalutare i dati forniti e perché abbiamo scelto la strada del ricorso al Tar”. Aggiungendo che il governo accusa la regione, dopo che è stato lo stesso assessore al Welfare a segnalare gli errori nei dati, senza essere disposta al dialogo: ho studiato i dati e ho notato elementi non coerenti sia rispetto al numero dei contagiati ogni 100mila abitanti che al tasso di ospedalizzazione. I contagi erano inferiori di quelli di altre regioni e sotto la media nazionale. Ho chiesto un confronto col ministero e uno slittamento di 48 ore della decisione sulla zona rossa. Il ministro Roberto Speranza non l’ha concesso. E pretendeva, anzi, che ammettessimo che l’errore era nostro”.

La Moratti intravede una sorta di pregiudizio e attacco gratuito contro la regione da parte del governo: “Vedo che le modalità con le quali i ministri Speranza e Boccia continuano a ribaltare su di noi errori che non abbiamo commesso dimostrano l’esistenza di un pregiudizio e di un attacco ancora in corso. E lo dico con grande dispiacere, perché ho sempre lavorato con lo spirito della collaborazione istituzionale. Stavolta vedo che è difficile farlo”.

Rimane ancora da attendere l’esito del ricorso al Tar del Lazio presentato la scorsa settimana, solo per la parte relativa l’accertamento della realtà storica degli eventi, contro l’ordinanza del 16 gennaio che istitutiva la zona rossa in Regione Lombardia. Finora gli indizi emerse sembrerebbero dare torto a Fontana che rimane invece convinto del contrario: mera difesa ad oltranza o il governo sta facendo da scaricabarile?

Fonti: Milano Today, Il Giornale

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FABIO MARCOMIN

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