Il MISTERO della provincia di VCO

Tra montagne e laghi, un'oasi naturale perfetta e un po' wild che nasconde un piccolo mistero

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La sigla che identifica questa provincia richiama tre zone: il Verbano, il Cusio e l’Ossola. Il primo e il terzo nome hanno un significato abbastanza intuitivo e si riferiscono alle aree che circondano le città di Verbania e Domodossola, mentre pochi sanno che il Cusio si riferisce al lago d’Orta e ai suoi dintorni. Non è citato il Vergante, zona prevalentemente collinare che si affaccia sul lago Maggiore, che però concorre a completare il territorio del VCO con la sua parte settentrionale.

Il MISTERO della provincia di VCO

# 77 comuni in una sola provincia

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La provincia è stata disegnata sulla carta con un atto amministrativo del 1992, riunendo 77 comuni precedentemente novaresi. La densità della popolazione del VCO è un terzo rispetto alla media italiana e la cosa non può sorprendere troppo, dato che il territorio comprende vaste zone montuose o incontaminate.


Esempi di questa wilderness sono la Val Grande, considerata la riserva naturale più selvaggia d’Europa, oppure la ripida e stretta valle Anzasca, incastonata fra numerose cime alpine, che sfocia ai piedi della maestosa e terrificante parete est del Monte Rosa.

# Valli, colli, monti e laghi

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Anche la val Formazza, che termina con la spumeggiante cascata del Toce a ridosso delle bastionate montuose del Basodino e del Blinnenhorn, si configura come tipica vallata alpina. E se più modesta e pianeggiante appare la valle Antigorio quando ivi ci si addentra, non è così procedendo verso il parco Veglia-Devero e verso il passo del Sempione.

Colline, laghi, valli e monti con abissi e cascate sono la causa del tipico fascino misterioso dell’Ossola: i corni di Nibbio, che delimitano la val Grande con le loro creste contorte, sono il prototipo perfetto degli antri delle streghe e riescono a stimolare anche le fantasie più assopite.



# Cosa lega la VCO a Milano?

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Eppure esiste un legame sottile che unisce Milano al VCO. Da sempre le “perle” del lago Maggiore, Stresa e Pallanza, sono meta di affollati pellegrinaggi turistici, mentre la val Vigezzo ha una lunga tradizione vacanziera, fatta di villette e seconde case che, durante l’estate, la trasformano in una piccola Milano.

Anche le grandi montagne di Milano, cioè le più vicine e visibili ad occhio nudo, si raggiungono tramite l’Ossola: il monte Rosa (4634) dista in linea d’aria 115 km dalla metropoli, mentre la Weissmies (4017), che domina il passo del Sempione, ne dista 117.

# La sua arma più forte è il turismo

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L’attività prevalente del VCO è quella turistica, facilitata dalle attrattive naturali e corroborata dalla presenza di poli di interesse artistico-culturale, ma anche l’industria è presente, con le cave di roccia pregiata e produzioni di eccellenza, come le rubinetterie.

# Il mistero di VCO svelato

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Un piccolo mistero nel mistero è stata la scelta di Verbania come capoluogo. Secondo i cittadini residenti meglio informati, per storia, centralità geografica e peso economico il capoluogo naturale sarebbe dovuto essere Domodossola; pare che, però, all’interno della città siano sorte tali rivalità sorrette da campanilismi e ambizioni personali, che la Regione per smorzare le liti, si sia vista costretta a stabilire il capoluogo altrove.

ANDREA CAVALLERI

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