L’ASSE del GOVERNO si sposta a NORD: 9 MINISTRI su 23 sono lombardi. Vediamo chi sono

Il neogoverno Draghi è principalmente Made in Lombardia: 9 ministri su 23 sono infatti lombardi. Ma chi sono? Vediamo alcuni aspetti curiosi

Credits: ansa.it

Il neogoverno Draghi è principalmente Made in Lombardia: 9 ministri su 23 sono infatti lombardi. Ma chi sono? Vediamo i loro brevi ritratti con gli aspetti più curiosi. 

L’ASSE del GOVERNO si sposta a NORD: 9 MINISTRI su 23 sono lombardi. Vediamo chi sono

Rispetto al governo precedente la principale differenza è quella geografica. Colpisce la provenienza dei ministri: 18 su 23 sono del Nord Italia, mentre nel precedente governo la maggioranza assoluta dei ministri erano del Sud. Rispetto al Conte bis i ministri del Lombardo Veneto passano da 3 a 13. 


# Governo Draghi principalmente Made in Lombardia

Il governo Draghi ha iniziato a rimescolare le carte del gioco ancor prima che la partita sia cominciata. Se si considerasse l’Italia come una bilancia, per numero di ministri questa penderebbe indubbiamente a Nord. Nel governo precedente, invece, la provenienza dei ministri era sbilanciata in modo opposto: 12 avevano origini meridionali (13 contando anche il primo ministro), 8 settentrionali e 2 laziali. La regione con più ministri era la Campania, che arrivava a quota 4. Nel nuovo governo, su 23 ministeri, 18 hanno origini settentrionali, due rappresentano il centro: Giovannini e il premier Draghi. Solo tre sono del Sud. Ben 9 vengono dalla Lombardia, 4 dal Veneto, 2 dall’Emilia-Romagna e i restanti 3 hanno origini liguri, piemontesi e friulane. La regione che vanta il maggior numero di ministri, in netto vantaggio rispetto alle altre, è la Lombardia. Ma chi sono i nove ministri che rappresenteranno la regione Lombardia?

#1 Marta Cartabia – La ministra rock

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Originaria di San Giorgio su Legnano (Milano), amante della musica rock e della montagna, Marta Cartabia è la nuova ministra della giustizia. Già da subito nell’occhio del ciclone, il suo curriculum però la difende egregiamente: una profonda conoscenza del diritto internazionale e comparato, oltre a vantare diverse cattedre in università di tutto il mondo, dalla Francia agli Stati Uniti. Nel 2011 la Cartabia è entrata nella storia, divenendo la prima donna a ricoprire la carica di Presidente della Corte costituzionale. #LAROCKETTARA

#2 Lorenzo Guerini – Mr Wolf

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Per il ministero della difesa nessuna new entry, viene riconfermato Lorenzo Guerini. Ex sindaco della sua città natale, Lodi, di cui è profondamente innamorato, ha dimostrato negli anni di essere un perfetto Mr. Wolf nel Partito Democratico. Infatti la sua capacità di aggirare le polemiche lo ha reso famoso ed è stato Renzi a paragonarlo a Forlani, soprannominandolo Arnaldo. #MRWOLF



#3 Giancarlo Giorgetti – Il Talleyrand della Lega

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Il vicesegretario della Lega Giancarlo Giorgetti è entrato nella squadra di Draghi come ministro allo Sviluppo Economico. Nato in provincia di Varese, Giorgetti è conosciuto per essere non solo l’ombra di Matteo Salvini, ma uno tra i pochi rappresentanti moderati del suo partito. Se dovessimo descriverlo con una parola, l’aggettivo #DIPLOMATICO gli calzerebbe a pennello.

#4 Roberto Cingolani – Lo scienziato

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Cingolani è indubbiamente tra i nuovi ministri più chiacchierati. Fisico, docente universitario ma soprattutto milanese. Uomo dalle mille risorse, viene considerato da molti come un vero e proprio visionario. Il nuovo ministro alla Transizione ecologica ancora deve muovere i primi passi nel Consiglio e già fa parlare di sè. #LOSCIENZIATO

#5 Maria Stella Gelmini – La multitasking

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Bresciana di nascita ed ex ministro dell’Istruzione, dopo 10 anni torna al Governo in qualità di ministro degli Affari regionali e autonomie. Tra tutti i ministri dell’istruzione che ci sono stati in Italia, lei è stata la più giovane con soli 35 anni. Avvocato, mamma di una bambina e consigliere comunale a Milano, in questo momento particolare ricoprirà un altro importante ruolo, mediando tra le Regioni e lo Stato. #LAMULTITASKING

#6 Vittorio Colao – Il manager sportivo

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Come la Gelmini, anche Colao ha origini bresciane. Dopo l’esperienza alla guida della Task Force per la ripartenza nella Fase 2, il manager è stato scelto da Draghi per guidare la transizione digitale. E in effetti sembrerebbe calzare alla perfezione questo abito: dopo aver studiato alla Bocconi e ad Harvard, Colao si è da sempre dimostrato un grandissimo sostenitore del “digital first”. Ma non è solo un uomo in carriera, infatti ama lo sport e in particolare il windsurf. Ha tutte le carte in regola per avviare una vera e propria rivoluzione digitale nel Paese. #ILMANAGERSPORTIVO

#7 Elena Bonetti – La femminista

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Riconfermata alle Pari Opportunità la mantovana Elena Bonetti, esponente di Italia Viva, è pronta per tornare a servire il proprio Paese. Durante il governo Conte II, il suo Family Act è stata l’unica riforma approvata. Grande sostenitrice dell’imprenditoria femminile e impegnatissima contro la violenza sulle donne, la Bonetti è pronta a liberare nuove opportunità. #LAFEMMINISTA

#8 Massimo Garavaglia – Il musicista

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Soprannominato anche lo “Sgara“, Massimo Garavaglia è il nuovo ministro al Turismo. Nato in provincia di Milano, è un leghista della prima ora. Ha iniziato la sua carriera come sindaco di Macallo con Casone ma si è formato nel capoluogo meneghino, alla Bocconi. Ma oltre alla politica la sua passione è sempre stata la musica, e non tutti sanno che da giovane suonava nel gruppo dialettale “Gamba de legn”. #ILMUSICISTA

#9 Maria Cristina Messa – La ricercatrice

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Maria Cristina Messa, nata a Monza, è la nuova ministra dell’Università. E’ stata la prima donna a capo di un’università Milanese, guidando la Bicocca dal 2013 al 2019. Dopo anni di ricerca in campo medico, la neoministra ha debuttato anche in politica e si prevedono grandi cambiamenti da una donna che ha sapientemente valorizzato la ricerca e l’innovazione. #LARICERCATRICE

Per il momento non vi sono certezze, ma si auspica che questo cambio di governo comporti un miglioramento concreto.

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ROSITA GIULIANO

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