5(+1) cose che forse non sapevi dell’Università BICOCCA

Mi piace pensare alla Bicocca come l'Ateneo dalle 5 U

Università Bicocca

Il campus Bicocca sorge nell’omonimo quartiere milanese un tempo sede di grandi industrie come Pirelli e Breda.

La Bicocca: significato del nome

Il quartiere Bicocca è stato il cuore di quell’area industriale che si era rapidamente costituita ai primi del Novecento nella zona tra il comune di Greco e Sesto San Giovanni, e che per molti decenni ha rappresentato il simbolo dell’industrializzazione lombarda, il cui stabilimento più popolare era quello della Pirelli, che arrivò a dare lavoro fino a tredicimila persone e ad occupare una superficie di oltre 700 000 m².
Il quartiere, e poi di conseguenza l’Università, prende il nome dalla dimora di campagna fatta costruire Durante l’Aurea Repubblica Ambrosiana dalla nobile famiglia Arcimboldi di Parma: costruita intorno al 1450 a cinque chilometri dalla città di allora, e tuttora esistente, era nota appunto come la Bicocca degli Arcimboldi, dove il toponimo “bicocca” sta per “roccaforte o castello di modeste proporzioni posto in un luogo elevato”.

Mi piace pensare alla Bicocca come l’Ateneo dalle 5 U.

Università Bicocca

 

#1 U come Unimib: nata da una costola della Statale

Il campus Bicocca ha appena compiuto i suoi primi 20 anni, ed è quindi il più giovane dei grandi atenei milanesi, nato da una costola della più antica e storica università Statale. Alla fine degli anni Ottanta gli organi accademici dell’Università degli Studi di Milano predisposero un programma per il reperimento di nuovi spazi da dedicare ad attività di ricerca innovative in settori strategici e per estendere l’offerta didattica anche a campi disciplinari in cui l’intervento pubblico locale era assente. Nel settembre 1993 il Comune di Milano indicò l’area della Bicocca per l’insediamento del nuovo polo dell’Università di Milano.

Architettonicamente e urbanisticamente questo è l’antitesi del suo Ateneo madre: innestandosi di fatto sulle spoglie di una cittadella industriale, ne assume inevitabilmente le connotazioni originarie inserendosi in un ampio progetto avviato intorno al 1986 e coordinato dall’architetto Vittorio Gregotti, noto per ispirarsi alla difficile e ambiziosa “sfera del progetto totale”, dove è particolarmente evidente l’integrazione di piano territoriale, progetto urbano ed elaborazione architettonica. La sua visione del progetto, che si caratterizza per la ricerca di semplicità, ordine, organicità, precisione, è evidente in ogni espressione della rigorosa e  geometrica architettura del quartiere, da cui ogni forma tondeggiante è rigorosamente bandita.

Università Bicocca

 

#2 U come U…10: l’università campus

L’altra più evidente caratteristica di questo Ateneo è di essere un campus a tutti gli effetti. Tutti i suoi edifici prendono il nome di U più un numero progressivo, partendo dall’U1 fino all’U58. Semplice da navigare? Non proprio, perché i numeri consecutivi non sono tutti necessariamente contigui e in successione. L’U7 ad esempio è nel cuore del Campus di Milano, L’U8 si trova a Monza mentre l’U9 è di nuovo a Milano, vicino all’U5 e alla stazione di Greco, e così via fino agli U di Cinisello, Sesto, Bergamo, Lecco e Sondrio. A volte è necessario prendere il treno per andare da un edificio all’altro, a volte si possono raggiungere senza neanche dover uscire all’aperto…. si sa di dipendenti che anche dopo svariati anni di servizio  si sono persi nel tentativo di passare dall’aula U1-4 all’aula U3-2, mentre altri sono dati per dispersi in seguito alla vana ricerca del bar al -1.

C’è di bello che la Bicocca ha tutte le caratteristiche positive di un campus, ovvero un suo centro sportivo (il Bicocca Stadium, che è stato recentemente accessoriato con un sistema di rilevamento della velocità), ampi spazi per la socialità e lo studio, residenze universitarie, svariate mense, ecc. E si continua a costruire: l’ultimo progetto in ordine di apparizione sarà l’U10, che ospiterà aule didattiche, sale studio, uffici e nuove residenze universitarie che prevedono 104 posti letto per gli studenti.

 

#3 U come Underground: la cittadella sotterranea con il ghiaccio dell’Antartide

Forse non tutti sanno che la Bicocca ha una sua cittadella sotterranea, ad alto fattore tecnologico e scientifico. Alcuni dei più recenti e avanzati laboratori scientifici si trovano sotto Piazza della Scienza e sono nascosti dietro anonime porte grigie raggiungibili attraverso intricati percorsi interni o il parcheggio dell’Ateneo. Qui si trova ad esempio EuroCold (European Cold Laboratory Facilities), uno tra i più grandi e moderni laboratori “freddi” ad atmosfera controllata che può raggiungere temperature fino a-50°C, per la conservazione e lo studio delle carote di ghiaccio che arrivano dall’Antartide, dalla Groenlandia e alle Alpi. In pratica vi si accede solo su invito, dato che diversamente è impossibile trovarne l’accesso. Anche in questo caso si narra di gente che dopo essersi avventurata in ricerche speleologiche complesse non è più tornata in superficie.

Università Bicocca

 

#4 U come massive Use (of Hi-Tech Integrated Learning Spaces)

L’Ateneo negli ultimi anni ha investito massicciamente sulle infrastrutture e le tecnologie per l’e-Learning  e la formazione a distanza, allestendo circa 150 aule tenologiche in più di 15 diversi edifici. Queste consentono a moltissimi studenti  di fruire di tecnologie all’avanguardia e metodologie didattiche innovative per seguire le lezioni sia in aula sia da remoto, mediante l’utilizzo delle videoregistazioni e delle piattaforme di e-learning.

 

#5 U come Universo Donna

L’università Bicocca è femmina, non solo nel nome. Ha avuto appena tre Rettori, dei quali le ultime due sono Magnifiche, così come il suo Direttore Generale. Se proprio proprio vogliamo forzare il concetto, aggiungiamo che recentemente una docente di Diritto Costituzionale di questo Ateneo è stata eletta Presidente della Corte Costituzionale, ed è appunto la prima donna eletta i Giudici della Consulta per ricoprire questo ruolo.

 

#5+1 Il Logo: ricavato dal disegno leonardesco

Università BicoccaPer unire il concetto di conoscenza a Milano si è cercato un simbolo riconosciuto, indiscutibile, internazionale, come sono il sapere e Milano. Da qui la scelta di Leonardo, il genio che rappresenta la sintesi di scienza, arte e tecnica e che a Milano visse e lavorò.

Dal De Divina Proportione, studio sulle geometrie delle forme, realizzato nel 1498 con il matematico Luca Pacioli, è stato scelto l’ottaedro per rappresentare la multidisciplinarietà che vive in Bicocca.

Il disegno leonardesco è stato pulito dalle linee intermedie ed inserito in una gabbia d’impaginazione per valorizzarne l’elemento di creazione geometrica. L’ottaedro, lievemente alleggerito, è ripreso come texture di fondo per rompere la staticità e comunicare il divenire.

Il disegno è circondato da un testo con il nome dell’Università; nelle riproduzioni con base superiore a 30 cm. (manifesti, locandine, bandiere) sul lato inferiore del logo viene inserita la scritta “AUDENTES FORTUNA IUVAT“.

 

ROBERTA CACCIALUPI

 

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1 COMMENTO

  1. Brava, complimenti per l’articolo su Bicocca! Sono anch’io un nativo dell’Isola tornato da queste parti. La leggerò con interesse e frequenza.

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