In un anno il DEBITO PUBBLICO è aumentato di 159 miliardi di euro: il doppio del finanziamento a fondo perduto del Recovery

Il debito pubblico italiano aumenta di 159 miliardi di euro in un solo anno. Quali saranno le conseguenze per il Recovery Plan?

Credits: Bankitalia

Il 2020 è stato un anno terribile, anche dal punto di vista economico. L’Italia ha chiuso con un debito pubblico di 2.569 miliardi di euro, 159 miliardi in più rispetto al 2019. Pur non trattandosi di un nuovo record, è una cifra che preoccupa molti. Che cosa accadrà ora con i fondi europei per la ripartenza?

In un anno il DEBITO PUBBLICO è aumentato di 159 miliardi di euro: il doppio del finanziamento a fondo perduto del Recovery

# Nel corso di un anno, il debito pubblico italiano è aumentato di ben 159 miliardi di euro, ma il FMI non è preoccupato

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Dicembre è un mese di calo per il debito pubblico. Il primato storico italiano resta ad ottobre 2020, dove il debito ha raggiunto quota 2.587 miliardi di euro. Non che la chiusura sia stata delle migliori: è stato dichiarato un aumento di 159 miliardi di euro rispetto al 2019.


Dunque, in Italia il debito è salito al 157,5% del PIL nel 2020 e le previsioni che, come tali, restano pur sempre delle stime, dicono che quest’anno crescerà ancora, arrivando al 159,7% del PIL.

Ma, nonostante tutto, il Fondo Monetario Internazionale non è preoccupato della situazione, definendo il debito “sostenibile”.

# Seppur il debito sia “sostenibile”, l’Italia deve mettersi alla prova con investimenti produttivi che accelerino la riduzione del debito

Per il FMI l’aumento del debito pubblico nel 2021 è “sostenibile” grazie ai tassi di interesse bassi e alla ripresa della crescita economica che si spera avverrà. Infatti, è ovvio che ci sia un aumento generalizzato del debito pubblico a livello mondiale, soprattutto in seguito ai 14.000 miliardi di euro stanziati per far fronte alla pandemia.



Ma ci vuole prudenza. Lo stesso responsabile di Fiscal Monitor, Vitor Gaspar, afferma sia essenziale che l’Italia utilizzi “le risorse del Recovery Fund per finanziare progetti di alta qualità che rafforzino le prospettive di crescita, facilitino una transizione verso un futuro verde e digitale e accelerino la riduzione del debito”.

Parole che, ovviamente, fanno eco a quelle della BCE, per la quale i fondi del Next Generation European Union devono essere impiegati ottimamente in investimenti pubblici produttivi che aumentino anche il prodotto reale dell’Eurozona nel medio termine. Un modo per mettere alla prova la capacità istituzionale di alcuni paesi di selezionare e realizzare progetti fattibili.

# I vincoli di bilancio sono già stati definiti, ma la questione è stata riaperta

Tutti sappiamo che il Recovery Plan è il piano per la ripresa che spiegherà all’Europa come utilizzeremo i 200 miliardi di finanziamento, di cui 80 miliardi a fondo perduto.

Ma quali sono i vincoli di bilancio?

Governo e parlamento li avevano già definiti nella Nota di Aggiornamento al Documento di Economia e Finanza fissando, di fatto, il sentiero del debito pubblico dal 2021 al 2023.

Quello che ci si aspetta è una lenta discesa del debito da un livello record del 2020 al 152% del PIL nel 2023.

Ma, nonostante l’approvazione, la questione è stata riaperta.

# Gli effetti del Recovery Fund sul debito pubblico: ce lo possiamo permettere?

C’è chi ritiene che tutti i 200 miliardi del fondo debbano aggiungersi al sentiero del debito pubblico fissato dalla Nota di Aggiornamento. Questo comporterebbe una crescita del debito che grava sulla nostra testa di altri 120 miliardi nel corso degli anni.

È ovvio chiedersi: ce lo possiamo permettere?

È vero che ci stiamo indebitando a tassi di interesse bassi o nulli, ma resteranno stabili nel tempo? Non è di certo semplice prevederli con esattezza nel medio-lungo periodo.

Anche lo spread dell’Italia rispetto ai tassi di paesi a zero rischio è ora moderato dagli interventi delle istituzioni europee e dall’acquisto della Banca d’Italia, per conto della BCE, di più di 150 miliardi di euro di titoli pubblici italiani. Ma per quanto andranno avanti gli acquisti di titoli di stato da parte della BCE e per quanto tempo prevarrà questo clima solidale?

# Gli errori di previsione potrebbero essere fatali soprattutto per le generazioni future

L’unica cosa certa è che i vincoli macroeconomici esistono e, con un debito pubblico vicino al 160% del PIL, gli errori di previsione sui tassi di interesse possono essere fatali.

Già quest’anno il nostro debito sarà molto probabilmente superiore rispetto a quello previsto. Ma, anche se così non fosse, la Nota di Aggiornamento dichiara comunque un debito superiore al 150% del PIL fino al 2023. Quindi per 5 anni di fila, qualcosa che, in Italia, non succedeva dagli effetti delle due guerre mondiali.

Aggiungere 120 miliardi di debito con progetti che, ex-ante, saranno pro crescita, verdi, digitalizzati, ma di cui non si possono conoscere fin da ora le conseguenze, fa la differenza per la prossima generazione, per l’appunto la Next Generation, che, quel debito, dovrà ripagarlo.

Fonte: www.lagone.it, osservatoriocpi.unicatt.it

Continua la lettura con: Il DEBITO ITALIANO ha CAMBIATO MANI: a chi DOBBIAMO ora i nostri SOLDI?

ALESSIA LONATI

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