Le MILLE LINGUE d’Italia: i ceppi principali e le loro curiosità

Sono 14 i raggruppamenti principali delle lingue romanze d'Italia

Lingue italiane

Forse il più ricco e variegato patrimonio europeo: le lingue italiane appartengono alla grande famiglia delle lingue romanze. Ecco dove si trovano e le loro peculiarità.

Le MILLE LINGUE d’Italia: i ceppi principali e le loro curiosità

# Per alcuni autori le lingue d’Italia sono il patrimonio linguistico più ricco e variegato in Europa

Credits: wikipedia.org – Lingue romanze in Europa

Per alcuni autori le lingue d’Italia si possono considerare come il patrimonio linguistico più ricco e variegato all’interno del panorama europeo, quasi tutte derivanti dal ceppo indoeuropeo e appartenenti alla famiglia delle lingue romanze, con la presenza di varietà albanesi, germaniche, greche e slave. L’italiano è risaputo discendere storicamente dal toscano letterario, in letteratura ha iniziato la sua diffusione verso il XIII secolo grazie a scrittori come Dante, Petrarca e Boccaccio per evolversi poi nella lingua italiana corrente.


# Sono 14 i raggruppamenti principali delle lingue romanze d’Italia

Gran parte delle lingue romanze e le loro varietà parlate entro i confini italiani ad esclusione della lingua italiana sono spesso chiamate “dialetti” nella letteratura specialistica italiana e comprendono questi 14 gruppi principali: lingua francoprovenzale, lingua occitana, lingue gallo-italiche, lingua veneta, dialetto sudtirolese, lingua friulana e lingua ladina, lingua slovena, dialetto toscano, dialetti italiani mediani, lingua napoletana, lingua siciliana, lingua sarda, lingua corsa.

Tutte si possono ricondurre a 6 macro-suddivisioni geografiche. Ecco quali sono:

#1 Le lingue retoromanze, friulana e ladina, sono riconosciute ufficialmente

Nelle due province autonome di Trento e Bolzano sono le lingue retoromanze a fare da padrone:



  • La lingua friulana parlata nelle province di Gorizia, Pordenone, Udine e in alcuni comuni di quella di Venezia è anche riconosciuta ufficialmente come “lingua della comunità regionale” dalla Regione autonoma Friuli Venezia Giulia
  • La lingua ladina, riconosciuta come coufficiale dalla provincia autonoma di Bolzano e  nella provincia autonoma di Trento, è parlata nei comuni ricompresi nell’area dolomitica.

#2 Le lingue settentrionali, dette anche “altoitaliane” o “padane”, sono diffuse dal Piemonte all’Emilia-Romagna

Nelle lingue settentrionali sono compresi due gruppi principali e due secondari:

Il gruppo gallo-italico è sicuramente il più variegato e diffuso, perché oltre al ligure, piemontese, lombardo, emiliano e romagnolo nel Nord Italia ci sono il gallo-piceno, galloitalico di Sicilia e galloitalico di Basilicata, con alcuni anche in Sardegna. Vari linguisti hanno messo in relazione la similarità con gli idiomi gallo-romanzi con il comune sostrato storico celtico.

La caratteristica più vistosa del gruppo veneto è la struttura sillabica che non tollera geminate, suono consonantico più lungo delle consonanti ordinarie, in nessuna posizione.  Sono 8 le varianti principali, tra cui veneto centrale o meridionale, quello lagunare, quello orientale, occidentale e il dalmata.

Oltre a questi ci sono l’occitano parlato nell’ovest del Piemonte e il franco-provenzale in Valle d’Aosta, che scontano gli influssi francesi.

#3 Le varianti toscane spaziano dalla Corsica al nord della Sardegna

Il toscano è costituito dalle varietà toscane e da quelle parlate in Corsica e nel nord della Sardegna, con caratteristiche molto simili alle lingue settentrionali pur non essendo una lingua appartenente alla Romania occidentale. Addirittura nei paesi lungo la dorsale appenninica tra la Toscana e l’Emilia sono presenti ancora delle parlate di transizione tra il sistema toscano e il sistema gallo-italico, le gallo-toscane, tra le persone più anziane.

#4 Le lingue centrali sono parlate principalmente nel Lazio, in Umbria e nella Marche. Il dialetto romanesco solo nella capitale

Le lingue centrali racchiudono i dialetti parlati in 3 regioni italiane: in gran parte del Lazio, in Umbria, in alcune zone della provincia di Grosseto e nelle province di Ancona, Macerata e Fermo nelle Marche. Si suddividono in due gruppi:

  • Il gruppo italiano mediano che è forse quello di più difficile classificazione e include: i dialetti umbri, marchigiani, della tuscia-viterbese e quelli Cicolano-aquilano-reatino e dialetto ciociaro fortemente influenzati dalle lingue del gruppo meridionale.
  • Il dialetto romanesco, molto diverso dall’antico dialetto di Roma che aveva influenze meridionali è orientali, è parlato quasi esclusivamente nella capitale e ha subito influssi dal toscano.

#5 Le lingue meridionali si dividono in due: gruppo meridionale nel napoletano e gruppo meridionale estremo nel restante mezzogiorno

Il gruppo italiano meridionale, diffuso soprattutto nel napoletano, è caratterizzato dall’indebolimento delle vocali non accentate, le atone, e la loro riduzione alla vocale indistinta, soprattutto nella parte nord delimitata da una linea che unisce Sora, Avezzano, L’Aquila e Accumoli.

Il gruppo meridionale estremo che comprende siciliano, il calabrese centro-meridionale ed il salentino, presenta una costante territoriale fortemente caratterizzata e assente nelle altre lingue e dialetti italiani che è il differente esito della pronuncia delle vocali. Oltre a questo l’assenza totale delle mute e delle vocali centrali. Tra queste lingue il siciliano, pur avendo una forte identità, non è riconosciuto come lingua a livello nazionale.

#6 La lingua Sarda, in pericolo di estinzione, è la più conservativa di tutte

La lingua Sarda è ufficialmente riconosciuta sia dalla Regione Autonoma della Sardegna, che dallo Stato come una delle sue dodici minoranze linguistiche storiche. Costituita da un continuum di dialetti interni ricompresi in due tradizioni ortografiche: quella logudorese, nella zona centro-settentrionale, e quella campidanese, in quella centro-meridionale. È da tutti gli studiosi considerata la lingua che nei secoli si sia meno discostata dal latino: questo fa della lingua Sarda la più conservativa di tutte le lingue romanze.

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FABIO MARCOMIN

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