Quando sono stata SALVATA da una BALENA

L'incredibile racconto della ricercatrice salvata da una balena nelle acque dell'Oceano Pacifico.


Nelle acque dell’Oceano Pacifico meridionale una donna è stata salvata da una balena. Sembra una storia uscita da un libro per bambini, perché a volte risulta difficile immaginare che al mondo esista concretamente una bontà così genuina, dei gesti così puri e buoni. Soprattutto tra esseri viventi così diversi come una balena e un essere umano.

Quando sono stata SALVATA da una BALENA

# Una vita nell’oceano

https://www.weareprojectzero.org/nan-hauser

La ricercatrice Nan Hauser ha studiato i cetacei per gran parte della sua vita, innamorata di questi grandi esseri viventi e del loro habitat, l’oceano. Presidentessa e direttrice del Center for Cetacean Research and Conservation, ogni giorno si occupa di ricerca e salvaguardia dei cetacei e della loro casa.

Era un giorno di settembre come tanti altri, un giorno di immersioni nelle acque profonde del Pacifico, osservazioni e appunti, quando la ricercatrice Nan Hauser inizia a notare uno strano comportamento nella balena che stava filmando: il cetaceo ha iniziato a spingere delicatamente con il corpo la donna verso la propria imbarcazione, insistentemente per una decina di minuti. La ricercatrice e il suo gruppo di colleghi, che inizialmente temevano il peggio, hanno poi capito il motivo di tale atteggiamento: uno squalo tigre aveva puntato la donna, e la balena le aveva salvato la vita.

# Un limite della Scienza?

https://www.pressherald.com/2018/01/08/humpback-whale-saves-brunswick-marine-biologist-from-shark/

La natura buona e altruista delle balene era un fatto già presente agli studiosi, spesso protettrici di foche, che nascondono dai predatori sotto la loro pinna pettorale. Ma mai si era assistito al salvataggio di un essere umano. Paradossale soprattutto se si pensa a tutti i delitti di cui il genere umano si è macchiato le mani nei confronti degli animali, persino nel mondo immaginario della letteratura con Moby Dick.

La stessa protagonista del racconto ha raccontato come – se non fosse accaduto a lei – non avrebbe mai potuto credere ad una storia simile, sostenendo che nella scienza non c’è posto per l’antropomorfizzazione del comportamento animale, ma di questo non si è trattato in questo caso. Ha inoltre dichiarato che l’altruismo non è compatibile con la legge della sopravvivenza, e il perché esista in Natura rimane un quesito a cui proverà a rispondere continuando i suoi studi.

# Un sogno ad occhi aperti

 

Il racconto ha ancora di più dell’incredibile: poco più di un anno dopo dal salvataggio della ricercatrice da parte della balena, queste due si sono incontrate di nuovo. Nan Hauser era a lavorare con la sua squadra nelle acque di Rarotonga, dove era accaduto il fatto l’anno prima, quando un pescatore trasmette via radio l’avvistamento di una balena solitaria non molto lontano da dove la ricercatrice si trovava.  Raggiunto il cetaceo e immersa nelle acque, la scienziata ha riconosciuto l’animale, confrontandolo con le fotografie scattate il giorno del salvataggio, che ha salutato la donna sollevandola sulla propria testa, appena sotto la superficie dell’acqua. Ed è con questo tenero incontro che la balena e Nan Hauser si danno l’addio, poiché già dalla mattina dopo nessuno ha più trasmesso alcun avvistamento della balena.

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ALICE COLAPIETRA

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