Le 10 PAROLE che fanno più RIDERE del milanese

É stato chiesto sulla pagina Facebook di Milano Città Stato quali fossero le parole milanesi più divertenti e ci è stato dato. Queste le 10 proposte più votate

il dogui, il principe, (anche se non era di Milano)

Sulla pagina Facebook di Milano Città Stato è stato chiesto ai followers quali fossero le parole del dialetto milanese secondo loro più divertenti in assoluto. Abbiamo chiesto e ci è stato dato. Questa è la classifica delle 10 parole milanesi che hanno ricevuto più apprezzamenti tra quelle segnalate.

Le 10 PAROLE che fanno più RIDERE del milanese

#10 Baloss

Baloss” si usa per dare del furbacchione, del birbone. L’Orso Balosso era un personaggio dei cartoni animati ideato da Anna De Carlo di cui venivano narrate in rima baciata le divertenti avventure e il cui nome deriva proprio dal milanese “baloss”.


#9 Gratacü

Si dice di persona simile al gras de rost (vedi più sotto). 

#8 Oreggiatt

Letteralmente significa “orecchiuto” cioè con le orecchie grandi/lunghe. Può essere interpretato in diversi modi. C’è chi dice che derivi dalle lunghe orecchie degli asini per indicare gli ignoranti e gli stolti. Nel “Vocabolario milanese ad uso della gioventù” del 1857 un “oreggiatt” invece è qualcuno che si oppone ai liberalismi, in poche parole un ottuso conservatore. Viene per questo usati motivi usato per descrivere qualcuno di retrogrado ma anche per parlare di qualcuno che ha le orecchie lunghe, ascolta i discorsi altrui e senza pensiero critico ripete tutto ciò che sente.

#7 Ciaparatt

Il “ciaparatt” è colui che acchiappa i ratti ma viene utilizzato per indicare un buono a nulla. Perché? Perché nel XX secolo Milano era invasa dai topi e se qualcuno non sapeva proprio come fare soldi gli veniva consigliato di andare ad acchiappare i ratti, ovvero di rendersi utile. Da qui anche il detto “Va a ciappà i ratt”. Insomma il “ciaparatt” è qualcuno che proprio non sa fare altro, può solo acchiappare i topi. 



#6 Scarliga merlus

Scarliga merlus” deriva dal detto “Scarliga merlus, che l’è minga ‘l tò ùss” che tradotto in italiano significa: scivola via merluzzo che questo non è il tuo posto. Questa frase, divenuta poi un detto tipico milanese, si diffuse durante la dominazione spagnola. C’erano alcuni mercanti che trasportavano il pesce in città senza pagare il dazio e in caso di ispezione, i funzionari corrotti li avvisavano con questa frase. Come un SOS. Oggi invece viene utilizzato per allontanare qualcuno di indesiderato: “vai via” “allontanati“.

#5 Rebelot

“Rebelot” significa confusione e caos ma non in senso negativo. Indica una baraonda creativa che inizialmente sconvolge ma che alla fine fa apparire tutto in ordine. Probabilmente con i tempi che corrono sarebbe dovuta essere la parola #1. Sembra un grande assembramento chiassoso ma in un attimo ritorna tutto all’ordine.

#4 Gras de rost

Il “gras de rost” indica, come è facile intuire, il grasso dell’arrosto. L’arrosto non deve essere né troppo secco, né troppo pieno di grasso poiché rischia di renderlo poco piacevole al palato e gelatinoso. Una persona “gras de rost” è così: non è una persona cattiva ma esagera e diventa antipatico e fastidioso.

#3 Barlafus

Che cos’è un “barlafus”? Iniziamo col dire che in origine non era una persona. Il barlafus era un arnese utilizzato durante la filatura che non ricopriva nessun ruolo fondamentale. Ha iniziato poi ad essere utilizzato per tutti gli arnesi che non avevano una grande utilità e si usa per indicare qualcuno che anche se si da grandi arie in realtà è una persona da nulla.

#2 Balabiott

Un “Balabiott” è letteralmente un abitante di Ballabio (LC) ma ha assunto nel corso del tempo un diverso significato. In milanese “bala” significa balla e “biot” significa invece nudo, traendo le somme il balabiott in milanese è qualcuno che balla nudo. Significa uno spiantato, uno che non ha le rotelle a posto.  

#1 Ciuciamanuber

L’origine di questo epiteto è ignota ma i veri milanesi ne conosceranno sicuramente il significato colloquiale. Indica qualcuno che frequenta assiduamente la palestra ma che invece di allenarsi lecca, o meglio lucida, i manubri. Insomma un nullafacente che finge di non esserlo.

Continua la lettura con: le 10 parole più belle del milanese

ROSITA GIULIANO

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