7 STUPENDI BORGHI in Italia che si possono visitare solo a PIEDI

Sette bellissimi paesi in Italia che non sono raggiungibili né con i trasporti pubblici né in automobile

Civita di Bagnoregio (Ph. Asso74- pixabay)

Sette bellissimi paesi in Italia che non sono raggiungibili né con i trasporti pubblici né in automobile. Il loro essere dimenticati e dispersi li rende affascinanti. La loro posizione garantisce la possibilità di apprezzare la solitudine e di vivere un’esperienza unica. Scopriamo quali sono insieme al sito siviaggia.it. 

7 STUPENDI BORGHI in Italia che si possono visitare solo a PIEDI

# 1 Chamois (Valle d’Aosta), il comune senz’auto

Tra i monti della Valle d’Aosta, in Valtournenche, si trova un paesino che è diventato famoso proprio perché irraggiungibile se non a piedi. Si tratta di Chamois, parola francese per camoscio. La località ha origini medievali e diversi luoghi di interesse culturali, ed è raggiungibile con una passeggiata lungo la mulattiera, che parte dal paese di Buisson, oppure in bici dal villaggio di La Magdeleine. Per godere del panorama mozzafiato si può sfruttare anche la funivia. Il luogo è l’ideale per passeggiate d’estate e sciate d’inverno, infatti, sono numerose le piste nei dintorni.

Credits: pragaviaggi.it

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# 2 Ginostra (Sicilia), l’ex piccolo porto più piccolo del mondo

Il villaggio di Ginostra, sull’isola di Stromboli, è raggiungibile solo via mare e fino a pochi anni fa deteneva il record del porto più piccolo del mondo. Il porto del paese, che si trova ai piedi del vulcano, infatti, poteva accogliere solamente una barca alla volta.

Le viuzze del paesino arroccato sulla pendice di Stromboli sono percorribili a piedi, ed è ricco di spiagge balneabili. La vegetazione è rigogliosa e i fondali sono magici: nella zona antistante alla chiesa si trova addirittura il relitto di una vecchia nave militare. Il paesino isolato, nel vero senso della parola, è simbolo della vita marittima senza tempo.

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# 3 Codera (Lombardia) e il sentiero scavato nella roccia

Nel cuore della Lombardia si trova la Val Codera, una valle secondaria della Valchiavenna che non possiede alcun tipo di strada asfaltata, ma che nasconde un paese da favola. Il paese di Codera è raggiungibile solamente tramite un sentiero di gradini scavati nella roccia, oppure un percorso più pianeggiante, percorribile anche in bicicletta, chiamato il Tracciolino. Questo percorso viaggia attraverso gallerie, ponti e le vecchie rotaie della ferrovia, ed è adatto anche ai bambini. La strada congiunge San Giorgio a Verceia, passando per altri paesini della Valchiavenna, tra cui Codera.

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# 4 Civita di Bagnoregio (Lazio), la “città che muore”

Civita di Bagnoregio è un paesino quasi disabitato, che si trova in provincia di Viterbo, Lazio e fa parte dei borghi più belli d’Italia. Lo scrittore Bonaventura Tecchi, che vi ha vissuto la giovinezza, lo ha definito “la città che muore”, anche a causa delle erosioni a cui il tufo su cui è costruito è soggetto, il che rischia di farlo scomparire per sempre. Proprio a causa di questa erosione il paesino è rimasto isolato dal resto della valle, così nel 1965 è stato costruito un ponte pedonale, che è l’unica via per raggiungere il paesino, permettendo agli abitanti di essere collegati al resto della civiltà viterbese.

Civita di Bagnoregio (Ph. Asso74- pixabay)

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# 5 Borgo di Monteviasco (Lombardia), il paesino “appeso ad un filo”

Al confine con la Svizzera si trova un paesino “appeso ad un filo”, si tratta del borgo di Monteviasco, secondo la leggenda fondato da quattro soldati di stanza a Milano durante il dominio spagnolo. I soldati si rifugiarono qui per sfuggire al dominio straniero, rapendo delle donne dalla vicina Bieno diedero vita al paese, che per anni è stato raggiungibile solamente tramite il filo, appunto, della funivia. La funivia non è più attiva, per questa ragione la meta, caratteristica per le sue case fatte di pietra, è raggiungibile solamente tramite una scalinata di un migliaio di gradini, che solo i visitatori più coraggiosi si impegnano a percorrere.

Credits:lagomaggioredintorni, IG

# 6 Cornello dei Tasso (Lombardia), la culla del Tasso fermo al Medioevo

Sempre in Lombardia si trova un paesino fermo nell’epoca medievale, si tratta di Cornello dei Tasso, in Val Brembana. Perfettamente conservato, le amministrazioni regionali hanno sempre ritenuto necessario non alterare la sua bellezza passata, si è quindi deciso di optare solamente agli interventi di ristrutturazione meno invasivi possibili. Sempre per lo stesso motivo non si è mai costruita una strada carrozzabile, il paese, terra dei Tasso, famiglia del celebre scrittore, resta quindi isolato, raggiungibile solamente tramite due sentieri a piedi. Cornello è oggi uno dei borghi più belli d’Italia, e mantiene ancora il suo antico splendore di quando rivestiva il ruolo di punto di sosta per la corrispondenza durante il periodo medievale.

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# 7 Savogno (Lombardia), il paese che vive solo d’estate

Il tempo non passa neppure a Savogno, frazione del comune di Piuro, in Val Bregaglia, Lombardia. Il borgo, anch’esso di origine medievale è posto su un terrazzo naturale, poco sopra le cascate dell’Acquafraggia, fiume che parte dalla Svizzera e qui si interrompe. Tutto intorno al paesino si trovano solo boschi, non ci sono strade carrozzabili ed è raggiungibile solamente salendo i gradini di una vecchia mulattiera. A causa del suo isolamento e della sua altitudine Sovogno è abitato solamente d’estate, stagione in cui accoglie piccoli gruppi di turisti desiderosi di godere delle bellezze della montagna.

Credits: xdome77, IG

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SARAH IORI

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